Il pittoresco comune di Valgrisenche, incastonato tra le vette della Valle d’Aosta, si è trasformato in un vivace palcoscenico per l’arte contemporanea con l’evento “Morphosis”, tenutosi il 30 e 31 agosto 2025. La mostra, curata da Barbara Pavan, ha visto la partecipazione di tre artiste: Elham M. Aghili, Giulia Pellegrini ed Elena Redaelli, che hanno portato le loro personali visioni sul tema della trasformazione, declinato in relazione alla montagna come territorio fisico, simbolico e archivio vivente. L’evento, ospitato negli spazi de Le Quartier, edificio storico risalente al 1880 e riqualificato come centro polifunzionale, si è inserito nel contesto della settima edizione di Modelaine – Festival della Lana di Valgrisenche, un’iniziativa che celebra la tradizione tessile locale e promuove lo sviluppo sostenibile del territorio. “Morphosis” si è presentata come un’esperienza immersiva, in cui le opere delle artiste hanno dialogato tra loro e con il contesto alpino circostante, invitando il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente, tra memoria e futuro, tra crisi e possibilità.

Giulia Pellegrini, “Albedo”, 2025. performance partecipata realizzata per “Morphosis”. Ph Roberto Roux, courtesy l’Autrice
Elham M. Aghili ha presentato “Melting Flower”, un’installazione tessile monumentale realizzata in collaborazione con la cooperativa Les Tisserands. L’opera, creata con filati di scarto dell’industria tessile e lana di pecore autoctone, ha rappresentato un fiore alpino in fase di scioglimento, simbolo della fragilità degli ecosistemi montani e della necessità di preservare le risorse naturali e le tradizioni locali. L’artista ha sottolineato come l’opera, realizzata in occasione dell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, vuole celebrare la capacità delle comunità alpine di trasformare le sfide ambientali in opportunità di rigenerazione culturale, guardando al paesaggio e alla montagna come laboratorio vivo di coesistenza e innovazione.

Elena Readaelli, “Making soft water”, 2025, installazione realizzata per “Morphosis”. Ph Roberto Roux, courtesy l’Autrice
Giulia Pellegrini ha proposto “Vagrezèn” e “Albedo”, due progetti integrati che hanno riflettuto sull’ambiente alpino attraverso un dialogo tra memoria, natura e comunità. “Vagrezèn” è stata un’installazione tessile circolare, realizzata con materiali di recupero locali e simboli tangibili della storia e della cultura della valle, come la lana Rosset e tessuti tradizionali, che insieme al geotessile biodegradabile hanno evocato la mitigazione climatica e l’effetto albedo. L’opera, sospesa e fortemente radicata nel territorio, ha raccontato le ferite e le resistenze del paesaggio attraverso incisioni e ricami artigianali, con un particolare richiamo alla diga di Beauregard come emblema di trasformazione e riconciliazione. “Albedo”, invece, è stata una performance partecipativa che si è svolta il 30 agosto, coinvolgendo il pubblico in un gesto collettivo di responsabilità ambientale. I partecipanti hanno indossato un mantello double-face in tessuti innovativi, trasformando il ghiacciaio da immagine lontana a simbolo concreto di custodia condivisa. L’artista ha spiegato come entrambe le opere coniugano arte, scienza e azione collettiva, offrendo una prospettiva immersiva e riflessiva per abitare e proteggere la montagna, valorizzando pratiche di cura e continuità territoriale.

Elham M.Aghili, “Melting Flower”, 2025, opera realizzata per “Morphosis”. Ph Roberto Roux, courtesy l’Autrice
Elena Redaelli ha presentato “Making Soft Water”, un trittico di arazzi in feltro e stampa digitale accompagnato da un paesaggio sonoro. L’opera ha esplorato l’acqua come elemento di connessione e memoria, traducendo la sua impermanenza in forme tattili e visive che evocano storie nascoste attraverso pieghe e vuoti nella fibra. Il suono della lavorazione del feltro ha intrecciato movimenti oceanici e gesti umani, rivelando una riflessione profonda sulle interazioni tra corpi, natura e cicli vitali. L’artista ha poi proposto “Infinita lentezza”, un’opera in continua evoluzione che ha intrecciato corpo, paesaggio e tempo, promuovendo un dialogo poroso e non gerarchico tra viventi e non viventi.

Elham M.Aghili, dettaglio di “Melting Flower”, 2025, opera realizzata per “Morphosis”. Ph Roberto Roux, courtesy l’Autrice
In definitiva, le tre artiste coinvolte nel progetto “Morphosis” hanno portato a Valgrisenche la loro esperienza e sensibilità, dando vita a un dialogo ricco e stimolante. La scelta di Valgrisenche come sede del progetto “Morphosis” non è stata casuale. Il comune, situato nell’estremo sud-ovest della Valle d’Aosta, è un territorio di confine e crocevia di storie, percorso nei secoli da migranti, mercanti ed eserciti. Le tracce di questo passato si leggono ancora nel paesaggio: dalle enigmatiche rovine settecentesche di Maison Forte, alle casermette delle due guerre mondiali erette per presidiare il Col du Mont, fino al maestoso forte che domina il capoluogo. In questo tessuto storico si inserisce Le Quartier, edificio risalente al 1880 circa, nato come fortino militare e deposito di munizioni, oggi struttura polivalente rinata grazie a un intervento di recupero finanziato con fondi europei negli anni Duemila.

Giulia Pellegrini, “Vagrezén”, 2025, opera realizzata per “Morphosis”. Ph.credit G. Pellegrini, courtesy l’Autrice
“Morphosis” ha, quindi, rappresentato un’importante occasione per valorizzare il territorio di Valgrisenche, promuovere l’arte contemporanea e sensibilizzare il pubblico sui temi della sostenibilità ambientale e della conservazione della memoria. L’evento ha dimostrato come l’arte possa essere un potente strumento per interpretare il presente e immaginare il futuro, creando un dialogo tra culture, generazioni e discipline. La mostra, promossa e organizzata dalla Cooperativa Les Tisserands con il contributo dell’Assessorato Regionale Sviluppo Economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile, del Comune di Valgrisenche, della Pro Loco, e con il sostegno della Compagnia Valdostana delle Acque e della Banca di Credito Cooperativo Valdostana, ha lasciato un segno importante nel panorama culturale della Valle d’Aosta, confermando Valgrisenche come un luogo di incontro e di scambio, dove la tradizione si fonde con l’innovazione e l’arte diventa strumento di crescita e di sviluppo sostenibile.
Paolo Bonivento
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