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Volcanic Attitude: festival di cultura contemporan...

Volcanic Attitude: festival di cultura contemporanea

La rilevanza di Volcanic Attitude, anno dopo anno, si consolida. Cinque giorni di viaggio euristico lungo una rotta – da Napoli a Stromboli e poi Vulcano – che segue percorsi magmatici, operando una contaminazione spaziale che intercetta pubblici transgenerazionali e li coinvolge nei processi di generazione artistica. L’esperienza è sempre trasformativa, mi assicurano alcuni affezionati partecipanti. MagneticaMagmatica è il titolo tematico di questa quarta edizione in cui si esplora ancora una volta la relazione tra arte e progetti scientifici. Il paesaggio vulcanico, oggetto d’indagine del festival, permette infatti di mettere in relazione le ricerche di artisti ed esperti provenienti da varie discipline scientifiche, mentre le azioni si manifestano come arti visive, performative, sound art e dibattiti. È la filosofia operativa del festival: un laboratorio in fieri e un contesto attivo su artisti e partecipanti.

Cratere di Vulcano, Isole Eolie, una delle sedi di Volcanic Attitude Festival. Foto di Eugenio Vanfiori per Juliet

Cratere di Vulcano, Isole Eolie, una delle sedi di Volcanic Attitude Festival. Foto di Eugenio Vanfiori per Juliet

L’edizione 2025 si è aperta il 24 giugno con la visita al Real Museo Mineralogico di Napoli, a cura di Carmela Petti, direttrice del Museo. Da segnalare, nelle Isole Eolie, l’installazione Inviolability of Female Body, Gran Pavese di Margherita Morgantin; la performance Aktion mit Stiefel di Roman Signer; il talk tra il naturalista Pietro Lo Cascio e l’artista Luca Trevisani; il dialogo tra l’artista Federica Di Carlo e il vulcanologo Francesco Sortino. Tre sono le realtà che hanno cooperato alla realizzazione di Volcanic: That’s Contemporary, network di spazi per l’arte e la co-creazione di progetti culturali, diretto da Giulia Restifo, il Centro Itard Lombardia e la Fondazione Arthur Cravan, rappresentati da Susanna Ravelli e Helga Franza. Segue il dialogo con queste tre protagoniste del festival.

Margherita Morgantin, “Inviolability of Female Body, Gran Pavese”, installazione sulla Nave Laurana, 24 giugno 2025. Foto Emilio Messina, courtesy Volcanic Attitude Festival

Margherita Morgantin, “Inviolability of Female Body, Gran Pavese”, installazione sulla Nave Laurana, 24 giugno 2025. Foto Emilio Messina, courtesy Volcanic Attitude Festival

Sara Fosco: In un panorama culturale sempre più globalizzato, quali sono gli elementi distintivi e irripetibili di Volcanic?
Helga Franza: La visione della scienza e dell’arte in un contesto in cui la natura dà la misura. Qui il luogo determina e condiziona le azioni.
Susanna Ravelli: È chiaro che non si tratta di un festival canonico, ma è una compagnia di viaggio. Questo è possibile perché la scala del festival è piccola. Il programma è fino all’ultimo un programma di indirizzo, questo ci rimette al nostro posto rispetto alla scala della Natura ed è uno degli aspetti irripetibili del festival, al di là del contesto geografico (vulcani, acqua, isole). L’azione non è predatoria, colonizzatrice. Il lavoro fatto qui di anno in anno, al di là dello sguardo internazionale che è una delle nostre aspirazioni, porta avanti qualcosa che ha un’energia sempre più forte.

Margherita Morgantin, bozzetto per “Gran Pavese”, 2025, foto di Eugenio Vanfiori per Juliet

Margherita Morgantin, bozzetto per “Gran Pavese”, 2025, foto di Eugenio Vanfiori per Juliet

Quale è il lascito più significativo che intendete lasciare nel panorama culturale italiano?
Giulia Restifo: La partecipazione al Festival è anche un percorso di conoscenza. Fin dalla prima edizione lavoriamo con i ricercatori di INGV; così ricercatori e artisti lavorano con l’ignoto e fanno pre-codificazione pur all’interno di sistemi diversi. La possibilità del contatto con l’artista dà metodi diversi di relazionarsi col cosmo, la conoscenza e la ricerca.
Helga Franza: Non è il tuo sguardo ma anche la tua presenza che fa l’opera. Ognuno si prende cura degli altri ed è parte di tutto quello che succede.

Roman Signer, “Action with Pan”, performance spiaggia Sabbie Nere di Vulcano, 26 giugno 2025. Foto Emilio Messina, courtesy Volcanic Attitude Festival

Roman Signer, “Action with Pan”, performance spiaggia Sabbie Nere di Vulcano, 26 giugno 2025. Foto Emilio Messina, courtesy Volcanic Attitude Festival

Potreste raccontare un’esperienza particolarmente positiva o inattesa che ha rafforzato la vostra convinzione nella formula del festival?
Helga Franza: Il momento in cui l’opera si attiva e risuona nello sguardo degli altri. Lì ti senti testimone di un miracolo che si compie. Penso a The 181 o Fabrizio Vattieri e quest’anno a Roman Signer.
Giulia Restifo: È davvero significativo quando i progetti toccano le persone che non partecipano al festival aumentandone la risonanza. Ad esempio, Talking to the Universe di Sophie Usunier. Con questo progetto si è insegnato ai bambini delle scuole di Lipari e Vulcano il linguaggio morse. Questo ha dato loro una conoscenza ancestrale che permettere di comunicare tra le isole anche durante un blackout.
Susanna Ravelli: Aver rivisto l’opera di Filippo Romano dell’anno scorso. Con le mareggiate si è solo un po’ brunita la cornice ma l’opera è rimasta intatta.

Luca Trevisani, “Rocks, Stones and Sea Inhabits”, talk, Valle dei Mostri, Vulcanello, 26 giugno 2025. Foto Emilio Messina, courtesy Volcanic Attitude Festival

Luca Trevisani, “Fender Bender”, gesto, Valle dei Mostri, Vulcanello, 26 giugno 2025. Foto Emilio Messina, cortesia Volcanic Attitude Festival

Avete ribadito l’impegno per la sostenibilità. Potreste darci un esempio concreto di una scelta low-impact che è stata implementata per la prima volta nell’edizione 2025?
Susanna Ravelli: L’impatto zero delle azioni artistiche: non è nella volontà del Festival lasciare un’impronta dominatrice.

Quali criteri utilizzate per selezionare gli artisti che ritenete abbiano un particolare allineamento con la visione di Volcanic Festival?
Helga Franza: È il festival stesso che ha attratto artisti coinvolti in lavori sui vulcani. L’anno scorso il collettivo Shaken Grounds, quest’anno Roman Signer, che aveva un conto in sospeso con lo Stromboli!

Luca Trevisani, “Rocks, Stones and Sea Inhabits”, talk, Valle dei Mostri, Vulcanello, 26 giugno 2025. Foto Emilio Messina, courtesy Volcanic Attitude Festival

Francesco Cavaliere, “Subaqueous Glim”, performance, Valle dei Mostri, Vulcanello, 26 giugno 2025. Foto Emilio Messina, courtesy Volcanic Attitude Festival 

L’edizione 2026 è già in preparazione…
Susanna Ravelli: Rachele Maestriello Alessandro Manfrin sono qui in residenza, Rachele sta svolgendo una ricerca che si sviluppa sul vulcano. Alessandro ha uno sguardo di approccio archeologico sulla marginalità del contemporaneo. È anche in base alle istanze che arrivano dagli artisti che la costruzione del festival si modella e varia in contenuto, indirizzo, geometrie. Staremo a vedere.

Sara Fosco

Info:

AA.VV., Volcanic Attitude
tra Napoli e Isole Eolie
24-28/06/2025
www.volcanicattitude.org


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