La pratica artistica di Yichun Yao, in mostra fino al 25 febbraio 2026 nella collettiva Rose Jail[1] alla Tache Gallery di Londra, fonde videoarte e narrazione episodica in modalità mockumentary e art comedy. Ricco di idee immaginative e di un’autoironia che ricorda Woody Allen, il suo approccio alle nuove tecnologie oscilla tra lo sviluppo di app all’avanguardia e performance interattive a bassa fedeltà che svelano la “scatola nera” degli algoritmi dell’amore. Utilizzando sé stessa come medium sperimentale, l’artista indaga l’ansia diffusa nella società contemporanea di sfuggire alla condizione di single. Di recente, in veste di curatrice, ha organizzato la mostra collettiva online Coded Feelings (thewrong.org/CodedFeelings), presentata in un padiglione di The Wrong Biennale, la più importante manifestazione internazionale dedicata all’arte digitale e ai new media. In questo progetto ha esplorato la trasformazione delle emozioni umane nel contesto dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti, interrogando i fragili confini tra sentimento umano e AI, e i modi in cui la tecnologia ridefinisce amore e desiderio.

Portrait of Yichun Yao, generated by AI, courtesy of the artist
In Human Proved (2025), Yichun Yao ha installato un’opera all’ingresso di una galleria (LumiNoir Art Gallery, London), in cui lei stessa si trasformava in un divertente test reCAPTCHA che invitava i visitatori a dimostrare la propria umanità ricordando dettagli quotidiani delle loro vite. In I, AI (2023), un personaggio generato dall’intelligenza artificiale “confessava” la propria esistenza, rivelando di non possedere né corpo fisico né anima e di essere incapace di desiderio e libero arbitrio. L’opera suggerisce un confront tra l’umanità e Dio, mostrando come, in quanto creatori di nuove tecnologie, abbiamo generato nuove credenze e religioni. In Memory Department Store (2023), l’artista ha sostituito i nomi delle strade su Google Maps Street View con le sue storie personali, collocando narrazioni emotive private in uno spazio pubblico virtuale. Inoltre, in Have You Seen This Person? (2023), ha affisso immagini generate dall’AI del suo partner ideale in varie location pubbliche di Londra, esplorando questioni di identità e autenticità nell’era digitale. Yichun si distingue per la capacità di usare uno stile artistico immediato per porre domande acute sulla tecnologia attuale, toccando temi complessi come la conservazione della memoria, l’alienazione emotiva nei contesti tecnologici, l’etica dell’AI e la tecno-religione.

Yichun Yao, “Artless and Chill-100% Match”, 2024, video, courtesy of the artist
Emanuela Zanon: Ti descrivi come una “contemporary art comedian”, come usi l’umorismo nel tuo lavoro?
Yichun Yao: Mi definisco una contemporary art comedian perché voglio combinare il mio stile artistico con la performance di stand-up. Uso la narrazione come modalità centrale del mio lavoro artistico: nei miei video, il linguaggio è il filo conduttore principale, mentre gli elementi visivi funzionano come strumenti per rendere accessibili le mie idee. Per questo motivo, non limito il mio lavoro a nessun medium specifico. L’umorismo fa parte del mio carattere personale. Mi piace usarlo per stuzzicare e riflettere sulle ultime tendenze tecnologiche, o persino per inventare nuovi prodotti. Uso l’umorismo per fare arte, e uso l’arte come modo di inventare.

Yichun Yao, “Have You Seen This Person?”, 2023, image, poster, courtesy of the artist
La tua performance interattiva Human Proved ha trasformato l’ingresso in galleria in un esperimento sociale. A cosa ti sei ispirata?
Penso spesso a questioni di identità nel contesto dell’intelligenza artificiale, riflettendo su come dimostrare che io non sono un’intelligenza artificiale che l’AI non è umana. Man mano che l’AI si integra nella vita quotidiana, umani e AI iniziano a funzionare come estensioni l’uno dell’altra, e il confine tra loro diventa sempre più sfumato. Human Proved è stato ispirato dal sistema di verifica reCAPTCHA utilizzato quando si accede ai siti web, dove agli utenti vengono presentate parole o compiti che devono essere identificati correttamente per confermare di non essere dei robot.

Yichun Yao, “Human Proved”, 2025, performance, installation, interaction, courtesy of the artist
I tuoi primi lavori erano principalmente installazioni. Perché la tua pratica recente si è spostata verso il video, e cosa ha causato questo cambiamento?
Il mio lavoro si è sempre concentrato sulle emozioni e le relazioni umane. Ho iniziato a creare i miei primi lavori durante la pandemia di COVID, un periodo in cui facevo molto affidamento sui dispositivi digitali e usavo quotidianamente varie tecnologie per mantenere connessioni emotive con il mio ragazzo. Queste nuove tecnologie ci collegavano, ma costruivano anche una barriera emotiva. Da quel periodo, sono stata sempre più affascinata dall’emergere di nuove tecnologie e dal loro impatto sulle emozioni delle persone. Ho letto molte notizie e articoli su Wired Magazine, e gradualmente il mio medium principale si è spostato dall’installazione al video. Tuttavia, non ho abbandonato l’installazione o la performance, ma le integro nei miei lavori video.

Yichun Yao, “Human Proved”, 2025, performance, installation, interaction, courtesy of the artist
Hai realizzato il primo video della serie Artless and Chill, quale sarà il prossimo?
Nel mio prossimo video voglio esplorare questioni di identità. L’AI è già andata oltre una rivoluzione tecnologica, è diventata una nuova forma di vita basata sul silicio. Propongo idee audaci sull’AI e l’identità, indagando come distinguiamo gli umani dall’intelligenza artificiale, come i robot AI potrebbero sviluppare il proprio sistema di verifica reCAPTCHA che consente solo all’AI di passare bloccando gli umani, e come potrebbero essere creati influencer AI con difetti specifici per fornire servizi personalizzati per diversi brand. Il nuovo episodio incorporerà art performance, contenuti generati dall’AI, product design, coinvolgimento sociale, installazione ed elementi interattivi.
Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?
Le mie idee provengono dai dettagli della mia vita quotidiana così come dalle ultime notizie tecnologiche che sfoglio online. Combino le mie esperienze, domande ed esplorazioni nel mio lavoro. Mi vedo più come una fondatrice di start-up o un’inventrice, quindi i miei prossimi passi comporteranno collaborazioni con aziende tecnologiche per trasformare le mie idee in soluzioni pratiche per problemi del mondo reale. Il mio lavoro artistico funziona come una forma di esplorazione ed espressione ludica all’interno di questo processo.

Yichun Yao, “Memory Department Store”, 2023, video, courtesy of the artist
Quali artisti hanno influenzato il tuo lavoro?
Le mie ispirazioni provengono da creatori di diversi campi. Sono particolarmente attratta da filmmaker come Woody Allen e Nathan Fielder, il cui lavoro usa umorismo, imbarazzo ed auto-esposizione per esaminare la vulnerabilità umana e deridere la società. La loro capacità di far ridere il pubblico mentre affronta il disagio ha plasmato il modo in cui penso all’umorismo come forma d’arte. Anish Kapoor è stato un artista importante per me, specialmente in termini di come materiale e scala possano generare esperienze psicologiche ed emotive. Il suo lavoro ha influenzato il modo in cui penso alla presenza spaziale e alle forme astratte. Sono anche profondamente ispirata da scrittori come Kevin Kelly e Yuval Noah Harari, che esplorano le implicazioni a lungo termine della tecnologia e dei sistemi. Le loro prospettive mi hanno aiutato a situare il mio lavoro in domande più ampie su come la tecnologia plasma emozioni, comportamenti e immaginazione collettiva.
[1] “Rose jail” è un termine usato dagli utenti dell’app di incontri Hinge per descrivere la sezione “Standouts”, dove vengono inseriti i profili considerati altamente desiderabili o di alto livello, con cui è necessario un “Rose” (a pagamento o con un numero limitato di like settimanali) anziché un “Mi piace” gratuito per interagire. Gli utenti spesso si sentono bloccati, poiché questi profili di rado compaiono nella selezione principale, a scorrimento libero.
Info:
Laureata in storia dell’arte al DAMS di Bologna, città dove ha continuato a vivere e lavorare, si specializza a Siena con Enrico Crispolti. Curiosa e attenta al divenire della contemporaneità, crede nel potere dell’arte di rendere più interessante la vita e ama esplorarne le ultime tendenze attraverso il dialogo con artisti, curatori e galleristi. Considera la scrittura una forma di ragionamento e analisi che ricostruisce il collegamento tra il percorso creativo dell’artista e il contesto che lo circonda.



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