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BATEDO di Stefano Laddomada

BATEDO di Stefano Laddomada

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Data / Ora
Date(s) - 12/05/2022 - 28/05/2022
6:00 pm

Luogo
Opificio delle acque

Categorie


Batedo, le acque di Bologna –

Realizzato in collaborazione tra Stefano Laddomada e l’Opificio delle acque di Bologna e curato da Federica Fiumelli, il progetto sarà presentato in occasione di @ArtCityBologna 2022.

💥 Opening: 12.05.2022 dalle 18.00 alle 21.00 💥

13.05.2022 dalle 14.00 alle 18.00

14.05.2022 dalle 10.00 alle 18.00

15.05.2022 dalle 10.00 alle 18.00

Lunedì 16.05.2022 chiuso

Da martedì 17 a sabato 28.05.2022 la mostra sarà visitabile negli orari di apertura dell’Opificio, per ulteriori informazioni visitare il sito www.opificiodelleacque.it o presso la sede dell’Opificio delle Acque

📍 Via Monaldo Calari, 15, 40122, Bologna (Bo) 📍

Per prenotazioni e info: prenotazioni@canalidibologna.it 📩

Stefano Laddomada, fotografo, classe 1993, continua, con l’esposizione “Batedo”, una personale ricerca visiva sul linguaggio fotografico, inteso sia come strumento di documentazione che interpretazione del reale.

In “Batedo” Laddomada continua la sua indagine attraverso il paesaggio naturale, l’urbanistica e il sistema idrico che caratterizza i territori – un viaggio cominciato qualche anno fa in una terra promessa e difficile come il Cile – proseguita in quest’occasione, con il capoluogo emiliano-romagnolo: Bologna – sua città “adottiva” per qualche tempo.

“Batedo” raccoglie molteplici punti di vista, che trovano una casa espositiva d’eccezione: l’Opificio della acque – centro didattico documentale, che approfondisce il legame secolare tra lo sviluppo urbano di Bologna e il mantenimento delle antiche strutture idrauliche; nonché sede di Canali di Bologna, una forma di aggregazione che unisce i tre Consorzi di Reno e Savena e la società Gacres s.r.l. (Gestione acque canali Reno e Savena) e che gestisce, regola e valorizza le acque di Bologna.

Laddomada percorre il tracciato di una ricerca visiva che mette in relazione il mezzo fotografico, così indissolubilmente legato alla sua matrice di certificazione del reale, alla dimensione propria dell’astrazione. E in questo caso, basta citare due grandi maestri fotografi italiani come Franco Fontana e Mario Giacomelli – il primo per il colore e il secondo per il bianco e nero, entrambi indiscussi protagonisti di quella scena artistica che vide il paesaggio naturale esplodere in linee e colori – astratti, avvicinando così nuovamente fotografia e pittura nel proprio paradosso dicotomico: realtà / astrazione.


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