Silvana Chiozza. Drops

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Data / Ora
Date(s) - 14/04/2023
5:00 pm - 8:00 pm

Luogo
Casa Argentina

Categorie


Circa venti tele ad olio rappresentano le ultime conquiste dell’artista in un percorso sempre volto a cogliere il sotterraneo fluire di novità estetiche e un comune sentire adeguato alla modernità. L’artista che ha scelto come luogo d’elezione l’Italia, si è trasferita nel 1991 a Roma, città che ha elevato a punto di riferimento del suo peregrinare artistico, svoltosi nell’ampio ambito di numerose esposizioni internazionali svoltesi tra Buenos Aires, (Centro Cultural Borges; 2007, Museo de Bellas Artes Benito Quinquela Martin, 2011), Colonia (Istituto Italiano di Cultura, 2017), Tokio (Galleria Takanawa, 2019), Marsiglia (Istituto Italiano di Cultura, 2000), oppure, con slancio sicuramente più contenuto, ma non meno impegnato, in territori e sedi di maggior vicinanza e pertinenza, come Terni (Muse Archeologico, 2016), e Capalbio (Galleria “Il Frantoio”, 2005), Anticoli Corrado (Civico Museo di Arte Moderna e Contemporanea, 2012) e la stessa Roma (Palazzo Borromini, 2017).
Nello sviluppo dei suoi percorsi artistici Silvana Chiozza è passata dal proporre visioni all’apparenza più tradizionali, i variegati paesaggi “architettonici” (dove, seppur velati, sono riconoscibili piazze, chiese, monasteri), ad una forma più moderna e stilizzata dove l’immagine è sostituita da forme pure e l’emozione viene affidata direttamente al colore. Come suggerisce José Emilio Burucúa: …Se iniziamo il nostro itinerario tornando indietro nel tempo, ci imbattiamo in paesaggi con un orizzonte molto alto, la sagoma di una linea spezzata o quella brevissima di una piccola città stagliata contro il cielo, e, ancora, la superficie della campagna o la montagna e la densità dell’aria, costruite con pennellate piatte giustapposte, senza limiti precisi, che compongono una superficie impressionista oltre che astratta.
Cogliamo così la coerenza del percorso che da quel paesaggio trasfigurato ha portato all’informalità alla Rothko… Così ribadisce Gianni Garrera: ……all’arte di Silvana Chiozza accade di articolare la contemplazione, affinché non si atrofizzi al primo sguardo, ma sia condotta alla mèta per mezzo di fitti e pulviscolari diagrammi, che forniscono una stabilità vivida alla contemplazione. Questa pittura è una totalità che si confronta con la puntualità e singolarità dei segni. I segni aspirano e, nello stesso tempo, sfuggono all’ideale naturalità della rappresentazione appropriata. Chiozza rivela che i segni empirici garantiscono un’immagine, non fanno dominare solo la figura, per la prevalenza dell’etere della superficie del dipinto, per l’uniformità proprio di aura pittorica, le sue coloriture alimentano il ridondare di tutta la spazialità necessaria.
Silvana Chiozza nasce a Buenos Aires. Si forma con artisti come Battle Planas, Aurelio Macchi e Francisco Travieso. Dopo la laurea in medicina si reca in Italia e dal 1991 si dedica per intero all’arte. Da allora ha realizzato numerose mostre in Italia, Argentina, Spagna, Francia, Germania, Corea del Sud e Giappone Le sue opere sono presenti in collezioni private e Musei di Italia ed Argentina, tra cui l’Ambasciata Italiana a Buenos Aires e L’Ambasciata Italiana a Tokyo.

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