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True life: il pretesto della pittura, Federico Lombardo a cura di Antonio E.M. Giordano

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Data / Ora
Date(s) - 03/08/2021 - 13/08/2021
5:00 pm - 9:00 pm

Luogo
Forte Stella Porto Ercole

Categorie


Oltre venti opere a olio e un’installazione di pittura digitale acquarellata su carta.
Federico Lombardo ammira Giotto, Marlen Dumas e Bill Viola. Come il fiorentino trecentesco, è capace di dipingere figure umane dai volumi che, creando lo spazio, diventano protagoniste dell’azione scenica. Un’eco dell’artista sudafricana (nata a Città del Capo nel 1953) è nella serie degli acquerelli (2002/19) liquidi e fluidi ma con una vena inquietante, che induce alla riflessione introspettiva.
Substratum comune al videoartista newyorkese le già notate riflessioni relative al rapporto tra reale e virtuale e le sperimentazioni di un linguaggio digitale come “spettacolo” del quotidiano (A. Riva 2019) e sono stati usati gli aggettivi “sonico” e “cinematico” (C. Langone 2019). Lorenzo Canova ha ben colto il retaggio dello scorrere del flusso elettronico di immagini nei monitor e televisori come metodo di analisi per cogliere le dialettiche delle personalità e dei sentimenti e i meccanismi complessi e abissali del profondo.
Il lockdown e la forzata chiusura nelle case sono anticipati o testimoniati da alcuni olii esposti in mostra. Donna alla finestra (2018), dallo sguardo assorto verso il vuoto mentre la mano gioca con i capelli e il sole illumina gli occhi. Attesa (2018-20) dal paesaggio urbano di Castellammare visto dalla finestra, degno di una Periferia di Sironi con l’ombra che plasma la donna assisa sul divano, immergendola in uno spazio intimo e in un’atmosfera sospesa tra Realismo Magico e Novecento. Dialogo affettuoso di gesti e di sguardi risuona in Gli altri (2018-20), ispirato al film The others con Nicole Kidman. Colazione (2019) dalle reminiscenze di Manet in felice connubio tra mirabile natura morta di frutta e dolci alla fiamminga e apparizione allo specchio alla Munch.
Suggestivo gioco di luci filtrate attraverso l’avvolgibile ma memore della lezione impressionista di Monet è nell’opera Risveglio (2020), amorevole ritratto della figlia Simona. Teatro nel teatro è la ragazza vista dalla finestra aperta alle spalle di Studentesse (2018-21), che volgono lo sguardo come se richiamate. Compleanno (la Sognatrice) è illuminato dalle luci delle candeline nell’intimità familiare domestica (2021). Altri olii in mostra, Rave (2019), Spiaggia di Paestum (2019), Falò sulla spiaggia (2021), Sotto l’ombrellone (2021), Terme di Saturnia (2021) testimoniano il ritorno alla vera vita quasi profetizzato dall’Apocalisse e pretesto del ritorno all’ottima pittura.
“Il percorso pittorico che parte dalla ricerca sul volto, rarefatto, astratto, simbolico approda al digitale dopo anni. Non sono mai state copie perfette, anzi, spesso l’originale è solo un punto di partenza, non sono mai state copie. Non sorridono perché il loro sentimento è neutrale, quasi asessuati, indagano, osservano, sicuramente inquietanti, Sono anche un parallelo contemporaneo col ritratto tipico italiano che si ispira ad Antonello da Messina, o Leonardo”.
Per Federico Lombardo “L’arte non deve rappresentare, ma porre dei quesiti, mettere in crisi dei valori assodati”. La ricerca sul volto entra in competizione e in conflittualità con una pittura che ritorna alla tecnica riconoscibile e tradizionale, finestre pittoriche sulla realtà mentre la ricerca della perfezione rarefatta nei volti dell’immagine digitale entra in una dimensione parallela, una realtà virtuale indagatrice, che pone il quesito di cosa sia la realtà.


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