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Wynnie Mynerva | Presagio

Wynnie Mynerva | Presagio

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Data / Ora
Date(s) - 07/05/2024
6:00 am - 8:00 am

Luogo
Fondazione Memmo

Categorie


Wynnie Mynerva
Presagio
a cura di Alessio Antoniolli

Anteprima stampa: martedì 7 maggio, ore 11.00
Inaugurazione: martedì 7 maggio, ore 18.00 – 20.00
Apertura al pubblico: 8 maggio 2024 – 3 novembre 2024

Fondazione Memmo
Roma, via Fontanella Borghese 56b

Fondazione Memmo è lieta di annunciare la prima personale in Italia di Wynnie Mynerva (Lima, Perù, 1992), a cura di Alessio Antoniolli, composta da un nuovo nucleo di opere realizzate a Roma nell’ambito della residenza che ha preceduto la mostra.

Per Mynerva le esperienze personali, i traumi collettivi e i desideri individuali rientrano all’interno di una pratica che tende verso rinnovate prospettive del passato e del presente, così da rispecchiare un futuro di speranza e apertura che risponda ai nostri tempi. Dal confronto con la città e la sua storia stratificata, Mynerva ha ideato una nuova cosmologia, un universo in cui attraverso la pittura prendono vita sistemi di pensiero capaci di individuare traiettorie multiple.

A partire dalla propria convivenza con una malattia cronica, e guidata dalle suggestioni del pensiero esoterico e della magia – intese come strumenti per restituire alle persone la fiducia nelle proprie forze – Mynerva si è confrontata con il corpo per porlo al di fuori della semplice distinzione binaria tra malato e sano. Con riferimento alla scrittrice Susan Sontag, che ha definito il corpo e “le sue metafore”, rivestite di simboli culturali e politici, Mynerva ha deciso di dare vita a un universo cosmico dove l’essere umano – un holobite, secondo la definizione di Lynn Margulis – è visto come un’entità ecologica itinerante, collegata a tutto ciò che la circonda.

Piuttosto che confrontarsi con la malattia fisica in sé, l’artista cerca di dare forma a un modo autentico per rapportarsi ad essa attraverso la convivenza e la strutturazione di un universo creativo che rinnovi le energie di coloro che stanno affrontando una malattia sociale.

Per l’artista, il corpo diventa il tramite fondamentale attraverso cui comunicare l’esigenza rinnovata di coniugare ideale e materiale, alto e basso. A partire dall’approfondimento della storia e dei cicli di affreschi più noti della città, Mynerva ha indagato il suo rapporto con Roma, lavorando sulla creazione di un ambiente immersivo in grado di trasportare chi vi entra in un universo nuovo. Questa geografia è espressa attraverso un lessico pittorico dove le parti del corpo proliferano al di là di nomi ed etichette, inventando anatomie fluide per alludere ad un ecosistema più ampio. In mostra, ogni corpo viene trasformato così in un sistema in grado di ospitare nuovi abitanti e nuovi scenari, esaltando le differenze e la valorizzazione della coesistenza universale.

Quattro tele di forma circolare, simili a grandi rosoni che rivestono il soffitto ribaltando il punto di vista, invitano il pubblico a contemplare la pittura trasportando la visione su un piano cosmico e divino, oltrepassando il confine tra organico e macchinico, umano e animale. È in questo modo che Wynnie Mynerva crea un microcosmo in cui la pittura, fatta di luci e ombre e di strati densi di colore, manifesta l’apertura verso un nuovo futuro, mescolandosi alla natura e all’universo.

EN

Fondazione Memmo is pleased to announce the first solo exhibition in Italy by Wynnie Mynerva (Lima, Peru, 1992). The exhibition, curated by Alessio Antoniolli, features a new body of work created in Rome by the artist while in residency at the Fondazione.

For Mynerva, personal experiences, collective traumas, and individual desires converge within a practice that looks towards renewed perspectives of the past and present, and projects towards a future of hope and openness in the midst of our uncertain times. Engaging with the city and its layered history, Mynerva has conceived a new cosmology, a universe where systems capable of reflecting multiple trajectories come to life through painting.

Dealing with their own experience of living with a chronic disease and guided by the insights of esoteric disciplines and magic to restore people’s confidence in their own strengths, Mynerva depicts a body that transcends the simple binary distinction between sick and healthy. This gives life to a cosmic universe where the human being – an holobite, according to Lynn Margulis’ definition – is intended as an ecological itinerant entity, connected to everything that surrounds it. Doing so also references the writer Susan Sontag, who describes the body “and its metaphors” as imbued with cultural and political symbols.

Rather than directly addressing their physical illness, the artist seeks to shape a new way of relating to their environment through coexistence, generating a creative universe that renews the energies of those facing a social illness.

For the artist, the body becomes the fundamental medium through which to communicate a renewed need to reconcile mind and matter, the high and the low. Through an exploration of the relationship between Rome’s history and its most famous fresco cycles, Mynerva creates an immersive environment capable of transporting those who enter it into a new universe. This geography is expressed through a painterly lexicon where body parts proliferate beyond names and labels, inventing fluid anatomies that allude to the body as an integral part of a larger ecosystem. In the exhibition, each body is thus transformed into a system capable of accommodating new inhabitants and scenarios, emphasizing differences and the valorisation of universal coexistence.

Four circular canvases that resemble large rosettes cover the ceiling and lift the observer’s point of view. By contemplating the painting, the public is invited visually to a cosmic and divine plane, which transcends the boundaries between organic and mechanical, human and animal. In this way, Wynnie Mynerva creates a microcosm where painting, made of light and shadow and dense layers of colour, manifests openness towards a new future, blending with nature and the universe.


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