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Double Fantasy: verso una nuova iconografia del ge...

Double Fantasy: verso una nuova iconografia del genere

Con Double Fantasy, la ricerca artistica torna ad abitare Casa Vuota, spazio romano dal passato domestico, che, con la direzione di Sabino de Nichilo e Francesco Paolo Del Re, dà asilo all’arte. La mostra, a cura di Gaia Bobò e aperta al pubblico – su appuntamento – fino al sette marzo, propone lavori di Ola Czuba e Milica Ćirović, le quali, impostando una riflessione sulla categoria del “genere”, hanno delineato un corale progetto a due voci. A primo impatto, si legge la specularità fra la complessità del tema intrapreso, la diversità dei mezzi espressivi impiegati e l’articolazione di un dettato espositivo, che ben si snoda fra gli ambienti della “Casa”. Difatti, il disegno d’allestimento riesce a coniugare, con coerenza, la pluralità implicita a queste tre componenti, raggiungendo un punto d’equilibrio fra le differenti soluzioni adottate, il grado di variabilità del contenuto affrontato e il trascorso – ancora volutamente percepibile – del luogo ospitante; in particolare, laddove schermi e cornici ne ripristinano la storia. Nel vivo dell’esperienza di visita, tali fattori sfumano l’uno sull’altro, definendo un’unica narrazione sia visiva e sia concettuale, dove le opere, convergendo su una medesima problematica, all’interno dello stesso contesto, sincronizzano il proprio respiro estetico.

Opportuno registrare quanto il concetto di “genere”, oggigiorno, sia oggetto di profonde rivisitazioni, andando a costituire una delle questioni che, con ricorsività crescente, vengono poste sul piano incerto delle argomentazioni. Nella fattispecie, le artiste ne ipotizzano una nuova qualità iconografica. Dunque, come Double Fantasy rinnova, la speculazione attuale nel campo delle arti visive – già sorretta da una base consolidata da Claude Cahun, Urs Lüthi, Nan Goldin, etc.– non è insensibile a questa istanza. Le due autrici offrono una traduzione mirata per mettere in crisi gli statuti tradizionali, formulando una parafrasi non rigida, dove la rappresentazione del “genere” è sostituita dalla sua espressione e dove la verità abdica al senso. Pertanto, fra installazioni, tableaux vivants e video dall’eco performativa, il confronto fra Czuba e Ćirović destruttura qualunque concezione monolitica di “genere”, ne riscrive la metrica, ne forza i perimetri, ne sovverte la grammatica e, criticandone i rituali simbolici, ne svela l’inconsistenza delle classificazioni culturali, nonché la pretestuosità delle stesse. Emerge, di contro, una considerazione fluida e alimentata da coesistenze, dove il “genere”, proteso verso indirizzi identitari alternativi, si presenta quantomai apolide, foriero di un significativo grado di permeabilità. Questo risultato sembra ricalcare, spontaneamente, il linguaggio delle artiste, le quali, seppur praticando un lessico decisamente duttile, restituiscono una visione complessiva organica e, al tempo stesso, puntuale. Ćirović – scrive la curatrice – “pone al centro della sua indagine il proprio corpo come luogo di esplorazione di diversi generi, contesti sociali e ruoli di potere. Czuba rivela il peso degli stigmi culturali ereditati dal passato, scovandone i nascondigli e invitando lo sguardo ad affilarsi, per riconoscere le insidie di questa eredità”. Così accentuato, partendo da un’investigazione focalizzata sulla convenzionalità degli aggettivi sociali più cronicizzati, il “genere” è decodificato, prima, attraverso la fisicità del corpo e, in ultimo, tramite la dimensione effimera dell’onirico.

Info:

Ola Czuba e Milica Ćirović. Double Fantasy
a cura di Gaia Bobò
19/01/2021 – 7/03/2021
Casa Vuota
via Maia 12, Roma

For all the images: Ola Czuba and Milica Ćirović. Double Fantasy, installation view at Casa Vuota, Roma


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