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Alberto Di Fabio e Tobia Ravà. Paysages de la pens...

Alberto Di Fabio e Tobia Ravà. Paysages de la pensée

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Date(s) - 04/10/2018 - 29/12/2018
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Galerie Adriano Ribolzi

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Il lavoro e la ricerca artistica di Alberto Di Fabio e Tobia Ravà sono stati approfonditi e studiati in maniera articolata da molteplici critici e studiosi.  Di Fabio (classe 1966) ha perfino realizzato sei mostre personali con Gagosian, il che è segno di un sicuro riconoscimento del suo valore, mentre per Tobia Ravà possiamo ricordare tutti i riconoscimenti che ha ottenuto con collegamenti davvero particolarissimi con la psicanalisi e con le discipline scientifiche e matematiche. Ricordiamo infine che è tra i fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea e, dal 2004, animatore del centro espositivo e laboratorio della creatività contemporanea PaRDeS.

Del lavoro di questi due bravi autori ce ne parla Maria Luisa Trevisan:
La ricerca di Alberto di Fabio e di Tobia Ravà presenta diversi punti di convergenza: se cerchiamo di capire il lavoro di studio e ricerca che sottende la loro produzione artistica scopriamo che vi sono molti collegamenti sia con il mondo scientifico sia con quello filosofico, della mistica, della spiritualità e delle culture del medio e dell’estremo oriente. Pertanto, l’attività artistica di entrambi può essere collocata nell’ambito del Concettualismo estetico, in quanto la parte di pensiero forte e stringente, viene espressa attraverso tecniche e immagini raffinate e ricercate, in maniera da creare una notevole gratificazione sensoriale.
In entrambi troviamo riferimenti al micro e al macrocosmo, alla sfera razionale e a quella intuitiva. Le opere di Alberto Di Fabio evocano al contempo mandala, trasparenze e leggerezze orientali, filamenti, ramificazioni neuronali e polmonari, galassie e sistemi solari. Le sue opere parlano attraverso i colori e le forme delle teorie di evoluzione e di espansione, degli ammassi e delle associazioni stellari. L’artista ci ricorda che le particelle di gas e di polveri sono i mattoni dei quali è fatto l’universo, il quale ne contiene miliardi e da ciò deriviamo tutti noi.

Non molto distante è la ricerca di Tobia Ravà dove si riscontrano forme geometriche a spirale, animali e paesaggi realizzati con un sistema alfanumerico relativo alla ghematrià valore numerico delle lettere ebraiche in riferimento per esempio alla sequenza di Fibonacci definita legge di natura, al numero aureo, riconosciuto come proporzione di bellezza e armonia fin dall’antichità, all’albero sefirotico, come elementi per l’elevazione spirituale e riqualificazione dell’essere umano e dell’umanità intera. Le opere più recenti di Tobia Ravà riportano elementi archetipali della cultura ebraica e si sviluppano attraverso sequenze numeriche riferite ad un linguaggio cosmologico universale, poiché attraverso i concetti base della Kabbalah (tradizione e anche ricezione, indica la tradizione mistica del pensiero ebraico), si può arrivare a un percorso etico-filosofico, legato al pensiero di Itzachq Luria, al contempo antichissimo e moderno, per una nuova lettura in chiave etica dell’agire nel mondo contemporaneo. Partendo dal pensiero di alcuni studiosi di mistica, prende in considerazione alcune parole chiave del nostro linguaggio di cui spesso non si percepisce più, o non si conosce o riconosce, il significato più profondo. Come Tobia anche Alberto suggerisce letture e percorsi paralleli, che vanno oltre il visibile. Dai suoi dipinti affiorano, per esempio, immagini subliminali degli esagrammi cinesi, che per l’artista sono molto simili alle forme dei neuroni e ai movimenti dei protoni e neutroni nell’atomo, così le poesie taoiste presenti in alcune sue opere sono molto vicine alla teoria della relatività di Einstein e alla fisica quantistica. Se alcune opere richiamano più direttamente costellazioni, galassie e spazi siderali, altre sono più esplicitamente riferite alla luce, come dio assoluto, e alla ricerca dell’antimateria, quale continuo andare oltre l’uomo, spinto dalla curiosità e dal desiderio di conoscere e sapere.

 
Paysages de la pensée
con opere di Alberto Di Fabio e Tobia Ravà
dal 4 ott al 29 dic
opening (solo su invito): mercoledì 3 ott, h 18.00
Galerie Adriano Ribolzi
3, ave. de l’Hermitage, 98000 Monaco
ribolzi@adrianoribolzi.com

Tobia Ravà, 1377 Sullam – Scala di sequenze, 2015, resine e tempere acriliche su tela, cm 50 x 70, courtesy PaRDeS

Alberto Di Fabio, Sinapsi in oro, 2007, cm 107 x 97, courtesy dell’artista


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