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Human Nature. La prima personale di Federica Rugno...

Human Nature. La prima personale di Federica Rugnone

Federica Rugnone Human Nature
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Data / Ora
Date(s) - 12/10/2019 - 09/11/2019
6:30 pm - 8:30 pm

Luogo
Studio38 - Contemporary Art Gallery

Categorie


In occasione della VI edizione del PAF – Performance Art Festival, sabato 12 ottobre, alle ore 18.30 inaugura Human Nature, la prima mostra personale dell’artista Federica Rugnone, a cura di Erica Romano e Silvia Bellotti. La mostra, organizzata dall’Associazione Culturale Forme, è ospitata da Studio 38 Contemporary Art Gallery (Corso Giovanni Amendola, 38E, Pistoia) e sarà visitabile fino al 9 Novembre, dal martedì al sabato, dalle 16 alle 19:30.

Partendo da una riflessione sul soggetto come entità trasversale, l’artista indaga il rapporto tra uomo e natura nella cultura contemporanea, richiamando alla necessità di contrastare il dualismo dialettico tra umano e non umano, per ritornare ad una dimensione primordiale e carnale che accomuna tutti gli esseri viventi.

Nelle sovrapposizioni fotografiche di Federica Rugnone, l’uomo è abitato ed abitante, risultante indefinibile di un processo metamorfico, interattivo, che coinvolge una coralità di elementi e che vive di scambi e trasformazioni di materia. In questo processo di ibridazione, natura e corpo si fondono e si confondono e l’epidermide non è più confine che divide ma trama che accoglie, lasciando trasparire la vita del cosmo.

Scrivono le curatrici: “L’indagine dell’artista nasce da un approccio filosofico alla fotografia e consente di affrontare le “due parti” uomo/natura come un unità indissolubile. Grazie al tema del corpo e della sua rappresentazione attraverso lo studio della percezione e delle diverse teorie della conoscenza, ogni immagine porta in superficie la labile differenza fra esseri diversi sovrapposti. Una confondersi che diventa un fondersi, dove in ogni immagine il predominio della scena è appannaggio dell’occhio capace di distinguere e di vedere oltre il confine della dissolvenza. Dall’incontro con il filosofo francese Merlau-Ponty, infatti, la sua ricerca si basa sulla ridefinizione di quella che egli chiama natura umana, ovvero l’essere uomo liberato dell’antico dualismo razionale/materiale. In particolare, la riflessione intorno al corpo quale soggetto-oggetto in cui l’esperienza del corpo vissuto si attua nell’imprescindibile legame fra io e mondo, coscienza e natura, attività e passività, partecipando necessariamente l’uno dell’altro, mette in evidenza la continuità tra noi e l’ambiente che ci circonda. È da questo spunto che le opere di Federica Rugnone ci parlano di metamorfosi, di un essere che ponendo al centro della propria ricerca la verità della sua natura, sa fare spazio in se stesso a ciò che appare estraneo. Le sue immagini, infatti, rendono visibile in un’unica soluzione in trasparenza la convergenza e la comprensione delle diversità che preesistono nella natura umana e che, di fatto, la compongono.”

Federica Rugnone nasce a Prato nel 1987, si forma tra Bologna e Firenze dove consegue la laurea magistrale in scienze filosofiche affrontando tematiche centrali nella sua ricerca artistica: la percezione, il corpo e lo spazio. Si avvicina alla fotografia con i corsi della Fondazione Studio Marangoni e prosegue il suo percorso da autodidatta. Nel 2018 vince una borsa di studio della Fondazione Livorno e frequenta il corso annuale in grafica e stampa d’arte presso la Fondazione Il Bisonte, scuola internazionale d’arte grafica. Partecipa a diverse mostre collettive tra cui “Fotografare la luce” presso Palazzo Vecchio durante il festival F-Light (Firenze, 2016), Art Clash a cura di Marsha Steinberg presso l’Accademia di belle arti di Firenze (2018). Con il progetto “Human Nature” viene selezionata al SiFest off, Festival di Fotografia di Savignano (2017), alla mostra collettiva “Quaderni di viaggio: storie di percorsi, cammini, itinerari metaforici”, curata da Monika Bulaj presso Palazzo Rasponi 2, Ravenna (2018) e al progetto di Associazione Forme “In punta di piedi” presso la biblioteca di Storia dell’arte di Firenze (2019). Nel 2019 partecipa alla mostra collettiva “I 60 anni del Bisonte” curata da Donata Spadolini e Rodolfo Ceccotti. Nello stesso anno prende parte alle collettive “Introiezione Proiezione”, presso la galleria Studio 38 Contemporary Art, Pistoia, con il progetto “Geometrie Instabili”, e “Ghosting” alla galleria LDM di Firenze. Attualmente collabora con la Fondazione Il bisonte, scuola internazionale delle arti grafiche.

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