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Sophie Westerlind – Yes, I used to be a grea...

Sophie Westerlind – Yes, I used to be a great dancer

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Date(s) - 23/01/2022
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NEUTRO

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“Ingrid e Siv hanno dei corpi fragili ma anche forti, a volte i loro movimenti sono eleganti e raffinati, ma altre volte goffi e quasi grotteschi. Muoversi tra il letto e la poltrona è complesso, mettere i pantaloni richiede fatica, allacciare il reggiseno richiede concentrazione.”
Per NEUTRO Sophie Westerlind racconta attraverso il disegno i ricordi che la legano alle due nonne e i momenti che con loro ha condiviso durante le sue ultime visite in Svezia. Uno sguardo nel loro spazio intimo, nel quale le cose che le circondano giocano un ruolo importante per raccontare la loro presenza: la crema Nivea di Siv in parte al letto, le scarpe da ballo con i tacchi alti di Ingrid. “Quando immagino Ingrid e Siv dentro le loro case circondate dai loro oggetti personali mi sento vicina a loro. Mentre disegno mi sembra di ricordare e capire meglio i loro gesti”.
Le sei composizioni diventano tentativi di raccontare la loro fisicità, la dimensione spazio tempo è loro, la somiglianza di fisionomia non è importante. I disegni vogliono trasmettere qualcosa della presenza di Ingrid e Siv all’interno delle loro case, ma sono anche un modo per l’artista di ricordare e capire queste due figure, un tempo materne, i cui gesti le sembrano ora quasi infantili.
Il disegno per Sophie Westerlind è un’attività personale e intima che nello stesso tempo facilita l’interazione con le persone attorno. “Disegnare non fa rumore, non sporca più di tanto, non disturba quasi mai nessuno. Ha poco valore e non deve sempre essere venduto. Il risultato non deve neanche sempre essere mostrato, si può chiudere il quaderno e metterlo via se quello che c’è dentro è troppo personale.”
Con queste opere l’artista decide invece di mettere in mostra parte dei suoi legami affettivi più stretti cercando di rintracciare i corpi con i loro gesti familiari, interpretando il linguaggio corporeo che ha origine nei suoi ricordi, in misura quasi reale. Approcciando per la prima volta questa tecnica sulla grande dimensione, l’artista ha lavorato con una tessitura leggera che ricerca un equilibrio cromatico tramite accostamenti di tanti piccoli segni intrecciati. Avvicinandosi ad osservarne i dettagli si vede come il disegno con pastelli ad olio non permetta di cancellare ‘gli errori’, ogni segno rimane. La carta svela tutto.
La stessa vista ravvicinata è riportata nella pubblicazione che accompagna la mostra, edita in 100 copie. Al suo interno, i dettagli delle opere di Sophie Westerlind sono accompagnati da un brano della fotografa inglese Isabelle Young che narra con un personale stile autobiografico, fatto di testo e foto, il suo ritorno a Venezia, l’incontro con i disegni nello studio di Westerlind e alcune delle riflessioni che ne sono scaturite.


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