READING

L’artista multidisciplinare Alessandro Zannier spi...

L’artista multidisciplinare Alessandro Zannier spiega il suo progetto ambientale basato su dati tecnologici “ENT2”

Alla 59. Biennale di Venezia è venuto alla luce il progetto di Alessandro Zannier intitolato “ENT2: Venice and Yaoundé”. Il progetto descrive l’inquinamento acustico utilizzando la tecnologia dei big data, presentando installazioni luminose delle due città, assieme a una serie di dipinti, immagini multimediali digitali e token non fungibili (NFT). All’interno di un evento Twitter, organizzato da Global Crypto Art, Alessandro Zannier ha parlato con la comunicatrice digitale e corrispondente Cynthia Tian sui temi trattati, tra cui il concetto alla base di “ENT2”, la sua scelta della tecnologia nell’arte e la sua devozione alla musica.

Cynthia Tian: Innanzitutto, congratulazioni per aver partecipato due volte di seguito alla prestigiosa Biennale di Venezia! L’anno scorso la Biennale di Architettura ha selezionato il tuo progetto “ENT1: Venice and Auckland”, mentre quest’anno partecipi con “ENT2: Venice and Yaoundé” alla Biennale d’Arte, sei eccitato?
Alessandro Zannier: Sono molto onorato. Il tema dello scorso anno era l’architettura, che ritengo molto importante perché unisce arte e scienza. Quest’anno partecipo alla Biennale d’Arte: si tratta di un sogno che diventa realtà per tutti coloro che lavorano nel campo dell’arte e del design. Venezia occupa un posto speciale nel mondo dell’arte contemporanea e mi sono diplomato proprio all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Senza alcun dubbio, per me tutto questo è molto eccitante.

Qual è l’idea principale alla base della serie di progetti “ENT”? Come ci sei riuscito?
Sono affascinato dal concetto di Mega Essere Umano, che implica ogni funzione umana come un iperoggetto; dipendente da una moltitudine di eventi, sacrificando e minando il sé individuale. Dopo aver studiato per diversi anni questo argomento dal punto di vista delle arti, della scienza e della sociologia, mi è parso evidente che esiste un legame definitivo tra un evento unico, locale, isolato, o fenomeni globali e ricorrenti, con una causa-ed-effetto su tutto il sistema. Ho iniziato a produrre opere d’arte per illuminare la dinamica collettiva inconscia del comportamento umano e il suo impatto su culture e ambienti diversi. Il primo riconoscimento è avvenuto attraverso il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia 2021. Il progetto “ENT1” prevede la costruzione di legami visibili tra dati ambientali provenienti da due località geograficamente remote. Vale a dire, la Biennale di Venezia in Italia e l’Università di Auckland in Nuova Zelanda. Dopo il successo di “ENT1: Venice and Auckland” nel 2021, ho creato la seconda puntata, “ENT2: Venice and Yaoundé”, la quale intreccia i dati ambientali di Venezia con il set di dati della capitale del Camerun. Alla Biennale di Venezia 2022, è quindi il Padiglione del Camerun che sta ospitando la mostra “ENT2”.

A chi non ha ancora visitato la Biennale di Venezia 2022, come descriveresti il ​​progetto “ENT2”?
Ci sono obelischi luminosi che raccolgono e scambiano dati ambientali tra due città. Per “ENT2”, ho gemellato la città di Venezia e la capitale del Camerun. Esistono feed di dati che contengono l’entità dell’inquinamento acustico locale e un sistema che traduce i livelli di inquinamento in vari gradi di luminosità. Ogni obelisco, collegato a un monitor, mostra una visualizzazione dei dati ambientali provenienti dall’altro luogo lontano. Ad esempio: a Venezia possiamo vedere l’inquinamento ambientale della città di Yaoundé, e viceversa. Questo dimostra simbolicamente come tutti i problemi ambientali nel mondo, anche quelli apparentemente lontani, abbiano effetti su tutti, ovunque.

Hai incorporato big data e NFT per la serie “ENT”. Consideri la tecnologia un fattore molto importante per la tua arte? Condivideresti i tuoi pensieri sul rapporto tra arte e tecnologia?
Il rapporto tra arte e tecnologia è complicato. Nel XXI secolo, la nostra società è costantemente inondata da nuove tecnologie e tendenze culturali interessanti che sfruttano l’innovazione. Come artista, ho altra scelta che seguire la moda? Non lo faccio fuori moda, ma per necessità. Ho bisogno della tecnologia dei big data per spiegare un problema contemporaneo. Quando costruisco i miei progetti artistici, scelgo solo le tecnologie che servono alla mia visione artistica.

La serie “ENT” propone i SoundscapeNFT, ci racconti cosa sono e quali le loro funzioni?
Oltre a una serie di tele, “Hyper Object Still Life”, “ENT” propone NFT con video di durata compresa tra i quindici e i venti secondi, riportanti nei titoli le coordinate geografiche precise di quei porti esposti all’inquinamento acustico del mare, causato del traffico marittimo. Ogni video mostra la ricreazione dell’inquinamento acustico relativo alla propria area di mare attraverso il suono e con un soggetto animato in 3D generato dal medesimo suono. L’NFT è un esperimento sociale per trasmettere permanentemente le immagini digitali che rappresentano i concetti ambientali e scientifici concepiti nella blockchain. Ha un impatto sociale perché attraverso la circolazione del mercato aperto, questi NFT raggiungono un pubblico più ampio al di là degli eventi fisici, come la Biennale di Venezia. Per compensare le emissioni di COdate della produzione di NFT, ho investito nella creazione di una foresta di alberi da frutto in Africa che assorbe il doppio della quantità di CO2 dall’atmosfera. Quest’ultima azione completa il tema del progetto e riporta un importante messaggio ai collezionisti.

Sei un musicista affermato, scrivi testi, componi partiture e ti esibisci come cantante di un gruppo musicale. Cosa ti spinge a intraprendere una carriera musicale mentre lavori come artista visivo?
Sono un compositore e un cantante sotto lo pseudonimo di Ottodix.  Ho pubblicato i due album “Micromega” ed “Entanglement” come produttore musicale. Spesso considero il mio progetto artistico come un film e il mio lavoro come il regista dello stesso, e, come saprai, avere colonne sonore eccellenti è fondamentale per un buon film. Per questo motivo sono costretto a comporre musica e cantare canzoni come accompagnamento alle narrazioni visive.

Il progetto “ENT2” è il secondo segmento dell’elaborata serie “ENT”. Quando svelerai i prossimi capitoli?
Ho una mostra personale, “MareMoto 4.0”, al Galata Museo del Mare, a Genova, dal 23 luglio al 4 settembre, promossa da Art Commission, durante la quale verranno inaugurati “ENT3” ed “ENT4”. Questa volta i progetti coinvolgeranno località remote dell’Asia e del Sud America.

Cynthia Tian

Info:

Alessandro Zannier, ENT2: Venice and Yaoundé
23/04/2022 – 27/11/2022
Padiglione del Camerun
Biennale di Venezia
Ca’ Bernardo
Calle San Bernardo 3199, 30123 Venezia
www.alessandrozannier.com

Alessandro Zannier, alias Ottodix, ritratto, 2020. Ph. Luca Facchini

Alessandro Zannier, ENT2: Venice and Yaoundé, 2022. Installazione luminosa (cm 165 x 60 x 60), plexiglas, led, animazione 3D, dati per l’installazione sonora ambientale. Graphic design di Alessandro Zannier, programmazione di Marco Marchesi, rielaborazione grafica di Paolo Corti, suono a cura di Alex Piacentini. Courtesy l’artista

Alessandro Zannier, Hyper Object Still Life, 2021, acrilico, cm 100 x 150 x 150. Courtesy l’artista

Alessandro Zannier, ENT soundscape, NFT. Courtesy l’artista


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.