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Protect me from what I want. Jenny Holzer racconta l’indescrivibile al Guggenheim di Bilbao

Con audacia e spirito critico, Jenny Holzer esplora da anni i temi fondamentali dell’esistenza umana, focalizzandosi sull’arte pubblica e sul linguaggio inteso come canale primario di comunicazione. La sua opera esplora diversi materiali espressivi ma anche concetti e elementi teorici, articolandosi in installazioni caratterizzate da una fortissima componente evocativa. Se non sempre è possibile rappresentare l’ineffabile natura delle cose, la Holzer ci dimostra che attraverso l’azione artistica l’indescrivibile può diventare comunicabile e interpretabile.

La Holzer è una delle più influenti personalità del panorama dell’arte concettuale. La mostra promossa dal Guggenheim di Bilbao esplora quarant’anni di carriera artistica articolata in una produzione artistica dal grande impatto critico ed estetico. Le parole/concetti compongono serie testuali incisive che costantemente interrogano la realtà con fermezza ma anche ironia, spingendoci a riflettere sulla qualità dei messaggi che riceviamo ininterrottamente dalla litosfera della realtà sociale.

Le installazioni nascono in dialogo con il contesto ambientale. Si tratta di meccanismi visuali e semantici, dichiarazioni viventi e spesso luminose, ma anche rocce solide ed effimere, entità materiali che interagiscono con lo spettatore mostrando che è possibile parlare all’uomo contemporaneo nel linguaggio che gli è più familiare.

Al centro delle opere si incontrano temi impegnativi come la speranza, la violenza, il potere e l’oppressione, accompagnate da riflessioni sul linguaggio e sul ruolo del corpo e dell’intelletto nell’interpretazione di ciò che accade e che è espresso e organizzato attraverso il logos.

Non esiste dicotomia tra livello estetico e concettuale all’interno dell’esperienza artistica. Le installazioni della Holzer sono operazioni intellettuali ma anche esperienziali dove la presenza di messaggi scritti che occupano le aree pubbliche gioca un ruolo importante definendo e trasmettendo la nostra storia urbana collettiva.

Allora l’interpretazione della realtà diventa una pratica fondamentale da preservare accanto agli elementi emozionali che sono parte del processo. I titoli delle installazioni sono forti, diretti e criticamente provocatori.

Non è un caso se la nota dichiarazione Protect me from what I want per esempio abbia ispirato il titolo di una famosa canzone composta dalla band inglese dei Placebo.

Le opere della Holzer manifestano l’urgenza di esprimere e attivare una riflessione critica sulle cose, anche su quelle apparentemente indescrivibili. Instancabilmente osservare, instancabilmente proteggere l’arte e, attraverso di essa, il desiderio di uno sguardo lucido e consapevole sugli oggetti che compongono la realtà.

“Jenny Holzer. Thing Indescribable” sarà visitabile sino al 9 settembre presso il Guggenheim Museum di Bilbao in Spagna.

Jenny HolzerJenny Holzer, Purple (Púrpura), 2008 Texto: documentos del Gobierno estadounidense Cortesía de la artista © 2019 Jenny Holzer, member Artists Rights Society (ARS), NY/VEGAP Foto: Collin LaFleche

Jenny HolzerJenny Holzer, Ram (Ariete), 2016 Cortesía de la artista y Hauser & Wirth © 2019 Jenny Holzer, member Artists Rights Society (ARS), NY/VEGAP Foto: Collin LaFleche
Texto: “Two Faces the Color of Iron” (Dos caras del color del hierro, de Building the Barricade (La construcción de la barricada), traducido al inglés por Piotr Florczyk. © 2016 Tavern Books. Utilizado con permiso de Ludmilla Adamska-Orłowska y del traductor.

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