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‘The Weather Followers’ e il collettivo Fragmentin: l’imprevedibilità della natura nella società degli algoritmi

Fragmentin è un collettivo artistico fondato nel 2014 a Losanna. È formato da Marc Dubois (1985), David Colombini (1989) e Laura Perrenoud (1991): tre Alumni della ECAL (Lausanne University of Art and Design) le cui opere testimoniano una ricerca che intreccia ricerca formale e competenze di ingegneria, linguaggio scultoreo e conoscenza digitale: lavori che oltrepassano la dimensione estetica per stimolare discussioni critiche su alcuni temi della contemporaneità.

Tra questi spicca il rapporto tra tecnologia digitale e vita quotidiana, cruciale nel momento in cui la logica predittiva degli algoritmi influenza le scelte e i gusti personali, eliminando gradualmente ogni casualità dalla quotidiana esplorazione del mondo. L’attivista Eli Pariser ha chiamato questo fenomeno ‘Bolla di filtraggio’ nel suo testo “The Filter Bubble: What The Internet Is Hiding From You” pubblicato nel 2012 da Penguin Books. Come ricreare, quindi, dei margini di randomness in un sistema sempre più recintato da codici di informazione che prevedono il futuro come delle infallibili sibille contemporanee?

‘The Weather Followers’ è un’opera del 2017 realizzata da David Colombini. Oltre a essere una scultura che ricorda la sinuosità delle forme del pittore Joan Mirò, è anche una stazione metereologica su cui sono installati quattro rilevatori climatici che si collegano a un’app attivata dal fruitore. Risulta centrale il tempo metereologico, una tra le più grandi fonti di imprevedibilità che caratterizzano da sempre la vita umana sulla Terra. Opera e applicazione configurano così scenari sempre nuovi e diversi, perché è il caso della natura a dettare le regole di questo incontro. Nello specifico, entrando nell’app, si accede a quattro esperienze diverse, ognuna relativa a un particolare elemento naturale.

Con ‘Windy Encounters’ l’utente è invitato a disegnare e firmare uno sketch che verrà poi lanciato nell’atmosfera, dove viaggerà seguendo la direzione e l’intensità del vento (registrate dal rilevatore sulla scultura) fino ad atterrare sul dispositivo di un’altra persona che ha scaricato la stessa applicazione. Il ricevente può quindi decidere di contattare tramite e-mail il mittente; il risultato è un incontro completamente randomico reso possibile dall’imprevedibilità del vento e delle sue correnti.

C’è poi ‘Polluted Selfie’. In base alle rilevazioni in tempo reale dei livelli di inquinamento dell’aria ogni selfie sarà alterato dalla quantità di CO2, che andrà a cambiare la tonalità complessiva, e di PM10, che causerà un glitch nell’immagine. Alterazioni spiazzanti, se confrontate con l’estetica correttiva dei filtri di Instagram o di altre app di photo-editing, eppure rivelatrici di corpi tanto invisibili quanto presenti. Inoltre, l’immagine viene saturata da finestre pop-up che mostrano i valori giornalieri di inquinamento atmosferico tramite un collegamento con i dati del Londonair.org.uk., rimandando all’estetica Net Art degli anni ’90.

‘Drizzly Rhythms’ rappresenta forse la componente più ludica dell’opera: canzoni scelte dall’utente vengono alterate in relazione al ritmo della pioggia che impatta la scultura. Un sensore registra la quantità di DPM (Rain Drop per Minute) e la mette in relazione con il valore BPM (Beat per Minute) di una playlist suggerita dall’utente, creando musiche inaspettate che cambiano costantemente così come la pioggia che le genera.

Si arriva infine alla provocatoria ‘Sun(e)rase’: l’intensità dei raggi solari che si posano sulla scultura decide la quantità di dati da cancellare dal cellulare dell’utente. L’eliminazione si materializza con una lente auto- regolata che convoglia i raggi solari sulla superficie sottostante, evidenziando il processo di bruciatura. Il sole qui va a intaccare la ormai mitizzata intangibilità degli archivi virtuali, facendoli bruciare come corpi organici esposti alla natura.

‘The Weather Followers’ innesca uno spettro di esperienze diverse legate dal filo rosso del Caso. Il carattere randomico della natura immerge il fruitore in un’esperienza ad oggi sempre più rara: quella dell’‘inatteso’. Quest’opera, tuttavia, non si mostra come denuncia diretta dell’influenza della tecnologia sulla vita quotidiana, ma vi getta uno sguardo ludico che si dondola sapientemente tra il gioco e la critica impegnata, attingendo anche a una dimensione poetica: una macchina che ha un input ma non un output definito, quando inizia processi casuali e sempre diversi; ma anche una macchina che, in relazione ai sistemi di Machine Learning sempre più sviluppati, si mostra debole, ‘improduttiva’ nel rivelare un rapporto rinnovato con la natura circostante.

Infine, tratto comune tra la poesia e il gioco è la componente politica di ‘The Weather Followers’: esponendo azioni quotidiane al mistero della natura, l’opera fa sì che il fruitore cessi di essere uno spettatore di un futuro già definito, per diventare partecipante di un mondo in divenire.

Piermario De Angelis

Info:

www.fragment.in

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Fragmentin, The Weather Followers – Polluted Selfie, 2017


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