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Anche a Bologna il fenomeno dell’arte “condominial...

Anche a Bologna il fenomeno dell’arte “condominiale”: la “ricetta” di Maionese

Dieci giovani artisti emergenti, un inconsueto happening “familiare”, una strana casa-galleria alle porte di Bologna. E maionese. Quanta ne volete. Il progetto di Sofia Campanini, Sissj Bassani e Veronica Armani, Maionese, appunto, è una boccata d’aria fresca all’interno del panorama delle arti visive bolognesi, un esperimento irriverente e originale che dà spazio ad un gruppo di giovani artisti.  E ad una linea curatoriale che sta prendendo piede, finalmente, anche in molte città italiane con progetti di mostre, esposizioni-cantiere e residenze artistiche che oltrepassano i canali classici del sistema dell’arte per spostarsi in condomini, nuclei abitativi e luoghi “privati”. Ne emerge una nuova forma di divulgazione pubblico/privata dell’arte dalla forte carica innovativa, seppur con evidenti richiami vintage.

Il 20 ottobre scorso la prima edizione, recentemente il secondo appuntamento, lo scorso primo di dicembre. E in cantiere un terzo happening previsto tra febbraio e marzo 2018. Pensato ed ideato come contenitore di idee, progetti e lavori eterogenei, l’evento di dicembre è stato realizzato seguendo una ricetta che mixa coerenza espositiva e libertà d’espressione, nelle forme e nei contenuti.

C’è la fotografia con Focu, il flusso di coscienza per immagini della giovane Rosa Lacavalla, un’appassionata dedica alle contraddizioni della Sicilia, la “terra che continua a bruciare”, il racconto di un’esperienza di un viaggio e, allo stesso tempo, una riflessione potente su un luogo complesso, disarmante per le sue bellezze segrete e i suoi drammi (s)conosciuti. Tra ritratti, paesaggi che bruciano o si sfaldano davanti ad una luce fioca, quasi febbrile, i protagonisti di Focu sono la terra ed il cielo in dialogo contraddittorio e costante. E, naturalmente, il fuoco.

Si concentra sul corpo in maniera originale il lavoro foto-grafico (il trattino qui diventa essenziale) di Giovanni Scarantino ed Emanuela Bucceri, Body recording and digital color images, un progetto che unisce il mondo dell’arte fotografica e quello dei grafici fondendo immagini dalla natura diversa per suggerire un’associazione tra la documentazione tecnica e quella più strettamente riguardante il corpo. Lo scopo del progetto, che nasce dalla volontà d’indagare il processo d’archiviazione dei negativi fotografici, diventa un’occasione per lavorare ad una nuova foto-grammatica.

Forte la presenza dell’installazione con i Rituali quotidiani di Marta García Mansilla, serie di opere realizzate in fil di ferro che, con il pretesto di ripercorrere la giornata tipo di un individuo nella società contemporanea, riflettono sull’idea antropologica della ritualità, sul suo significato, e su quei gesti e quelle abitudine che uniscono e allo stesso tempo dividono l’essere umano dai suoi simili. Il caffè, la sigaretta, un quaderno d’appunti, sono tutti “fatti” comuni e allo stesso tempo testimonianze uniche di un momento preciso nel tempo.

A cavallo tra pittura ed arte digitale è Il non palpabile del siciliano Giovanni Di Giovanni, un quadro che raffigura una scultura incompleta in cui la parte “mancante” è sostituita da un piccolo schermo che riproduce in loop un video che richiama il concetto di infinito. Raffinata esteticamente e concettualmente, l’installazione, perfettamente collocata nello spazio della casa-galleria, possiede una potente carica ipnotica.

Altrettanto ipnotica è la sala che mette in dialogo due lavori di videoart, profondamente diversi ma potentemente speculari. Nel suo Omaggio a Duane Michaels (l’artista visionario che con le sue “sequenze” ha sfidato l’immobilità fotografica), Giorgio Gieri, ricorrendo ad una serie di GIF, lavora sul tempo e sulle associazioni mentali, mentre Simona Saggion, con Red Velvet, riflette attorno al concetto di violenza. E il video è carico di una potenza visiva estetica conturbante e al contempo disturbante.

E c’è, infine, spazio anche per la performance del duo PARSEC (Martina Piazzi e Sissj Bassani), una ventata di spiazzante ironia e, insieme, una riflessione sul movimento, sul gesto, sul corpo e sulla contemporaneità; la serigrafia, con Impronta n.1 e Impronta n. 2 di Irene Belladonna in cui, strizzando l’occhio al Klein di ANT 130 Anthroprométrie del 1960 il corpo, o meglio il suo segno bidimensionale, diventa linea di confine, astrazione e deformazione; e per l’illustrazione con i disegni di Roberta Muci (conosciuta come Joe1 negli ambienti Underground).

Guido Luciani

Bologna opens to “condominium” Art: the recipe of Maionese

Ten emerging young artists, an uncommon familiar happening, a strange house-gallery at the gates of Bologna. And mayonnaise. As much as you want. The new project wanted by Sofia Campanini, Sissj Bassani and Veronica Armani, Maionese (the italian word for mayonnaise), is fresh air inside Bologna’s Art panorama, an irreverent and original experiment that wants to give space to a group of young artists.  And to a curatorial idea that is finally emerging also in many italian cities with projects of exhibitions and art residencies that go beyond the usual art channels in order to open to condominiums, blocks of flats and private places. It’s a new for of divulgation, in between public and private spaces, with strong and innovative energy, even with vintage connections.

On the 20th of October the first edition, recently the second happening, on the first day of December and a new project coming on February/March 2018. Thought as an ideas background, the December happening has been created by following a recipe that mixes expositive coherence and freedom of expression about form and contents.

There is space for photography with Focu, a stream of consciousness by images realized by Rosa Lacavalla, a passionate “serenade” to Sicily’s contradictions, “the burning land”, a tale about a trip experience and, at the same time, a strong reflection on a complex place, charming for its hidden beauties and its unknown dramas. A serie of portraits, burning landscapes with a feeble light in which sky, fire and ground are dialoguing protagonists.

It’s about human body the original photographic work created by Giovanni Scarantino and Emanuela Bucceri, Body recording and digital color images, a project which connects photography to the statistical world go graphics by melting different images in order to suggest an association between technical documentation and the one more specifically related to human body. The project, born to analyze the archiving process of photographic negatives, works on the formulation of a new photo-grammar.

Strong is the presence of art installations with Rituali Quotidiani (daily rituals) by Marta García Mansilla, a serie of works created with wires that, by using the opportunity of retracing a typical day of a common individual, reflects on the anthropological idea of rituality, on its meaning, and on every habit which connect and at the same time divide human beings. A coffee, a sigarette, a block notes are common “matters” and unique symbols of a precise moment in time.

Between painting and digital art is Il non palpabile by Giovanni Di Giovanni, a painting portraiting an incomplete sculpture in which the missing part is a small screen reproducing a loop video that refers to the concept of infinity. Aesthetically and conceptually sophisticated, Di Giovanni’s installation, perfectly collocated in the space of the house-gallery, has got a powerful hypnotic energy.

Hypnotic is also the last room of Maionese in which there is a dialogue between two different but powerfully “symmetrical” videos. In his Omaggio a Duane Michals (a famous visionary photographer), Giorgio Gieri, by using a serie of GIF, works on mental associations and matters of time, while Simona Saggion, with Red Velvet, reflects on violence. And her video is full of visual  perturbing and disturbing power.

During the happening, the performance duo PARSEC (Martina Piazzi and Sissj Bassani) gave a breath of fresh air with flooring irony and an interesting reflection on movement, gesture, body and on contemporaneity. Space to serigraphy with Impronta n.1 and Impronta n. 2 by Irene Belladonna who, clearly referring to Yves Klein’s Anthropométrie, gives to the shape of a body the meaning of a barrier line, abstraction and deformation. To complete the exhibition the illustrations of Roberta Muci, known in the underground background as Joe1.

Guido Luciani

Maionese, exhibition view, ph. Giuseppe Casalinuovo

Focu, project and photography by Rosa Lacavalla

Maionese, detail, ph. Giuseppe Casalinuovo

Maionese, PARSEC performance, ph. Giuspepe Casalinuovo

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