Arte Fiera, Bologna 2024

Con l’edizione del 2024 Arte Fiera compie cinquant’anni. È un traguardo che nessun’altra fiera d’arte italiana ha ancora tagliato, e che solo altre due fiere in Europa possono vantarsi di aver superato. Correva infatti il 1974 quando BolognaFiere decise di presentare, all’interno di quella che allora si chiamava ancora Fiera Campionaria, una piccola sezione dedicata all’arte moderna e contemporanea. Fu un’intuizione felice, salutata da un successo immediato. Nella prima edizione, le gallerie erano appena dieci; l’anno successivo, erano già duecento.

Nicola De Maria, Regno Dei Fiori: Misericordia, 2018-2023. Ph Nicola Morittu, courtesy Giorgio Persano, Torino

Il 2024 è dunque un appuntamento importante, un appuntamento che Arte Fiera festeggerà non solo guardandosi indietro, ma anche pensando al futuro. Da un lato, la fiera celebrerà le sue origini, rivisitando nel Public Program protagonisti ed eventi legati alle sue primissime edizioni e, più in generale, al clima culturale di Bologna negli anni Settanta, un periodo in cui la città emiliana era all’avanguardia tanto nell’arte visiva quanto nell’architettura e nel design. Dall’altro, oltre a presentare il meglio dell’arte italiana moderna e attuale, Arte Fiera cercherà di indicare nuove direzioni, tornando ad aprirsi alle gallerie straniere e chiedendo agli artisti invitati di creare opere inedite. Per Arte Fiera 2024, sono confermati i padiglioni 25 e 26, tra i più eleganti del quartiere fieristico bolognese (peraltro facilmente raggiungibili a piedi da Piazza Costituzione), e le sue collaborazioni vincenti, a partire da quella fra il direttore artistico Simone Menegoi ed Enea Righi, manager e collezionista di livello internazionale, nella veste di direttore operativo. Un binomio che coniuga un taglio curatoriale ambizioso con una gestione attenta di tutti gli aspetti organizzativi della fiera, dall’allestimento alla ristorazione, dall’accoglienza del grande pubblico al programma dedicato ai collezionisti. Inoltre si rinnova la preziosa partnership con ANGAMC, l’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, con cui Arte Fiera ha aperto un tavolo di confronto permanente.

Tobias Zielony, Apartament, 2016-2017, stampa a pigmenti d’archivio, 56 x 84 cm. Ph courtesy Lia Rumma, Napoli / Milano

Alla Main Section di Arte Fiera, suddivisa come sempre fra arte storicizzata e contemporanea, si affiancano tre sezioni curate e su invito: “Fotografia e immagini in movimento” (coordinata da Giangavino Pazzola), “Pittura XXI” (coordinata da Davide Ferri) e “Multipli” (coordinata da Alberto Salvadori), che propone opere in edizione, spaziando dal libro d’artista al design d’autore. Accanto alle sezioni curate, ritorna Percorso: non una sezione vera e propria ma, come indica il titolo, un itinerario che collega un certo numero di stand della Main Section secondo un criterio tematico. Il fil rouge di Percorso sarà il disegno.

Alberto Garutti, Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora, 2019, lastra incisa di marmo Zandobbio, 70 × 90 × 4,8 cm. Ph courtesy Massimo Minini Gallery, Brescia

Opus Novum, la serie di commissioni che Arte Fiera dal 2019 affida ad artisti italiani midcareer, quest’anno vede protagonista Luisa Lambri. Per Arte Fiera, Lambri ha scelto di concentrarsi su un edificio tanto importante quanto poco noto: la Chiesa di Santa Maria Assunta di Alvar Aalto a Riola, nell’Appennino bolognese. Nota soprattutto per le sue immagini di architetture moderniste, tanto essenziali da lambire l’astrazione, Lambri in realtà non fotografa l’architettura più di quanto Morandi dipinga tazze e bottiglie: come il maestro bolognese, attraverso un assorto esercizio di variazioni, il suo lavoro in realtà indaga le relazioni fra lo spazio e la luce. Le immagini di Lambri, che distillano pochi, isolati dettagli della costruzione, saranno esposte in un’altra gemma dell’architettura moderna a Bologna: il Padiglione de L’Esprit Nouveau, replica del 1977 di un’architettura effimera di Le Corbusier datata 1925, e costruita in omaggio al maestro francese, tanto fedele all’originale da essere entrata nel novero degli edifici sottoposti a vincolo dalla fondazione che porta il suo nome. Il progetto di Lambri lega così due edifici esemplari dell’architettura razionalista del Novecento: due capolavori in dialogo tra presente e passato.

Mario Dellavedova, Art, 2023, 3 lampadine di ceramica, 14 x 9 x 5 cm. Ph courtesy Sprovieri, Londra

A questo punto, riportiamo una ristretta (e personale) selezione delle Gallerie partecipanti a questa edizione di arte Fiera, per la Main Section: Giovanni Bonelli (con sedi a Milano, Pietrasanta, Canneto sull’Oglio), Thomas Brambilla (Bergamo), E3 Arte (Brescia), Ex Elettrofonica (Roma), Galleria Continua (San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana, Roma, Sao Paulo, Paris, Dubai), Galleria Studio G7 (Bologna), Mazzoli (Modena, Berlino), Massimo Minini (Brescia), Franco Noero (Torino), P420 (Bologna), Lia Rumma (Milano, Napoli), Santo Ficara (Firenze), Studio d’arte Raffaelli (Trento), Galleria Vigato (Alessandria), Zero… (Milano). Per Fotografia e Immagini in movimento: Glenda Cinquegrana (Milano), MLZ (Trieste), Paola Sosio (Milano). Per Pittura XXI: A Cappella (Napoli), Car Gallery (Bologna), Doris Ghetta (Ortisei). Infine, per la sezione Multipli: APalazzo Gallery di Brescia e Gallleriapiù di Bologna. Infine si segnala che BPER Banca ha rafforzato il suo legame con Arte Fiera diventando Main Partner, ponendosi così in prima linea nel sostegno e nella promozione dell’arte e della cultura, da intendersi come sviluppo del territorio e dell’inclusione sociale. Queste le premesse e a noi non resta altro da fare che augurare un forte successo a questa prossima edizione di Arte Fiera.

Fabio Fabris

Info:

Arte Fiera, Bologna
dal 2 al 4 febbraio 2024
preview 1° febbraio 2024
www.artefiera.it


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