Bologna, Arte Fiera 2024

Rispetto agli anni Cinquanta e Sessanta, sullo scorcio del precedente fine millennio e nel corso di quello nuovo, i rapporti all’interno del mercato dell’arte sono cambiati in maniera radicale. In quegli anni (che hanno incarnato anche il boom economico, e la volontà di risorgere dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale), il rapporto tra il collezionista e l’opera d’arte era ancora mediato da pochi galleristi di riferimento. I musei (anche i più prestigiosi) erano poco frequentati, e il contemporaneo era quasi del tutto escluso dai canali ufficiali.

Daniela Ortiz, Take My Blood and Write on the Soil, the People Must Know That We Are Being Taken Prisoners, Theater Neumarkt, Zürich, 2023. Photo Philip Frowein, courtesy of the artist and Laveronica gallery

I punti di riferimento dove si poteva parlare di arte moderna erano pochi, ancora meno quelli dove l’arte contemporanea era nodo centrale della gestione dell’attività espositiva. La Galleria Nazionale, a Roma, riuscì a dedicare uno spazio ragguardevole all’arte cinetica e programmata e a Pino Pascali, ma rimase per anni, in Italia, un caso isolato: il vero punto di riferimento per l’Italia (e per il mondo) era la Biennale di Venezia, una istituzione che tra alti e bassi ha segnato la cultura di tutto il secolo scorso e che, sebbene siano poi sorte molte biennali concorrenti, rimane ancora oggi un nodo centrale all’interno del panorama mondiale. Ecco perché negli anni Sessanta, la nascita di gallerie come Modern Art Agency di Lucio Amelio, a Napoli, rappresentarono un punto di svolta e l’inizio di un nuovo percorso, non solo per l’Italia, ma per tutto il sistema occidentale. Infine, riportiamo alcuni esempi emblematici di una lenta fuoriuscita dalla palude: la prima edizione di documenta (Kassel, 1955), l’apertura, nel 1959, del Guggenheim Museum di New York (con l’edificio progettato da Frank Lloyd Wright), l’inaugurazione del Centre Pompidou a Parigi nel 1977, l’inaugurazione della Neue Staatsgalerie di Stoccarda (su progetto di Stirling/Wilford) nel 1984, e nello stesso anno l’apertura (dopo lungo restauro) del Castello di Rivoli e nel 1988 l’inaugurazione della sede del Museo Pecci a Prato. Possiamo anche ricordare che nel 1987 fu istituito il Mart, come ente autonomo della provincia di Trento, sebbene la nuova sede, firmata da Mario Botta, verrà aperta appena nel 2002, e così via.

Michael E. Smith, Untitled, 2023, courtesy Zero…, Milano

Qualcuno potrà anche ricordare che la Kunsthalle Basel, dal momento della sua fondazione, nel 1872, ha sempre sostenuto e mostrato il lavoro degli artisti contemporanei e che uguale intenzione progettuale ha avuto la Secession di Vienna, fin dall’anno della sua fondazione (1898), sorta come sodalizio artistico e su progetto architettonico di Joseph Maria Olbrich e che sulla fronte, come motto, riporta: “Der Zeit ihre Kunst / der Kunst ihre Freiheit” (“A ogni tempo la sua arte, all’arte la sua libertà”). Poi è venuto il diluvio: collezioni private aperte al pubblico e musei d’arte contemporanea sono sorti dappertutto e non solo in Occidente, e una prima timida fiera fondata a Colonia nel 1967 fu poi seguita da Basilea nel 1970 ad opera dei galleristi Trudl Bruckner, Ernst Beyeler e Balz Hilt che gettarono le basi di Art Basel, edizione che conquistò subito 16mila visitatori. Nel 1974 seguì Arte Fiera, a Bologna, i cui padiglioni affacciavano sul distretto progettato da Kenzo Tange, divenendo ben presto un punto di riferimento del mercato internazionale e un allargamento dell’intero sistema. Dal 2013 al 2016 i curatori di Arte Fiera sono stati Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, che presero il posto della storica direttrice Silvia Evangelisti. Le edizioni del 2017 e 2018 furono poi curate da Angela Vettese. Dal 2019 il direttore artistico di Arte Fiera è Simone Menegoi, a cui nel 2023 è stata affiancata la figura di Enea Righi, in qualità di direttore operativo. Un tandem vincente. La loro gestione, per l’edizione 2024, che si terrà nei Padiglioni 25 e 26, dal 2 al 4 febbraio, con vernissage l’1 febbraio, sarà affiancata dai curatori Giangavino Pazzola (che coordinerà “Fotografia e immagini in movimento”), Davide Ferri (che firmerà “Pittura XXI”) e Alberto Salvadori (che curerà “Multipli”).

Giovanni Pulze, Scala a Chiocciola (Ascesi di Schopenhauer), 2011, acrilico su tela, cm 120 x 100. Ph courtesy A.A.R.T. iniziative culturali

Questo piccolo riassunto serve a far capire come il mercato, oltre a essere diventato globale (basti pensare non solo alla vivacità di paesi come il Messico, la Russia, la Cina, ma alla stessa Tailandia, India e al continente africano) ha fatto mutare anche il rapporto tra il collezionista e l’artista. Questo rapporto non è più filtrato da una mostra in una galleria, ma si inserisce in una rete dove le fiere d’arte e le mostre museali sono diventate ossigeno essenziale. Le stesse fiere, peraltro, non sono più costruite come delle semplici manifestazioni campionarie, ma come veri e propri progetti culturali che collegano gli stand veri e propri dei vari espositori con attività collaterali esterne e interne e con vernissage coordinati di spazi privati e istituzionali.

Arte Fiera 2023, Book Talk 2023: “Alberto Garutti, L’opera e il suo contesto”. Ph courtesy Arte Fiera, Bologna

Proprio in questa ottica di rete allargata, per il 2024, Arte Fiera ha rilanciato la propria partnership con ART CITY, il circuito dell’Art Week bolognese, e anche questa edizione (la dodicesima) sarà accompagnata, come di consueto, dalle mostre e dagli eventi coordinati da Lorenzo Balbi, direttore di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. E, nell’offerta, non manca uno degli appuntamenti più amati dal pubblico: ART CITY White Night. Sabato 3 febbraio apertura straordinaria fino alle ore 24 di numerose sedi del circuito ART CITY Bologna, oltre che di gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi. Tra la miriade di iniziative che fanno parte del circuito di ART CITY 2024, segnaliamo quella curata da Alice Rubbini per il Goethe Institut e intitolata “Richiami dalla Germania / Germanische Zitate”: l’opening è fissato per le ore 18.30 di giovedì 1 febbraio. Si tratta di un progetto espositivo dedicato all’opera di Giovanni Pulze. In particolare, per questo progetto esclusivo, viene presentata una serie di dipinti inediti, ispirati alla filosofia, alla visione romantica del paesaggio simbolico, alla cinematografia e ai rimandi iconografici più noti del panorama intellettuale tedesco.

Francis Offman, Senza titolo, 2022-2023, inchiostro, acrilico, cotone 100%, fondi di caffè, gesso di Bologna su lino, 200 x 253 cm. Ph Carlo Favero, courtesy P420, Bologna

Inoltre, anche quest’anno, come evento collaterale interno, Arte Fiera e Fondazione Furla collaborano per il programma di azioni curato da Bruna Roccasalva, direttrice artistica della Fondazione. Protagonista di questa edizione è l’artista Daniela Ortiz, invitata da Fondazione Furla a realizzare un intervento inedito. Ortiz è un’artista peruviana da sempre impegnata a indagare i complessi sistemi del potere, siano questi politici, economici o culturali, soffermandosi in modo particolare sui meccanismi istituzionali che esercitano violenza e supremazia sulle popolazioni del Sud del Mondo. Attraverso una sperimentazione linguistica che passa dal video alla fotografia, dalla pittura alla performance, l’autrice crea narrazioni visive che esplorano in maniera critica le nozioni di razza, nazionalità, classe sociale, rivelando l’ideologia discriminatoria che si cela nelle strutture del potere capitalistico. In occasione di Arte Fiera 2024, Ortiz presenterà “Tiro al Blanco”, un’ambiziosa installazione concepita come base per una performance partecipativa che si soffermerà in maniera particolare sull’industria della guerra: una tematica davvero urgente del momento storico che stiamo vivendo. In definitiva, una infinità di proposte dove ci si potrà perdere fino a dimenticare il bandolo della matassa per ritrovarsi sempre e comunque di fronte alla forza espressiva del linguaggio artistico.

Bruno Sain

Info:

Arte Fiera, Bologna
dal 2 al 4 febbraio 2024
preview 1° febbraio 2024
https://www.artefiera.it/home/776.html


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