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Immagini forti e film restoration al Cinema Ritrov...

Immagini forti e film restoration al Cinema Ritrovato 2023

Evviva il grande appuntamento di Bologna A Bologna si è conclusa la 37° edizione del Cinema Ritrovato, la kermesse di classici restaurati e inediti ritrovati che vengono accompagnati con la musica dal vivo: un must per chi ama il buio e le emozioni del mitico mondo della celluloide e che ancora una volta ha catturato cinefili, storici e critici, ma anche tantissimi giovani.

Anna Magnani “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, courtesy Cinema Ritrovato

Il festival, diretto da Cecilia Cenciarelli, Gian Luca Farinelli, Ehsan Khoshbakht e Mariann Lewinsky, ha proposto un programma articolato e bellissimo con 480 film, varie sezioni, retrospettive, omaggi speciali e rarità assolute del cinema muto dagli anni 1903 in avanti. Il pubblico arrivato da 51 paesi del mondo, ha riempito le sale e i luoghi delle proiezioni, raggiungendo punte di 6mila spettatori davanti al grande schermo in Piazza Maggiore. Impossibile, ovviamente, era poter seguire tutto il succosissimo programma, ma l’importante era quella di accodarsi a una o più onde, decidere un tema o semplicemente fare in poco tempo traversate incredibili e passando, quindi, da un film restaurato come il thriller “Blow Out” (1981) di Brian De Palma a un bianco e nero di cento anni fa come “Woman of Paris” (1923) di Charles Chaplin, restaurato dal Laboratorio l’Immagine Ritrovata. Vertigini e piacere assicurati, che rimangono con noi nella mente a lungo, e ci fanno sognare, vivere altre vite e scoprire nuovi mondi.

Anna Magnani “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, courtesy Cinema Ritrovato

Proprio perché era tutto speciale quello che è stato proiettato, è anche difficile dare dei resoconti. Tra le numerose scie di questo Cinema Ritrovato, oltre agli approfondimenti su autori particolari come Rouben Mamoulian, attivo negli anni Trenta a Hollywood, o il giapponese Teinosuke Kinugasa (1896-1982), è stata piacevolissima e interessante la sessione curata da Masolino, Caterina e Silvia d’Amico dedicata alla loro madre, la celebre sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico (1914-2010). È lei la talentuosa artefice di grandi successi e sceneggiature magistrali che ha creato con famosi registi italiani tra i quali Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Mario Monicelli, Renato Castellani e Luigi Comencini. In particolare è stato affascinante rivedere la preziosa tessitura di incontri, dialoghi ed esperienze, realizzata per “Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova veneziano” (1969) di Luigi Comencini, ispirato a “Le memorie” (1825) di Giacomo Casanova.

“Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova veneziano” di Luigi Comencini, courtesy Cinema Ritrovato

“Un film in costume che vuole essere il contrario di un film storico”, come raccontava Suso e in cui sono tratteggiati squisitamente gli anni dagli otto ai diciotto tra Venezia e Padova, quando il protagonista, interpretato da Leonard Whiting, decide di lasciare la strada ecclesiastica, per un’altra più avventurosa e libertina. Un film ancora gustosissimo, ironico, fresco ed elegante sia per la sceneggiatura splendida sia per la scenografia e i costumi del raffinatissimo Piero Gherardi. Per rimanere nel nostro grande cinema, una delle punte di diamante di questa edizione è stata Anna Magnani, l’attrice italiana più ammirata nel mondo che il festival ha celebrato con una ricca retrospettiva, “Anna Magnani, l’Irripetibile”, a cura di Emiliano Morreale. Proiezioni sempre sold out ed emozioni profonde con la diva unica, forte e affascinante proprio per le sue particolari cifre stilistiche. La Pina di “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini, la Maddalena Cecconi dell’indimenticabile “Bellissima” (1951) di Visconti, sceneggiato ancora dal regista con Suso Cecchi d’Amico e Francesco Rosi. E a questo proposito un fil rouge ci porta da Anna Magnani a Nan Goldin, artista e attivista applaudita alla Fondazione MAST, protagonista di “All the Beauty and the Blooddshed” (2022) di Laura Poitras, storia personale e artistica, che tocca momenti molto drammatici, illustrando l’impegno politico della Goldin con il suo gruppo P.A.I.N.

Nan Goldin , “All the Beauty and the Bloodshed”, di Laura Poitras, courtesy Cinema Ritrovato

Arrivata a Bologna per la prima volta grazie al Cinema Ritrovato, dopo una speciale conversazione di cinema con Gian Luca Farinelli, Nan Goldin, ha presentato in piazza proprio il film “Bellissima” raccontando quanto il volto e la voce della Magnani con il suo ruolo di madre italiana vera, autentica e drammatica l’abbia colpita e affascinata: “She’s wilde and she’s tough but she’s also very tender… Anna Magnani is a national treasure”.

“La boulangère de Monceau” di Eric Rohmer, courtesy Cinema Ritrovato

Altro highlight indimenticabile la serata epica con il film b/n restaurato da M.O.M.A. e The Film Foundation “Stella Dallas” (1925) di Henry King.  Una storia sofisticata e struggente ricca di colpi di scena che racconta in particolare due figure femminili straordinarie negli ambienti eleganti di una New York molto esclusiva, con costumi sontuosi e gioielli preziosissimi. Proiettato in una Piazza Maggiore gremita con il commento della partitura originale eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale diretta da Timothy Brock, “Stella Dallas” ha sedotto anche il pubblico più giovane. E ancora per ultimi, perché certo non sono stati trai titoli principali del festival ma erano davvero deliziosi e intriganti, vorrei citare i due mediometraggi di Eric Rohmer: “La Boulangère de Monceau” (1963), ritratto sottile di un timido studente tra le strade di Parigi alle prese con il corteggiamento di una ragazza elegante e altezzosa, e “Nadja à Paris”(1964), una studentessa straniera a Parigi che racconta la sua scoperta dei quartieri, della gente, dei caffè e delle gallerie d’arte negli anni Sessanta. In definitiva, Eric Rohmer e la nouvelle vague non deludono mai.

Info:

www.festival.ilcinemaritrovato.it


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  1. Angelo Bozzano

    23 Luglio

    Complimenti a Manuela per la sintesi articolata ma sopratutto emozionale.Apprezzo inoltre la sua capacità distintiva di profonda conoscenza del cinema e delle sue derivazioni orizzontali e verticali,che riesce a trasmettere in modo semplice e al contempo avvolgente.

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