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La collettiva Remember Tomorrow in mostra da Hub/A...

La collettiva Remember Tomorrow in mostra da Hub/Art

Remember Tomorrow è una mostra sul «domani» inteso come risultato delle azioni compiute ieri, che guarda al futuro e al suo pensiero «postumano», frutto di una preoccupazione che scaturisce dalla relazione con il prossimo, introiettata nel corso degli ultimi anni dagli artisti e tradotta in modalità ed espressioni differenti.

Facendo un passo indietro, Remember Tomorrow, in corso presso la galleria Hub/Art di Milano fino al prossimo 15 maggio, trova la sua origine nel 2020. Essa, infatti, apre in occasione del prestigioso premio Art Rights Prize, concorso d’arte internazionale virtuale organizzato dall’Associazione Culturale AB Factory che aveva il fine di sostenere artisti emergenti e affermati durante il periodo del lockdown. Gli artisti selezionati durante la manifestazione hanno avuto la possibilità di esporre alcuni dei loro lavori in una mostra virtuale in 3D sulla piattaforma LIEU.CITY.

Successivamente Hub/Art, in qualità di partner dell’evento, ha selezionato sei artisti per realizzare una mostra fisica presso il proprio spazio espositivo di Milano. Nella categoria «pittura» i nomi indicati sono stati: Giotto Riva, Federica Poletti, Agata Treccani e Paolo Treni; nella categoria «video arte» invece gli artisti Alex Frost e Fabrizio Narcisi.

La fisicità, con le sue luci e le sue ombre, fa da perno su cui si innesta Remember Tomorrow, esposizione che inizia il suo percorso di elaborazione e studio nel silenzio dell’ambiente virtuale, in un processo lento e solitario scandito da conversazioni digitali con gli artisti e caratterizzato dalla parola chiave «introspezione».

Le opere selezionate per essere esposte dal vivo suggeriscono una riflessione sul disagio della civiltà contemporanea, eco delle tesi di Sigmund Freud, e offrono una lettura di concetti quali l’imprigionamento, la solitudine, la sospensione, divenuti i mali della nostra società.

Proprio dall’idea di isolamento trova ispirazione il lavoro di Agata Treccani che, con Podseries, ci proietta in un mondo che ha assimilato la funzione di questo concetto attraverso l’immagine delle cuffie per ascoltare musica. In questa serie, l’artista ci pone di fronte ad alcuni individui che osserviamo ma che non ci osservano, essendo sensorialmente e mentalmente in un «altrove».

L’inizio di una nuova condizione esistenziale è invece al centro della riflessione di Alex Frost che con il suo video Wet Unboxing sospende, togliendone la gravità, il consumo compulsivo di cibi e oggetti. L’uomo, o quel che resta dell’uomo, mantiene le distanze, non si fa coinvolgere nemmeno dai suoi stessi mezzi di sostentamento. Forse cibandosi di immagini, è possibile che queste gli bastino per la sua sopravvivenza?

Una seduzione ipnotica si rivela dagli schermi di Fabrizio Narcisi: figure spaventate, cieche e furiose ci scatenano sensazioni di paura, di emarginazione e di angoscia. Esse ci ricordano gli studi di Francis Bacon, a lungo criticati come «irrimediabilmente orribili», per la loro anatomia metà animale e metà umana difficilmente catalogabile.

Si china alla malinconia il lavoro della pittrice Federica Poletti. Disegni e acrilici, di piccolo e grande formato, in cui troviamo soggetti immersi nel mistero che si cela nelle sue tinte cupe, così come nei dettagli vegetali che avvolgono e proteggono i corpi, in contrasto con il colore livido delle figure e con quello scuro dello sfondo. Ostaggi di sé stessi e forse incapaci di ascoltare il richiamo della natura.

L’indizio di una condizione in cui l’individuo è lacerato tra due opposti, tra il Bene e il Male, è al centro dell’obiettivo di Giotto Riva. L’artista riproduce in chiave classica la società contemporanea, estrae la bellezza dal male, appropriandosi di quei Paradisi artificiali di Baudelaire dove vino e fumo moltiplicano l’individuo e lo accompagnano nel gusto di scendere in un paradiso di occasioni, surrogato e rarefatto in atmosfere cupe ed eleganti.

Gioca invece con la luce e con l’ambiguità percettiva l’artista Paolo Treni che nel suo processo creativo combina tecnologia e artigianalità. In fasi ben distinte alterna la libertà del disegno a mano libera con la precisione richiesta dall’impiego di macchinari computerizzati come i laser.

Da un punto di vista concettuale Treni ci offre, con i suoi Simulacri, la sua personale idea di modernità liquida che appare e scompare in un’alternanza perpetua di luce e ombra.

Il percorso espositivo prova a creare delle opportunità di discussione e argomentazione, che vadano al di là della censura e del boicottaggio e che siano in grado di dare spazio all’esercizio del dubbio.

Greta Zuccali

Info:
Remember Tomorrow / Mostra collettiva
9/03/2022 – 15/05/2022
Hub/Art Gallery
Via Privata Passo Pordoi 7/3 – Milano

Agata Treccani, photo McVector ltd, courtesy Hub/Art

Fabrizio Narcisi, photo McVector ltd, courtesy Hub/Art

Federica Poletti, photo McVector ltd, courtesy Hub/Art

Giotto Riva, courtesy Hub/Art Photo McVector

Paolo Treni, Overview, photo McVector ltd, courtesy Hub/Art


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