READING

Paesaggio urbano, comunità e architettura ancestra...

Paesaggio urbano, comunità e architettura ancestrale: riflessioni nella collettiva “Time Space Existence” a Venezia

European Cultural Centre (ECC) di Venezia, organizzazione culturale non-profit con sede principale nei Paesi Bassi, ha come obiettivo la promozione della cultura attraverso scambi internazionali, ospitando annualmente mostre di arte contemporanea, design e architettura in tutto il mondo, oltre a conferenze, workshop e altri eventi. Quest’anno, nell’ambito della VI edizione della Biennale di Architettura, intitolata “Time Space Existence”, le sedi veneziane di Palazzo Bembo, Palazzo Mora e Giardini della Marinaressa hanno aperto al pubblico con progetti mirati a riflettere sulla sostenibilità nelle sue numerose forme, focalizzandosi su ambiente e paesaggio urbano, senza distogliere lo sguardo da altre tematiche significative quali l’innovazione, il riuso e la comunità.

Pedro Friedeberg, Hipnerotópolis, The city of love dreams at Time Space Existence 2023, Palazzo Bembo. Photo credits Federico Vespignani, courtesy European Cultural Centre (ECC) Venice

A due passi da Rialto, con uno sguardo sul Canal Grande dalle antiche finestre di Palazzo Bembo, incontriamo il progetto dell’artista messicano Pedro Friedeberg (1936), italiano di nascita, che cattura i visitatori con opere scultoree e dipinti sorprendenti: composizioni visive bizzarre, realizzate con richiami multipli, che spaziano dall’archeologia ai rimandi latinoamericani, da parti del corpo “sfrontate” a oggetti di uso quotidiano, animali, colori e forme di ogni tipo. Non c’è nulla che sfugga all’infinita fantasia dell’artista, che sa partire da spunti visivi significativi per creare un risultato sorprendentemente surreale. Friedeberg è noto al pubblico per la sedia scultorea degli anni ’60 Hand, realizzata a forma di mano e della quale una versione è attualmente esposta presso la sala del piano nobile del palazzo veneziano. Al pari di Friedeberg, l’artista statunitense Curtis Patterson, che vive e lavora ad Atlanta, in Georgia, è fautore di un design modulare inedito che ha origine dall’accostamento di elementi simili e dissimili e da cui traspare un messaggio visivo ancestrale: le opere di Patterson sono portatrici di un simbolismo primordiale, i cui elementi rimandano alla storia africana. Hymn to Freedom, ad esempio, scultura esposta a Palazzo Mora, è un omaggio al genio musicale del virtuoso pianista jazz Oscar Peterson e al suo omonimo pezzo musicale del 1962. La scultura evoca anche l’atto coraggioso di due olimpionici, Tommie Smith e John Carlos, che vinsero rispettivamente la medaglia d’oro e di bronzo ai Giochi Olimpici di Città del Messico del 1968 e che durante la cerimonia di premiazione tennero i pugni alzati e la testa chinata, come segno di opposizione e di necessità di combattere le ingiustizie civili nel mondo.

Deng Xiao, Mobile Bamboo Pavilion Series N01 + 02 at Time Space Existence 2023, Palazzo Mora. Photo credits Federico Vespignani, courtesy European Cultural Centre (ECC) Venice

Catalizzare energie spirituali attraverso la forma è un concetto esplorato anche dall’artista cinese Deng Xiao. La sua serie Mobile Bamboo Pavilion, esposta a Palazzo Mora, è un’installazione immersiva in acciaio inossidabile, dove lo spettatore è circondato da forme, luci, ombre e riflessi: entrando nel grande spazio concavo, infatti, il bambù viene tagliato da una forma sferica formando una superficie naturale intarsiata con specchi in acciaio inossidabile. Gli occhi di Deng guardano all’essenza dell’ignoto, evocando un senso di meraviglia e fascino con la loro capacità di manifestare l’enigmatico e l’intangibile. Se nell’indagine dello straordinario Friedeberg, Patterson e Xiao sono dei veri e propri maghi della forma, un’altra artista esposta nella sede di Palazzo Bembo si dedica invece a una minuziosa ricerca dell’ordinario, di cui sottolinea l’importanza non inferiore a quella della dimensione eroica o monumentale. Patricia MacKinnon-Day ha trascorso gli ultimi venticinque anni osservando luoghi come cantieri navali, complessi residenziali, velieri storici e fattorie, con l’obiettivo di indagare momenti trascurati dell’esperienza vissuta e renderne visibili alcuni particolari. The Start of All Imaginings (2023) è il progetto presentato per questa edizione di “Time Space Existence”: due televisori mostrano rispettivamente il viaggio personale di nove commercianti da un vecchio mercato tradizionale a un nuovo spazio, e un filmato dove gli stessi commercianti vengono ripresi nella visione del documentario da casa e nell’atto di commentare l’esperienza. Nel primo video, Market Trader Stories, una serie di cortometraggi esprimono l’eccitazione e l’attesa da parte di nove commercianti nel momento di trasferirsi in un nuovo spazio di mercato, dopo averne aspettato per decenni lo sviluppo. L’arrivo nel nuovo spazio è rappresentato da un filmato al rallentatore di Panis Angelicas cantato da Grace Crook, una corista della Cattedrale di Chester, che evoca la sensazione che i commercianti abbiano completato un percorso impegnativo e siano ora euforici per l’arrivo del grande giorno. Il secondo filmato, At Home with the Market Traders, è un commento alle narrazioni da parte degli utenti del mercato, ripresi mentre guardano da casa. Gli scambi avviano conversazioni sull’importanza dei mercati, sul modo in cui contribuiscono al senso del luogo e sul significato di questo nel contesto della rigenerazione.

Patricia MacKinnon-Day, The Start of All Imaginings at Time Space Existence 2023, Palazzo Bembo. Photo credits Matteo Losurdo, courtesy European Cultural Centre (ECC) Venice

Anche la giovane artista Elyssa Sykes-Smith (1991) volge lo sguardo verso le comunità, nella creazione di arte per lo spazio pubblico e nell’ideazione di progetti partecipativi. Australiana di origine, Elyssa Sykes-Smith guarda alla crisi climatica e alle sue conseguenze spiacevoli che portano a vivere la tematica con angoscia e apprensione. Nel caso di Sykes-Smith, la creazione di Canopy of Thoughts – installazione che si dirama negli spazi di Palazzo Mora, emulando le fiamme che si propagano in altezza – è legata alla figura materna: nel 2019/2020 a causa degli incendi selvaggi connessi ai cambiamenti climatici in Australia, la madre dell’artista dovette evacuare mentre la figlia si trovava in Germania, a centinaia di chilometri di distanza. Elyssa Sykes-Smith non dimentica questa esperienza e sottolinea l’importanza di incorporare la pratica artistica nelle scienze per sostenere i diritti umani e la sostenibilità ambientale.

Elyssa Sykes-Smith, Canopy of Thoughts at Time Space Existence 2023, Palazzo Mora. Photo credits Federico Vespignani, courtesy European Cultural Centre (ECC) Venice

Accomunato dalla preoccupazione per i rapidi cambiamenti che stanno avvenendo nel tessuto urbano e dall’esperienza umana legata a essi, è l’artista-architetto israeliano Ami Shinar, che presenta a Palazzo Mora Trans+Formation, sala a cura di Ermanno Tedeschi e Vera Pilpou, dedicata alla trasformazione urbana e sociale, in relazione alla sua città natale Tel Aviv.  Noto come architetto per il duo “Mann-Shimar Architects”, società fondata nel 1991, vincitrice di numerosi premi e progetti di design urbano – tra cui il nuovo “Ramon Airport” e di recente la nuova Biblioteca Nazionale di Israele in collaborazione con Herzog & de Meuron a Gerusalemme – Ami Shinar è anche un artista che osserva intensamente ogni dettaglio della propria città e del suo spirito. Acquerelli e dipinti inscenano momenti veri, contrasti e divari, trasformazioni, luoghi significativi e soprattutto persone, il tutto padroneggia su tonalità di bianco, blu e verde, colori tramite cui Shinar traduce ogni situazione che lo circonda. “Le mie opere ritraggono l’immensa trasformazione urbana (e sociale) in atto nella mia città. Lo stesso fenomeno si verifica in quasi tutto il mondo, con l’aumento della popolazione urbana. Tel Aviv ne è un esempio, dove numerosi nuovi grattacieli mettono in ombra il vecchio tessuto edilizio a misura d’uomo. Si tratta di una questione controversa, di cui sono consapevole anche come architetto. Ma non possiamo dimenticare che l’essenza di una città è la sua gente. Camminare nei quartieri marginali e disegnare vecchie case che portano con sé ricordi e volti di persone, alcune delle quali sono immigrati “trasparenti”, è arte con una sottile dichiarazione sociale”. Tra le opere esposte troviamo anche una serie “politica” dedicata alle manifestazioni iconiche di protesta di massa dei cortei di “Handmaid Tale”, le donne in rosso, che seguono il libro e la fiction televisiva della scrittrice canadese Margaret Atwood, e che lottano per la difesa della democrazia in Israele.

Ami Shinar, Trans + Formation at Time Space Existence 2023, Palazzo Mora. Photo credits Federico Vespignani, courtesy European Cultural Centre (ECC) Venice

Nel connubio significativo di opere e progetti da tutto il mondo, la collettiva “Time Space Existence”, organizzata e promossa da European Cultural Centre a Venezia, appare non solo come mostra, ma anche come laboratorio attivo, dove professionisti affermati e architetti emergenti possono lavorare insieme per un futuro migliore, presentando le proprie visioni sullo stato dell’architettura e dell’ambiente che la circonda.

Info:

VV. Time Space Existence
Venezia: Palazzo Bembo, Palazzo Mora, Giardini della Marinaressa
Promotore: European Cultural Centre
Organizzatori: Benedetta Bianchi, Elisa Dallanoce, Sara Danieli, Rachele De Stefano, Hadi El Hage, Bérénice Freytag, Ilaria Marcatelli, Vittoria Mastrolilli, Lucia Pedrana, Martina Rodella, Lucia Trevisan, Suzanne van der Borg, Elena Volpato
20/05 – 26/11/2023
https://timespaceexistence.com/https://ecc-italy.eu/


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.