Una Boccata d’Arte

A partire da fine Ottocento, quando gli impressionisti cominciarono a praticare la pittura all’aria aperta in modo da poter percepire un verace effetto retinico delle luci e delle ombre, fino ad arrivare alle installazioni realizzate in situ (a partire dalle esperienze più radicali delle avanguardie storiche), abbiamo poi assistito, nel corso del Novecento, a tutta una serie di fughe dallo spazio chiuso dell’atelier o della galleria, per approdare a tracce disseminative segnate anche da segmenti performativi o da opere sovradimensionate chiamate a confrontarsi con l’ambiente circostante. Di tutta questa vitalità, a causa dello scarso spazio disponibile, possiamo appena dare un minimo cenno: dagli ambienti Futuristi alle Merzbau di Schwitters, dagli happening teatrali di strada alle azioni dell’Arte Povera, fino ad arrivare all’arte sociale e partecipativa. Da queste premesse sono sgorgate, in anni più recenti, diverse manifestazioni ambientate in luoghi ameni o paesaggisticamente rilevanti, fughe più o meno azzardate, estroflessioni linguistiche, energie in espansione: dal mitico atto performativo prolungato “L’Attico è in viaggio” (progetto di Fabio Sargentini e realizzato con la partecipazione degli artisti Francesco Clemente, Luigi Ontani, Giordano Falzoni e dei critici Cesare Brandi e Vittorio Rubiu, Roma/Madras, 1977) fino alla pregevole Biennale Gherdëina (che giunge quest’anno alla sua ottava manifestazione), ma anche Selvatica – Arte e Natura in Festival che in questi giorni sta concludendo il suo ciclo a Biella.

Ora è il momento di Una Boccata dArte, che tocca il traguardo della terza edizione: venti borghi tra i più belli ed evocativi d’Italia, uno per ogni regione, saranno teatro di venti interventi d’arte realizzati da venti artisti, diversi per età, cultura, provenienza geografica e linguaggio artistico. Progetto corale e originale, nato nel 2020 in piena pandemia, Una Boccata d’Arte si configura come un itinerario culturale che invita il pubblico a scoprire ogni anno venti borghi italiani, ricchi di tradizioni secolari e bellezze paesaggistiche, lontani dai principali flussi turistici e dai circuiti dell’arte. Grazie alla loro dimensione raccolta, i borghi diventano il luogo privilegiato per dar vita a un incontro autentico e ravvicinato con l’arte contemporanea, reso unico dal sorprendente dialogo che si genera fra territorio, opera d’arte, abitanti e visitatori.

Selezionati dai promotori dell’iniziativa per il loro talento e la loro ricerca, venti autori, tra emergenti e nomi più affermati, sono stati invitati a trascorrere un breve periodo di residenza all’interno di un borgo, entrando in relazione con la sua storia e la sua identità. Dopo una fase di ascolto, esplorazione e progettazione, ogni artista restituisce alla comunità un’installazione site-specific, prodotta appositamente in relazione al territorio e all’esperienza vissuta. In questo modo si è voluto dare vita a un insieme di interventi che abbracciano le diverse forme d’arte, dalla pittura alla scultura fino alla fotografia, al video, al suono e alla performance, frutto della comprensione del luogo e del prezioso dialogo intessuto con i suoi abitanti. Visibili per tutta l’estate, le installazioni realizzate contribuiscono alla crescita di un turismo di prossimità rivolto a un pubblico ampio e trasversale e invitano a riscoprire, con uno sguardo nuovo, storie e angoli di bellezza diffusi in tutta Italia.

Da nord a sud, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, Una Boccata d’Arte vedrà nascere in situ le installazioni inedite di: Antonio Della Guardia (1990, Salerno, Italia) nel borgo di Morgex (AO) in Valle d’Aosta; Natàlia Trejbalovà (1989, Košice, Slovakia) a Neive (CN) in Piemonte; Alice Ronchi (1989, Ponte dell’Olio, Piacenza, Italia) a Montemarcello, frazione di Ameglia (SP) in Liguria; Alina Kleytman (1991, Kharkiv, Ucraina) a Cigognola (PV) in Lombardia; Giulia Mangoni (1991, Isola del Liri, Frosinone, Italia) a San Lorenzo Dorsino (TN) in Trentino-Alto Adige; Lucia Cantò (1995, Pescara, Italia) a Malamocco, frazione di Venezia (VE) in Veneto; Riccardo Benassi (1982, Cremona, Italia) a Pesariis, frazione di Prato Carnico (UD) in Friuli Venezia Giulia; Diana Policarpo (1986, Lisbona, Portogallo) a Montegridolfo (RN) in Emilia-Romagna; Serhiy Horobets (1985, Lviv, Ucraina) a Sorano (GR) in Toscana; Luis López-Chávez (1988, Manzanillo, Cuba) a Panicale (PG) in Umbria; Eva Marisaldi (1966, Bologna, Italia) a San Costanzo (PU) nelle Marche; Dessislava Madanska (1991, Smolyan, Bulgaria) nel borgo di Fumone (FR) nel Lazio; Victor Fotso Nyie (1990, Douala, Camerun) a Rocca San Giovanni (CH) in Abruzzo; Tommaso Spazzini Villa (1986, Milano, Italia) a Castropignano (CB) in Molise; Fabrizio Bellomo (1982, Bari, Italia) ad Albori, frazione di Vietri sul Mare (SA) in Campania; Simone Bacco (1995, Roma, Italia) a Spinazzola (BT) in Puglia; Hanne Lippard (1984, Milton Keynes, Gran Bretagna) a Grottole (MT) in Basilicata; Anna Zvyagintseva (1986, Dnipropetrovsk, Ucraina) a San Donato di Ninea (CS) in Calabria; Isaac Chong Wai (1990, Guangdong, Cina) nel borgo di Castiglione di Sicilia (CT) in Sicilia; Ludovica Carbotta (1982, Torino, Italia) ad Aggius (SS) in Sardegna.

Questo progetto, molto curioso e articolato, è promosso da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua, con la partecipazione di Threes Productions.

Fabio Fabris

Info:

AA.VV., Una Boccata d’Arte
20 artisti, 20 borghi, 20 regioni
III edizione
25/06 – 18/09/2022
www.unaboccatadarte.it
info@unaboccatadarte.it

Fabrizio Bellomo, Il Ponte, 2020, installazione dimensioni ambientali, Manduria, Ph. Ch. Mantuano, courtesy l’artista e ICCD RomaFabrizio Bellomo, Il Ponte, 2020, installazione dimensioni ambientali, Manduria, Ph. Ch. Mantuano, courtesy l’artista e ICCD Roma

Riccardo Benassi, Daily Dense Dance Desiderio (DDDD), Video, color, sound, daily loop of 365 different versions, 3’16’’, 2021, a coproduction of Fonds cantonal d’art contemporain, Genève and Centre d’Art Contemporain Genève for the Mire program and the Biennale de l’Image en Mouvement 2021 with the support of the Fonds d’art contemporain de la Ville et du Canton de Genève. Photo © Serge Fruehauf

Lucia Cantò, Shifters, 2021, stampa digitale su carta blue back, tabellone pubblicitario, 600 x 300 cm, installation view, Pescara. Photo by Lucia Cantò, courtesy the artist

Isaac Chong Wai, Rehearsal of the Futures: Leaderless, 2020, Performance. Commissioned by Kulturakademie Tarabya and Zilberman. Courtesy of Tarabya Cultural Academy, Zilberman, Bilsart and the artist. Camera Operator: Kayhan Kaygusuz. Production Coordinator: Gizem Demircelik. Performers: Meltem Gürlevik, Su Güzey, İsmet Köroğlu, Can Özmen and Verda Zincirkıra


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.