Alessia Camoirano Bruges: Fluid Art

Alessia Camoirano Bruges nasce a Genova nel 1994. Mamma colombiana e papà italiano, impara sin dalla tenera età l’ebrezza del nomadismo lavorativo, vivendo in moltissimi e differenti stati del mondo: Equador, Colmbia, Dubai, Egitto, Tunisia e molto altro, ma “la sua base”, come racconta, è sempre stata Genova.

Alessia Camoirano Bruges, autoritratto, 2021, courtesy dell’artista

La scelta di trasferirsi a Londra a diciotto anni arriva per necessità: “mi sentivo soffocare”. Così, dopo un intenso anno di studi sul giornalismo, il cambio di rotta verso il visuale e il documentario. “I primi anni non sono stati facili, ho aspettato a lungo prima di poter lavorare con testate come Vice o canali come Sky, BBC e Chanel 4. Ho intrapreso moltissimi stage sottopagati”. Un passato lontano ma ancora vivido, che l’ha portata però, ad oggi, a essere candidata agli Emmy Awards. Mentre Alessia portava avanti il suo lavoro da produttrice e autrice, parallelamente l’amore per la pittura cresceva e diventava sempre più importante, diventando un lavoro vero e proprio, portandola a esporre in moltissime gallerie di Londra e in Europa.

Alessia Camoirano Bruges, Mayfield Falls, 2021, courtesy dell’artista

Il suo stile, inizialmente focalizzato sulla fludità e sui colori, si concentra ora sull’utilizzo della foglia d’oro, diventando sempre di più, negli anni, uno spazio sicuro per l’artista dove rifugiarsi. I temi affrontati negli anni si potenziano, passando dalla malinconia, all’angoscia, per approdare poi al legame con l’ambiente e la natura. Ad oggi, Alessia, sta tentando di produrre il giusto, senza strafare rispetto al passato “altrimenti non sarebbe arte per me, ma solo arte per gli altri”. Sono tanti i temi e i racconti emersi con Alessia durante il nostro incontro di cui vi riportiamo i dettagli:

Alessia Camoirano Bruges, If I can’t have love I want power, exhibition view, 2023, Holy gallery, London, courtesy Holy Gallery

Sara Papini: Come nasce la tua ricerca artistica? Quali tematiche hai esplorato nel tuo percorso?
Alessia Camoirano Bruges: La mia ricerca artistica nasce da vari bisogni, in particolare quello di liberare le emozioni, esplorare la mente, connettermi con altre persone, studiare quello che mi circonda. Il bisogno di restare ancorata al presente, esplorare i momenti più difficili e cercare di dare un posto a malinconia e angoscia, uno studio costante dell’interiorità umana, la ricerca di sé stessi e la riflessione sull’altro da sé, parlare apertamente di salute mentale. Ho esplorato tematiche legate all’ansia, a emozioni contrastanti e altalenanti. In uno dei miei progetti, nominato Belonging, ho voluto esplorare le mie origini. Questo perchè essendo metà italiana e metà colombiana ho sempre faticato a capire da dove venissi o dove fosse casa mia. In Italia non conoscevo nessuno a cui parlare di queste incertezze e spesso la mia parte colombiana veniva ridicolizzata, mentre in Colombia ero la bambina italiana. Grazie all’arte ho esplorato questa sensazione e ho scoperto che tante altre persone avevano provato sentimenti di smarrimento analoghi. Alcuni lavori, invece, sono molto più legati alla natura, a quello che ci circonda, all’esigenza di trovare un momento di bellezza e renderlo fluido: la fluidità è la principale caratteristica della mia arte.

Painting in studio, Alessia Camoirano Bruges, London, ph: Marina Montalban, courtesy Marina Montalban

Autrice e produttrice, ma anche pittrice: come riesci a coniugare due identità così complesse?
Ho sempre sentito che entrambi questi due mondi, quello della pittura e quello del cinema, mi appartenevano nel profondo. Uno non esisterebbe senza l’altro. E non posso rinunciare e nessuno dei due. L’arte pittorica è un mio momento di libertà e di rilascio di tutte le tensioni che solitamente accumolo durante le giornate e, inoltre, è anche e soprattutto uno studio sulla salute mentale. Mentre l’ambito dei documentarte e del giornalismo corrisponde alla parte di me che cerca risposte, che vuole dare voce agli altri, che vuole raccontare storie. Certamente, non è stato facile far sì che queste due realtà potessero diventare per me un lavoro e che potessero essere abbastanza remunerative da potermi manentere, soprattutto in una città come Londra. Spesso l’arte in questa società capitalistica non è considerata come un lavoro. A ogni modo non mi sono mai arresa, nè spaventata, continuerò sempre a portare avanti il mondo artistico che mi definisce.

Info:

www.alessiacamoiranoart.com
www.theperspectiveproject.co.uk/our-artists


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