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Art Encounters Foundation a Timișoara

Art Encounters Foundation a Timișoara

Fondata nel 2015 da Ovidiu Șandor, collezionista d’arte e imprenditore di Timișoara, la Fondazione Art Encounters è un’iniziativa che mira a far crescere e sostenere lo sviluppo dell’arte contemporanea in Romania, coltivando il dialogo, la conoscenza, la ricerca e la sperimentazione. L’attività della Fondazione si articola in più direzioni: l’organizzazione della Contemporary Art Biennial, le mostre allestite presso la sede permanente della Fondazione o in altri luoghi, il programma di residenze per artisti e curatori.

A partire da gennaio 2018, la Fondazione Art Encounters svolge la sua attività organizzativa e il programma espositivo presso la sede situata nella ISHO House, in Take Ionescu Blvd. n. 46C, Timișoara. Lo spazio espositivo si trova al 1° piano dell’edificio e ha una superficie di 264 mq. L’incarico di direttore artistico è ricoperto da Diana Marincu.

Dall’1/10  al 7/11/2021 si terrà la quarta edizione di Contemporary Art Biennial; intitolata Our Other Us, la Biennale 2021 presterà particolare attenzione alle forme di convivenza che oggi possiamo progettare, intuire e istituire, soffermandoci anche sulle trasformazioni e le derive che segnano l’autopercezione, individuale o collettiva. Al centro di questa Biennale ci sono i due progetti proposti da Mihnea Mircan e Kasia Redzisz. La sezione curata da Mircan s’intitola Landscape in a Convex Mirror, una specie di anamorfosi della contemporaneità. “La mostra riunisce forme e figure – allungate, compresse o distorte, sfocate o vertiginose – di distanza, assi prospettici ridisegnati per tenere conto di oggetti in movimento e zoomate su panorami insoliti, articolando relazioni telescopiche tra loro, in una sintassi di punti ciechi e dettagli ingranditi. Indirettamente, e forse allegoricamente, questi nodi di linee evanescenti e assi ottici, tracciando la traiettoria di una figura che cade o scivola in un rapporto sempre precario con il suo sfondo, corrispondono a una rete di varchi e crepe nello spazio sociale, di barriere immunitarie e quartieri tossici”.

In questa sezione troviamo le opere di artisti come Benjamin Bannan, Traian Cherecheș, Sara Culmann, Alice Gancevici & Remus Pușcariu, Adela Giurgiu, Femke Herregraven, Zsófia Keresztes, Szabolcs KissPál, Magdalena Łazczyk, Jean-Luc Moul Narkus, Miklós Onucsán, Manuel Pelmuș, Laure Prouvost, Ana Prvački, Saul Steinberg, Hito Steyerl, Remco Torenbosch, Achraf Touloub, Bernard Voita.

La sezione curata da Redzisz s’intitola How to Be Together (e alla lontana può richiamare alla mente il titolo guida dell’ultima Biennale di Venezia, settore  Architettura). “Il concetto della mostra ha le sue origini nell’identità della città di Timișoara, un centro industriale, accademico e culturale, che ospita diverse comunità. La mostra è suddivisa in due parti ben distinte: una ricerca storica che indaga il rapporto tra artisti e natura, mentre l’altra cerca una corrispondenza nella contemporaneità. L’insieme delle opere sono più di una semplice analisi del momento presente, diventando una riflessione sullo sviluppo di possibili futuri”.

Questa sezione include, tra gli altri, i seguenti artisti: Flaviu Cacoveanu, Ndidi Emefiele, Irena Haiduk, Mihaela Hudrea, Suzanne Husky, Nona Inescu, Agata Ingarden, Gizela Mickiewicz, Małgorzata Mirga-Tas, Davinma-Ann Robinson Jura Shust, Dardan Zhegrova.

Inoltre, l’intento di Kasia Redzisz è quello di esplorare la storia del legame tra artisti e natura nell’Europa orientale e centrale, evidenziando il contributo (sfumato ma radicale) ai canoni dell’arte occidentale degli anni ‘60 e ‘70 da parte di artisti residenti al di là dell’ex cortina di ferro. La mostra porta alla ribalta artisti come: Stefan Bertalan, Eva Kmentová, Frans Krajcberg, Katalin Ladik, Wanda Mihuleac, OHO Group, Maria Pinińska-Bereś, Eugenia Pop, Zorka Ságlová, Sigma Group, Rudolf Sikora, Kazimiera Zimblytė.

Queste tre mostre si completano con Aripa Secretă (“Ala segreta”), una sezione interamente organizzata dalla Fondazione Interart TRIADE e dal Museo Nazionale d’Arte di Timișoara. Il progetto rappresenta una collaborazione tra la curatrice internazionale Maria Rus Bojan e il poeta e filosofo Bogdan Ghiu, ed esamina i discorsi artistici degli anni ‘80 e successivi, dal punto di vista della poesia. Il titolo prende lo spunto da un noto volume della poetessa Mariana Marin (1956-2003), una delle autrici emblematiche della generazione degli anni Ottanta, che aveva ancora vissuto la comprensione e la resistenza morale al totalitarismo. Riunendo opere provenienti da importanti collezioni private, questa sezione include i seguenti artisti: Lucas Arruda, Marcel Broodthaers, James Lee Byars, Ion Bitzan, Kasper Bosmans, Sophie Calle, Traian Cherecheș, René Daniëls , Marlene Dumas, Octav Grigorescu, Sigalit Landau, Gherasim Luca, Reinier Lucassen, Ioan Aurel Mureșan, Ioana Nemeș, Iulia Nistor, David Robilliard, Nora Turato, Ulay.

Queste le sedi della Biennale: Museo dei Trasporti Pubblici Corneliu Mikloși, Ufficio ISHO e Padiglione ISHO, ISHO House, Museo Nazionale d’Arte di Timișoara, Helios Art Gallery, Centro Culturale FABER, Istituto francese Timișoara.

Sonia Bartolomeo

Info

Biennale di arte contemporanea. Our Other Us
1/10 – 7/11/2021
ISHO House (e altre sedi)
Art Encounters Foundation
46C Take Ionescu
300124 Timișoara, Romania
contact@artencounters.ro

5. Nona Inescu, Sphagnum, (This compost), 2021, video still 2 (exhibition: How to Be Together, curated by Kasia Redzisz). Ph courtesy of the artistNona Inescu, Sphagnum, (This compost), 2021, video still 2 (exhibition: How to Be Together, curated by Kasia Redzisz). Ph courtesy of the artist

Flaviu Cacoveanu, Untitled (Snowball), 2021 (exhibition: How to Be Together, curated by Kasia Redzisz). Ph courtesy of the artist

Agata Ingarden, Like mushrooms after rain, 2019, coated metal, acoustic foam, crystalized in salt, carbonized sugar, oyster shells, double sided mirror, ca. 1000 x 400 x 260 cm (exhibition: How to Be Together, curated by Kasia Redzisz). Photographer: Alexander Boehle, courtesy Agata Ingarden and Berthold Pott Gallery, Cologne


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