ArteFiera 2023. Verso una nuova sfida

Si è ormai coscienti che un evento fieristico di arte contemporanea e di grande valenza internazionale arrivato a un certo livello, facendo un bilancio sull’operato svolto fino ad oggi, oscilla tra il desiderio di rimanere coerente a sé stesso e quello di seguire lo spirito di innovazione che normalmente echeggia fra i corridoi degli stand. Ciò non toglie che la smania non premia, ma una buona cura sì, specialmente se con risolutezza prende posizione sulla propria condizione. Arte Fiera 2023 supera e saluta lo scorso anno, considerato ormai un caso di emergenza, e con sollievo e orgoglio, visti i tempi di organizzazione complessivi molto ristretti, ha aperto le porte al pubblico con una volontà di mantenere, se non anche superare, il suo posto fra le fiere più importanti a livello nazionale.

Arte Fiera 2023, overview, courtesy Arte Fiera

Ritornare in stagione invernale per l’evento fieristico bolognese ha rassicurato non solo la Direzione ma anche i galleristi, i quali hanno garantito un’atmosfera positiva e ottimista, comprovata anche numerose vendite già dalla preview. Anche per questa 46esima edizione, Simone Menegoi (ormai al quarto anno di direzione) in sinergia con BolognaFiere, propone un fitto programma di eventi collaterali all’interno della fiera, riportando in auge e consolidando l’identificazione di Bologna come patria della performance, con un evidente richiamo alla storica settimana internazionale della performance del ’77 curata da Renato Barilli. La performance Rescue, promossa da Fondazione Furla con la curatela di Bruna Roccasalva, è messa in scena dal collettivo israeliano Public Movement. Gli artisti, coinvolti per la prima volta in fiera, camminando in formazione lungo i padiglioni, intonano un canto, quasi una preghiera di contrappunto, concludendo il loro percorso in un cumulo di macerie dove la drammaticità del salvataggio viene elusa dal movimento delle danze corali.

Public Movement, Temporary Orders, 2018, photo by Armellin Filippo, courtesy of Public Movement and Vistamare, Milano – Pescara

Fondamentale è stata la direzione manageriale di Enea Righi, il quale da collezionista riporta l’attenzione sugli aspetti essenziali della compravendita: la relazione e l’accoglienza, elementi cari e di casa per la stessa città bolognese. Ed è da queste parole, tratte da un’intervista rilasciata ad Artribune lo scorso agosto, che Righi propone al pubblico della fiera, un’attenta riflessione: «Perché un collezionista partecipa a una fiera? Per relazioni, per la verifica del mercato, per capire come esso si muove, quali sono le tendenze e le eventuali innovazioni, per scovare il pezzo che ti intriga, che ti manca, che ti colpisce e di cui non puoi fare a meno»[1].

Alberto Garutti, Che cosa succede nelle stanze quando le persone se ne vanno, Ph. Emanuele Anselmi @Team99Agency, courtesy Arte Fiera

Partendo proprio da questa affermazione, è ormai chiaro che un evento fieristico per essere competitivo sul mercato non deve trascurare dettagli che necessitano proprio di una cura meticolosa e attenta. Se si trova qualche finanziamento in più e lo si investe con una precisa e puntuale strategia, si noterà subito la differenza. In primis: ogni espositore ha avuto la possibilità di scegliere se dedicare più o meno attenzione a singoli artisti o a delle collettive, avendo a disposizione, chi lo richiedeva, due stand invece che uno unico.

MCA – Mario Cucinella Architects, Green connecting hub per Arte Fiera, courtesy MCA e Arte Fiera

Si segnala, infatti, la galleria P420 che, dislocata in due stand, propone per la MAIN SECTION un dialogo fra artisti internazionali di alto profilo (Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Irma Blank, Adelaide Cioni, Filippo de Pisis, Rodrigo Hernández, Paolo Icaro, Merlin James, Marie Cool Fabio Balducci, Francis Offman, Stephen Rosenthal, Alessandra Spranzi, Shafei Xia). Una parte significativa dello stand è stata poi dedicata a un corpo di opere tarde di Filippo de Pisis, dove nature morte dipinte con cromie tenui pastello appaiono come tracce oniriche che  suggeriscono un rapporto di complementarietà con le opere di Stephen Rosenthal, dove la traccia pittorica quasi si dissolve sulla tela, riportando all’occhio il senso purezza e l’essenzialità profonda data dal colore bianco, simbolo di vacuità.

P420, installation view at Arte Fiera 2023, ph. Carlo Favero, courtesy galleria P420

La Galleria Studio G7, invece, per la MAIN SECTION propone la collettiva Latitudine 0° (Jacopo Mazzonelli, Caterina Morigi, Anne e Patrick Poirier) in contrapposizione con la bi-personale 2 of 2 (Marilisa Cosello e Davide Tranchina) per la sezione FOTOGRAFIA IN MOVIMENTO. Particolare attenzione va a quest’ultimo: lo stand crea una dimensione altra fatta di cieli urbani che con moto ascendente e perpetuo oltrepassano Strade Stellari (Tranchina). In questa scenografia cosmica le opere istantanee di Cosello raccontano una lotta mitologica fra due donne che combattono tra forze attrattive e repulsive. Il corpo delle perfomer, nell’opera filmica, sembra comporsi in un’unica identità per poi smembrarsi e quasi smaterializzarsi lasciando come ricordo i loro indumenti.

Galleria Studio G7, installation view at Arte Fiera 2023, courtesy Galleria Studio G7

Scelta differente è stata fatta da Traffic Gallery: per la MAIN SECTION punta esclusivamente su Daniele Girolamo, portando il progetto Correct ways to misunderstand curato da Leonardo Regano. L’artista, dopo un lungo periodo di ricerca svolta sul campo sulle proteste a Hong Kong, riflette sul disallineamento linguistico e culturale. Cockroaches Breathe Loss and Care, è un gioco semantico tra significante e significato, dove esoscheletri di metallo con un’anima di plastica al suo interno richiamano la leggerezza dell’elemento naturale acqueo, che nelle fotografie di How to be the Weather esplode e si diffonde come vapore, richiamando alla brutalità delle proteste.

Daniele Di Girolamo, Correct Ways to Misunderstand, Arte Fiera 2023, courtesy Traffic Gallery (BG)

Da tenere d’occhio, è la personale e il debutto di Andrea Respino, che la galleria MONITOR di Roma propone per la sezione PITTURA XXI curata da Davide Ferri. Nei suoi lavori, l’artista immagina luoghi inquieti, disegna scenografie quasi allucinate, dove il corpo umano abita spazi mentali che, assemblati da notazioni realistiche, stemperano l’eccessiva dirompenza nella delicatezza dei toni pastello.

MONITOR, installation view at Arte Fiera 2023, courtesy Galleria MONITOR e Bolognafiere

In secondo luogo, concludendo, dare più respiro e coerenza, non solo grazie alla spazialità data dalla architettura dei padiglioni, ma anche nei contenuti dei singoli stand, suscita maggiore attenzione da parte di un collezionista, dal più giovane al più affermato. Garantire anche occasioni di scambio e relazioni conviviali e ripensare lo spazio progettando un percorso tematico e visivo pausato da fulcri aggregativi di ristoro, permette al visitatore di poter interagire al meglio e con maggiore coinvolgimento con le singole opere, trasformandolo in un potenziale collezionista.

[1] Santa Nastro, Il collezionista Enea Righi nella direzione dell’Arte Fiera di Bologna. L’intervista, 19 agosto 2022, Artribune  (https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2022/08/arte-fiera-bologna-intervista-enea-righi/)

Info:

www.artefiera.it


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