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“Artista + Artista” alla Galleria Spazzapan

“Artista + Artista” alla Galleria Spazzapan

Dopo aver dedicato i suoi spazi alla storia della Galleria Plurima, alle foto e ai video di Vera Lehndorff & Holger Trülzsch, al Premio Mattador, alla donazione Milva Biolcati / Maurizio Corgnati, dal 14 maggio al 18 settembre, Palazzo Torriani (sede della Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo) ospita “ARTISTA + ARTISTA”, un progetto espositivo firmato da Lorenzo Michelli. Si tratta di una mostra legata all’autoritratto, un tema declinato con reportage storici dalla Biennale di Venezia (scatti degli anni 1968-1978 eseguiti da Mario Sillani Djerrahian e che vede fissati su pellicola i grandi protagonisti di allora, da Joseph Beuys a Eliseo Mattiacci a Mario Merz), fotografie d’annata di Maurizio Frullani (che nel corso della sua vita ha realizzato un imponente lavoro di catalogazione su mondo artistico e culturale del Friuli Venezia Giulia) e ritratti fotografici di Branko Lenart (collegati al celebre festival di Arles, Rencontres internationales de la photographie).

Alle sale che espongono questi preziosi e interessanti documenti storici si aggiunge una sezione contemporanea con opere di Matteo Attruia, Michele Bazzana, Thomas Braida, Annibel Cunoldi Attems, Luciano De Gironcoli, Franco Dugo, Roberto Kusterle, Alessandra Lazzaris, Maria Elisabetta Novello, Anna Pontel, Giorgio Valvassori, Aleksander Veliscek, Michele Tajariol. La mostra fa parte di un progetto più ampio, legato al tema dell’autoritratto, e che vede riuniti Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia con la mostra “Riflessi” e il Magazzino delle Idee di Trieste con “Io, lei, l’altra”. Il ragionamento che sottostà al progetto di questa iniziativa è il coinvolgimento degli artisti per pensare all’identità, anche come risposta alle circostanze gravi e straordinarie che stiamo vivendo in questo difficile momento storico: dall’emergenza sanitaria ai fuochi di guerra, dalla crisi economica alle ondate di profughi che stanno sommergendo il nostro sistema sociale.

Da questi scossoni, da queste incertezze, nasce la chiamata degli artisti, nel tentativo di una possibile risposta e nella speranza che la ricerca artistica abbia la forza per reagire. Visto che il compito delle istituzioni deputate non è solo quello di custodire un patrimonio storico, ma di valorizzare anche la produzione artistica contemporanea, ecco che l’ERPAC ha promosso questa iniziativa costruita su un possibile confronto tra tracce del passato con testimonianze del presente. Il tema è quello del ritratto e dell’autoritratto. Nelle parole del curatore, Lorenzo Michelli: “Usata per fermare il tempo, per eternizzare, per definire l’identità, il carattere, oppure per sondare l’animo umano piuttosto che avvicinare i misteri della psiche, la figura umana e i ritratti sono stati i soggetti principali dell’artista nel corso dei secoli”.

Pensiamo alla storia dell’arte: dai grandi e celebrati ritratti celebrativi di Piero della Francesca si è passati ai volti introspettivi del manierismo, fino alle foto di posa di Nadar e agli scatti di catalogazione dei criminali o dei ricercati. Ritratti d’arte e ritratti di servizio, se così si vuol dire, senza nulla togliere alla grande indagine e raccolta di dati già realizzata da Ando Gilardi, a partire dagli anni Settanta e che ha poi visto la luce con la prima pubblicazione nel 1976 de “La storia sociale della fotografia”. Per esempio, negli autoritratti giovanili e poco noti del Bernini, possiamo notare un’approfondita introspezione psicologica, dettata dallo sguardo penetrante che ci fa pensare a un uomo brillante, acuto, capace di osservare e analizzare il dettaglio di ciò che lo circonda. Uno sguardo voglioso di vita e che promette la conquista del futuro, mentre uno scatto di Avedon spesso ci fa vedere e comprendere la durezza del vivere quotidiano.

A che cosa pensano invece gli autori di oggi quando si immortalano in immagini di posa o nelle immagini ufficiali che vengono divulgate a mezzo stampa? A distanza di anni, dai primi passi della fotografia, dobbiamo però aggiungere: quello che una volta era qualcosa di difficile (solo per i problemi del flash da usare in pieno giorno, per i lunghi tempi di posa, per l’ingombro dei macchinari), oggi, con le modalità dei telefonini, dei social e del digitale, è diventato oggi un brodino quotidiano, visto che tra le immagini più postate figurano, accanto ai piatti di cibo, le foto ricordo individuali o collettive, spesso concepite come selfie, cioè come prodotto di consumo immediato e privo di qualsiasi filtro.

La mostra alla Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca è promossa da ERPAC FVG (Ente Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia) con il sostegno del Comune di Gradisca d’Isonzo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

Bruno Sain

Info
AA.VV., Artista + Artista
Galleria Spazzapan
Gradisca d’Isonzo
https://musei.regione.fvg.it/

Allestimento del Fondo Biolcati-Corgnati. Foto Elia Falaschi, courtesy Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan

Mario Sillani Djerrahian, Foto 68.30, Ugo Mulas fotografa lo scultore inglese Philip King, Biennale 1968, stampa fotografica b/n, courtesy l’Artista e Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan

Roberto Kusterle, Difesa della luce, 2002, stampa fotografica b/n, ph courtesy l’Artista e Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan


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