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Confidare nell’incerto: Samantha Passaniti da Curva Pura

“Io fiorisco per me e non per gli altri, fiorisco perché questo mi appaga: nel mio fiorire e nel mio essere vi è tutta la mia gioia e la mia voluttà”.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851.

L’incertezza pare essersi ormai precisata come la costante che sovrintende la progressione dell’attualità. Gli ultimi esiti della ricerca di Samanatha Passaniti, presentati in occasione della personale Confidence in the uncertain, a cura di Giorgia Basili presso lo spazio romano di Curva Pura, sembrano farsi carico del senso di indeterminazione derivante da un presente storico segnato da sistemi al collasso e da apparati sociali allo stato terminale. La mostra, aperta al pubblico lo scorso sei aprile, coincide con un momento utile per fare il punto sullo status corrente del lavoro dell’artista, in cui, registrando la mutazione di alcuni caratteri estetici, è possibile prefigurare orizzonti plausibili. Complessivamente, l’attenzione dell’autrice ha sempre perseguito la supposizione di punti di compatibilità fra la qualità dei materiali impiegati, le loro fisionomie, le relative proprietà organiche e i rispettivi risvolti metaforici. Così, nella genealogia dell’opera, le componenti usate si delineano al pari di un correlativo oggettivo, quasi fino a sovrapporre totalmente l’esercizio creativo con la categoria dell’esistenza da esso affrontata. Le materie utilizzate, difatti, essendo di origine naturale, dunque suscettibili a cambiamenti endogeni e a influenze esterne, non arrivano a costringere i conseguimenti, quindi, nell’inalterabilità di una forma definitiva. Essi, pertanto, come coniugati al gerundio, si aprono agli effetti di un silenzioso, minimale e incessante rincorrersi fra l’azione del circostante e la reazione dell’opera; aspetto fondamentale per la lettura dell’intero corpus esposto.

Come la sperimentazione di Samanatha Passaniti ha sempre dimostrato, istanze articolate, attraverso la speculazione, possono essere sublimate secondo modalità espressive essenziali ma, non per questo, meno idonee ad attraversare problematiche complesse. Nell’esposizione, tale caratteristica affiora con nitidezza e riconoscibilità, grazie al modo di narrarsi implicito, indiretto, collaterale, carsico e subliminale, distintivo del suo linguaggio. Uno spettro cromatico tanto tenue da rendere l’inganno del monocromo qualifica le apparenze dei materiali – in alcuni casi effimeri – ritma gli umori delle superfici, avvolge l’ambiente, suggerisce simmetrie fra una posizione artistica e l’altra, nel mezzo di un allestimento che, spontaneamente, detta le tempistiche di fruizione. Nell’insieme, la proposta stilistica è foriera di un percepibile indice di differenziazione, sia nei confronti dei risultati qui visibili e sia per quanto concerne il retroterra operativo dell’artista. Questo variare è denotabile in particolari come la sagomatura dei supporti, l’uso di pigmenti al puro stato pulviscolare, la relazione significativa con lo spazio e, innanzitutto, nella maturità di non risentire di quei crinali, sempre più velleitari, ancora tesi a segmentare – indebitamente – i domini della pittura, della scultura e dell’installazione.

Secondo tali accenti, l’interprete, nella fattispecie, tratteggia un’estetica nomade nell’ubicazione tecnica ma coerente nella restituzione visiva, da cui, pur nell’evidente coralità, nell’economia della mostra, emergono i due interventi site-specific. Ideati per raccordarsi con l’architettura di Curva Pura, si tratta di Unstable ladder, che dissimula le fattezze caduche di una scala logorata dal tempo e indirizzata verso l’indefinito, e Uncertain floor, che riproduce le rovine di una pavimentazione dissestata dove, ciò nonostante, in questo lento franare, la vita trova le condizioni per fiorire.  Confidence in the uncertain è aperta fino al due maggio; buona visita.

Info:

Samantha Passaniti. Confidence in the uncertain
6/04/2021 – 2/05/2021
Spazio Curva Pura
Via Giuseppe Acerbi, 1 Roma

For all the images: Samantha Passaniti. Confidence in the uncertain, installation view at Spazio Curva Pura, Roma. Photo: Marco Passaniti


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