Corpi (reali) sul palco (virtuale)

Dal 2008 l’Associazione Culturale Teatro Linguaggicreativi, fondata a Milano da Simona Migliori e Paolo Trotti, si impegna a lavorare sulla zona e sui margini, affinché il teatro non sia solo un luogo di passaggio, ma di incontro. In tempo di Covid-19, il Teatro affronta la sfida dell’isolamento (e dalla generalizzata marginalizzazione che ne deriva) con la rassegna online CORPI SUL PALCO | PERFORMANCE DA CASA IN TEMPO DI QUARANTENA. Il progetto, curato da Andrea Contin, prevede che gli artisti invitati raccontino l’esperienza di chiusura forzata adattando le loro pratiche performative alla scarsità dei mezzi a disposizione nel loro ambiente domestico e alla modalità di fruizione a distanza da parte del pubblico. Lo spettacolo, che ha debuttato in rete l’1 e il 2 maggio (un venerdì e un sabato, come da consuetudine teatrale), prevede un palinsesto suddiviso idealmente in due giornate, che rimarranno visibili on demand nel web come un happening perpetuo, a disposizione di chi vorrà rivederlo e rivedervisi anche a distanza di tempo.

Le azioni sceniche, brevi e incisive come aforismi, compongono uno sfaccettato mosaico di soluzioni, che mostrano come le sensazioni degli artisti (e anche le loro case, i loro garage e i loro studi) siano esattamente identiche alle nostre e come il disagio e la riduzione di ogni possibilità ai minimi termini diventi nelle loro mani un limite da superare creativamente, come monito di positivo adattamento da indirizzare a tutti noi. Ancora non sappiamo se andrà tutto bene – e appare troppo semplicistico il solo pensarlo – ma essere giustamente critici nei confronti di un ottuso pensiero positivo non significa non fare tesoro di ciò che ogni situazione ci offre, in termini di possibilità di crescita e di miglioramento, con un po’ di liberatoria ironia. Nella presentazione della prima serata Andrea Contin precisa che il progetto non vuole essere un surrogato di una rassegna dal vivo, ma un tentativo di oltrepassare la semplice riproduzione digitale della realtà attraverso una comunicazione empatica tra l’artista che si esibisce negli spazi della sua casa e l’intimità dello spettatore. Ogni artista si cimenta con un esercizio di creatività pura che, svincolato da intenti espositivi e preoccupazioni politiche e formali, sembra riscoprire il dono della “schiettezza” (valore non molto in auge nell’arte contemporanea sempre preoccupata di distinguersi dalla creatività amatoriale) senza per questo perdere complessità intellettuale e sfumature emotive.

Estremamente varie sono le reazioni degli artisti alla proposta e, più in generale, alle sollecitazioni della quarantena: si va dall’esplosione floreale trionfale e lisergica di Chiara Gambirasio, ai timidi turbamenti primaverili di Flavio Favelli, alla liberatoria inseminazione del tarassaco di Ilaria Piccardi, che sostituisce la propria fisicità con un corpo metaforico diffuso. C’è chi esorcizza il nervosismo immaginando mostri d’appartamento, come Sergio Breviario e David De Carolis, che costruiscono elementari nemici con cui si finisce per familiarizzare o come Marcella Vanzo, che trasforma il proprio corpo in un’inquietante scultura aliena. C’è chi immagina di volare (e ci riesce) come Andrea Nacciarriti e chi scopre i propri poteri paranormali, come Giancarlo Norese. In alcune performance prevale una poesia intimista e crepuscolare, come nella propriocezione del tempo praticata da Anna Ulivi o nelle parole alate di Pawel und Pavel. Eléna Nemkova e Giusy Pirrotta immaginano mondi inesplorati che fanno evadere la mente dall’abituale panorama domestico, mentre HH Lim e Ruben Montini enfatizzano il fastidio della condizione claustrofobica con pratiche scherzose di “mortificazione della carne”.

Non sveliamo di più, per non togliere il piacere della sorpresa, e vi invitiamo a guardare online questa successione di “messaggi in bottiglia” in cui gli artisti scelgono di mettere in pratica al posto di mettere in scena regalandoci la sensazione di un dialogo privato al quale siamo invitati a partecipare. Chiude opportunamente la rassegna il video tutorial The School of Narrative Dance di Marinella Senatore, l’unico realizzato precedentemente, che ci mostra come da sempre l’arte ha la capacità di mimetizzarsi nella vita quotidiana.

Info:

https://www.corpisulpalco.com/

David De Carolis, Granchio in scatola, per Corpi sul palco 2020

Andrea Di Cesare, Corpo a corpo, per Corpi sul palco 2020

Andrea Nacciarriti, Tentativo di volo in garage, per Corpi sul palco 2020

Giancarlo Norese, Alcolico Azzurro, per Corpi sul palco 2020

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