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I Am The Bush Doctor. One Halo di Arthur Simms, un...

I Am The Bush Doctor. One Halo di Arthur Simms, un esempio di coesistenza multiculturale

A vent’anni dal conferimento del Rome Prize, l’artista giamaicano Arthur Simms (Saint Andrews, Giamaica, 1961) ritorna in Italia con una mostra personale nella chiesa sconsacrata di San Carlo, nel cuore di Cremona. Convertito in spazio artistico nel 2021, dopo un significativo intervento di restauro dovuto a un lungo periodo di incuria e abbandono, San Carlo propone un programma espositivo rivolto a costruire un dialogo dinamico tra l’arte contemporanea e la memoria storica della città. Finora, il progetto curatoriale ha ospitato un ciclo di artisti internazionali di spicco quali Mark Handforth, Dara Friedman e Robert Janitz scelti da Servane Mary con cui San Carlo ha inaugurato lo spazio seicentesco e instaurato una collaborazione che perdura tutt’ora.

Arthur Simms, I Am The Bush Doctor, One Halo, 2023, installation view at San Carlo Cremona. Courtesy the artist, Martos Gallery and Apalazzogallery. Photo credit: Form Group

L’esposizione di Simms, intitolata I Am the Bush Doctor. One Halo, consiste in un ampio corpus di opere ispirate alla chiesa, che abbraccia una moltitudine di materiali e linguaggi come il disegno, la scultura e la fotografia. Nel suo insieme l’esposizione propone un’esaustiva panoramica della poetica e della ricerca dell’artista, la cui pratica può essere definita come un abile esercizio di assemblaggio e collage. Simms ha cominciato a cimentarsi in tale pratica fin da bambino a Kingston, in Giamaica, osservando gli artigiani locali che, non potendo permettersi dei carretti nuovi per il mercato, erano costretti a creare delle imitazioni approssimative adoperando vecchie ruote e scatole usate. Allo stesso modo, Simms ha iniziato a inventare ogni sorta di giocattolo combinando oggetti di uso quotidiano come legno, plastica, pezzi di corda, tappi di sughero, piume e gomme. Nel corso degli anni ha collezionato gli oggetti più disparati sviluppando un processo di assemblaggio intuitivo, influenzato dalle lezioni duchampiane del ready-made e dal Surrealismo. Dagli anni Novanta l’artista ha introdotto il filo di ferro e la fibra di canapa che avvolge intorno alle installazioni, ispirandosi all’opera di Jackie Winsor Bound Square (1972). Per Simms si tratta di “dare alla scultura una pelle trasparente”. Tessendo quella che sembra una ragnatela aggrovigliata in continua espansione, l’artista oltrepassa i confini di genere imposti usando una tecnica analoga al ricamo e al cucito solitamente attribuite alla sfera domestica femminile.

Arthur Simms, Il Santo Del Mare, 2023, wire, bamboo, wheel, metal, stones, 205 x 191 x 92 cm. Courtesy the artist, Martos Gallery and Apalazzogallery. Photo credit: Form Group

Il carattere ludico delle installazioni è controbilanciato da una componente storico culturale. Grazie a questa combinazione Simms esplora attraverso un filtro umoristico le interconnessioni che producono le identità multiculturali innescate dal fenomeno della globalizzazione e della diaspora africana. Gli oggetti degli assemblage sono ricchi di riferimenti simbolici e iconografici appartenenti sia alla cultura popolare americana e sia giamaicana, oltre alla musica e alla storia dell’arte europea e aborigena. A questi si mescolano citazioni autobiografiche della vita prima in Giamaica e poi a New York, negli Stati Uniti. Il lavoro di assemblaggio di Simms può essere affiancato a quello di altri colleghi afrodiscendenti come l’artista multidisciplinare Lonnie Holley, che adopera oggetti abbandonati per narrare eventi personali e collettivi.

Arthur Simms, La Luce, 2023, wood, rope, wire, glue, aluminum foil, screws, wheels, 508 x 208 x 105 cm. Courtesy the artist, Martos Gallery and Apalazzogallery. Photo credit: Form Group

La contaminazione culturale è ben visibile nei lavori esposti a San Carlo per esempio, il termine Bush Doctor, presente nel titolo della mostra preso in prestito dal disegno appeso sopra l’altare, si riferisce alla canzone del cantante giamaicano Peter Tosh del 1978 dedicato ad alcuni dottori in Giamaica che curano i disturbi fisici ricorrendo a intrugli casalinghi. Si tratta di una pratica svolta anche dallo stesso padre dell’artista, che forniva ad amici e familiari rimedi contro i malesseri. Ancora il sostantivo Halo, si riferisce all’interesse di Simms per la forma geometrica del cerchio, piuttosto che al valore spirituale dell’aureola. Per La Luce (2023), l’artista ha scelto di usare una vecchia macchina agricola cremonese verniciata di turchese, in quanto quest’ultimo era il colore preferito del padre. L’opera, composta da un’asta di legno a punta ricoperta da fogli di alluminio e da una piattaforma di assi con rotelle, è l’installazione da interno più alta mai realizzata dall’artista finora.

Arthur Simms, Shark, 2023, helmet, guitar, bamboo, stones, wire, 104 x 161 x 77 cm. Courtesy the artist, Martos Gallery and Apalazzogallery. Photo credit: Form Group

Un terzo elemento ricorrente, oltre alla corda di canapa e il ferro, è la ruota presente in Neptune (2023), in Santo del Mare (2023) e in Francesca’s Horse (2023). Attraverso l’immagine statica della ruota racconta metaforicamente il movimento dell’esodo degli afrodiscendenti nel corso della storia. Tuttavia è possibile notare che le ruote non sono mai in movimento, al contrario sono bloccate dalle corde di canapa, incapaci dunque di compiere la loro originale funzione.

Arthur Simms, I Am The Bush Doctor, One Halo, 2023, installation view at San Carlo Cremona. Courtesy the artist, Martos Gallery and Apalazzogallery. Photo credit: Form Group

Diversamente dalle mostre precedenti, I Am The Bush Doctor. One Halo, si dirama per tutta la chiesa occupando oltre alla navata centrale anche il transetto, l’altare e le cappelle laterali, creando un percorso dinamico che porta lo spettatore a muoversi liberamente per la chiesa. Questo non solo consente di guardare le opere da molteplici punti di vista, ma anche di ammirare gli affreschi fatiscenti con cui i lavori si sposano armoniosamente. Rappresenta un significativo esempio di coesistenza multiculturale e di inclusività etnica.

Info:

Arthur Simms. I Am The Bush Doctor One Halo
18/02/2023 – 09/05/2023
San Carlo Cremona
Via Bissolati 33 – Cremona
www.sancarlocremona.com


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  1. Rossella Bo

    7 Maggio

    Molto interessante, grazie!

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