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Il sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessuto a Como

La mostra Il sogno di Antonio propone un bellissimo dialogo tra opere d’arte contemporanea e tessuti di ogni epoca collezionati da Antonio Ratti, imprenditore geniale e creativo che all’inizio della sua carriera li ha disegnati, e poi promossi e collezionati.

Nelle sale neoclassiche di Villa Olmo di Como comincia il percorso della mostra, a cura di Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni, con l’allestimento firmato dall’architetto Philippe Rahm e la veste grafica di Wolfe Hall. La mostra si snoda proponendo le opere degli artisti che negli anni hanno collaborato con la Fondazione, come John Armleder, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Walid Raad, Yvonne Rainer, Julia Brown, Vincent Ceraudo, Zishi Han e Moira Ricci. Un documentario realizzato da Domenico Palma presenta la figura di Antonio Ratti con interviste di tanti personaggi che hanno lavorato con lui. Si passa poi nei giardini della Villa e nel Chilometro della Conoscenza, il percorso pubblico che unisce i parchi di tre ville comasche, con le opere di Ilya e Emilia Kabakov, Liliana Moro, Giulio PaoliniRä di Martino per arrivare a Villa Sucota, tappa finale della mostra e sede della Fondazione Antonio Ratti. È la terza mostra dedicata ad Antonio Ratti – dopo quella a Palazzo Te a Mantova nel 2017 e alle Terme di Diocleziano a Roma nel 2018. Il parco della Villa, che già ospita opere permanenti di Gerry Bibby, Jimmie Durham, Liliana Moro, Matt Mullican e Richard Nonas, viene continuamente arricchito da installazioni di artisti che negli anni hanno partecipato e partecipano al CSAV – Artists’ Research Laboratory, tra i quali Invernomuto, Daniel Jablonski e Oscar Santillana.

La collezione di tessuti di diversi continenti ed epoche, dal terzo al ventesimo secolo conta più di 3300 frammenti: tessuti copti e indigeno-americani, velluti italiani, scialli cachemire indiani ed europei, sete francesi, tessuti Kuba congolesi, vesti ikat centroasiatiche, cotoni stampati alsaziani e kimono giapponesi. Ma la visione del mondo di Antonio Ratti non si ferma qui. Molti i suoi progetti a volte realizzati, a volte rimasti solo sogni. Nel 1973 si realizza un progetto umanitario in India. Il gruppo Ratti si rivolge al P.I.M.E. (Pontificio Istituto Missioni Estere) con la volontà di sostenere insieme un progetto umanitario. “Casette a Ghanapur” con la presenza di Padre Augusto Colombo, ideatore del progetto, originario della provincia di Como, missionario conosciuto per le sue numerose attività in India. Non così fortunato il Progetto aziendale economico in Cina 1979/1997. Parte poi il Progetto culturale a Como 1988: Corso di disegno divenuto in seguito “Corso Superiore di Disegno” che ha avuto luogo dal 1988 al 1994 sotto la direzione di due artisti comaschi Francesco Somaini e Giuliano Collina.

Ma venendo alle opere ecco subito ci accoglie Giulio Paolini con un allestimento del 2002. Quattro tele sono posate su altrettanti cavalletti, collocati ai quattro lati di una pedana e orientati verso una lastra di plexiglas, sospesa al centro, all’altezza delle tele. Ciascuna tela reca un disegno a matita, che fissa una o più posizioni della lastra in lieve oscillazione. “Copie dal vero” di un “modello” costantemente mutevole. E ancora un’altra di Giulio Paolini Doppia verità (copia e riflessi), 2020. Quattro Piedistalli di gesso sostengono corpi scultorei: un solido geometrico, una sfera, un minerale e frammenti in gesso. E ancora le cartoline di Oriol Vilanova (Faraway, 2021) che ingrandite assumono un significato diverso, il video di Yvonne Rainer, figura chiave della danza contemporanea, con una composizione ideata dall’artista nel 1965, Luigi Ontani che, con Mostri comaschi su astri, 1989–2021 gioca tra originale e copia stampata su stoffa, Walid Raad che attraverso le ombre di tessuti ci dice del dialogo tra realtà e fantasia, tra arte contemporanea e tessuti extraeuropei. Zishi Han con Exuviae, 2021, installazione composta da catene di metallo, ceramica e suono, Vincent Ceraudo con From There We Came Outside and Saw the Stars, 2019/2021, un video girato ad altezza bambino in cui analizza le forme architettoniche razionaliste dell’Asilo Sant’Elia, Julia Brown che inquadra un’operaia della Ratti S.p.A. in uniforme di spalle mentre controlla un tessuto alla ricerca degli errori di stampa con effetto ansiogeno. Uno dei lavori che rappresenta meglio la personalità multiforme di Antonio Ratti è l’opera di Moira Ricci dal titolo MONDA FLAGO, 2021 che in esperanto significa bandiere del mondo. Con gli elementi e i colori di tutte le bandiere del mondo, Moira Ricci compone un unico paesaggio coloratissimo e fantastico. E ancora John Armleder che nella Sala della musica presenta un grande tavolo dorato su cui poggiano otto lastre cromate ricoperte di mosaici o lavorate a specchio.

Nel Chilometro della conoscenza Hans Haacke con We (all) are the people, 2017–2021, 12 traduzioni della frase “Noi (tutti) siamo il popolo”. Ancora una bandiera di Giulio Paolini Parole al vento, 2021, la fontana di Ilya e Emilia Kabakov Madre e figlio, 2000/2021, la grotta in cui Liliana Moro ha pensato a una installazione sonora, In onda, 2021, Rä di Martino Antennae Rock, 2021 (su una famiglia di pietre vulcaniche provenienti dalla cava sarda di Ittireddu spuntano delle antenne radio). Jimmie Durham con la sua Apecar e blocco di cemento, Invernomuto propone una installazione ambientale sonora, con stampa su tessuto e 4 pannelli fonoassorbenti, e luce colorata, Oscar Santillán con Forecast, 2021, una struttura ispirata alla scatola di Ward, il primo esempio di serra portatile che permise l’esportazione delle piante dalle colonie. In questo caso le piante contenute nella struttura sono illuminate dalla luce emessa dagli schermi che trasmettono film apocalittici. Daniel Jablonski nella limonaia del parco Villa Sucota crea un filtro invisibile tra lo spettatore e il paesaggio mettendo in discussione un caposaldo del rapporto delle ville sul lago con il lago stesso. Nella Villa Sucota ancora una quantità di opere da Alfredo Jaar a Walid Raad, Christina Mackie, Mario Garcia Torres, Joan Jonas, Jimmie Durham, Gaia Franchetti, Oriol Vilanova, Karl Holmqvist, Melanie Gilligan, Diego Perrone, Giuseppe Gabellone.

Insomma, una grande mostra che ci permette di godere di un paesaggio stupendo arricchito da opere importanti, le stupende ville ricche di storia e le ricerche presenti, e in tutto ciò la presenza di questo straordinario personaggio, Antonio Ratti che ha dato vita a questa realtà complessa fatta di imprenditoria, creatività, ricerca perenne.

Info:

Il sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessuto
10/10/2021 – 31/01/2022
Villa Olmo, Villa Sucota, Chilometro della Conoscenza
www.fondazioneratti.org/it

Luigi Ontani, Mostri comaschi su astri, 1989. Installation view, Terme di Diocleziano, Roma, 2018 ph. Agostino Osio, courtesy Fondazione Ratti

Jimmie Durham, Untitled (apecar), 2004 ph. Luca Bianco, courtesy Fondazione Ratti

Daniel Jablonsky, Inùtil paisagem, 2019 ph. Luca Bianco, courtesy Fondazione Ratti

Moira Ricci, MONDA FLAGO, 2021 Installation view Il sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessuto Photo credits: Agostino OsioMoira Ricci, Monda Flago, 2021, installation view Il sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessuto. Photo credits: Agostino Osio, courtesy Fondazione Ratti


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