READING

Intervento di arte pubblica di Gülsün Karamustafa ...

Intervento di arte pubblica di Gülsün Karamustafa a Berlino

Gülsün Karamustafa è una artista visiva e regista che esplora questioni socio-politiche e affronta temi scomodi e talvolta invisi al potere costituito in senso gerarchico e maschilista, come sessualità-genere, esilio-etnia e spostamento-migrazione. Il suo lavoro si sviluppa su una varietà di media diversi, utilizzando varie tecniche e metodi, tra cui installazione, ready-made, fotografie e video. “Acclamata come una delle artiste contemporanee più influenti della Turchia”, il suo lavoro riflette anche sugli effetti traumatici della costruzione della nazione turca, in quanto risponde ai processi di modernizzazione, turbolenza politica e diritti civili in un periodo che include i colpi di stato militari del 1960, 1971 e 1980.

Gülsün Karamustafa

Gülsün Karamustafa, Irreversible Remnants, 2022, installation view intersection of Friedrichstraße / Torstraße, in walking distance from Neuer Berliner Kunstverein (n.b.k.) © Photo: n.b.k. / Jens Ziehe

Karamustafa è nata ad Ankara, in Turchia, nel 1946, vive a Istanbul. Tra il 1958 e il 1963 ha frequentato il liceo all’Ankara College, per poi laurearsi all’Accademia di Belle Arti, Istanbul, Dipartimento di Pittura nel 1969, nella scuola di Bedri Rahmi Eyüboğlu. In quegli anni ha vissuto le rivolte studentesche, prendendo familiarità con la pratica politica e soprattutto una consapevolezza civica. Dopo la laurea ha trascorso un anno a Londra, ma al suo ritorno a Istanbul, nel 1971, è stata condannata per favoreggiamento di un latitante politico e le fu revocato il passaporto per ben sedici anni.

Screening in the framework of the n.b.k. Billboard project Gülsün Karamustafa. Irreversible Remnants: Die Suffragette, 1913, silent film with Asta Nielsen, 1h, loop (directed by Urban Gad, reconstructed version from 2009, courtesy: Deutsche Kinemathek – Museum für Film und Fernsehen) © Photo: n.b.k. / Jens Ziehe

Dichiara l’autrice: “Il mio rapporto con l’arte non si è sviluppato per una soddisfazione personale o per la necessità di glorificare ciò che faccio. Io porto il fardello artistico come una missione pesante fin dall’inizio, pensando di dover produrre qualcosa di significativo”. Questo aspetto significativo parte dalla sua vita, per poi allargarsi a tutto il suo paese, ai problemi del suo paese, nel senso che le sue esperienze e le sue vicissitudini divengono esempio o modello di una analisi non solo estetica ma anche di denuncia. Per esempio, a posteriori, come aprendo un album di memorie, l’autrice esplora l’anno del suo arresto in un’opera intitolata The Stage (1998) in cui ci presenta una foto scattata in aula, mentre il tempo passato in prigione viene documentato nella serie Prison Paintings del 1972, esposta per la prima volta nella sua personale del 2013 (A Promised Exhibition) al SALT di Istanbul.

Gülsün Karamustafa, The Monument and the Child, 2011, courtesy of the Artist

Ora, un suo progetto di arte pubblico è visibile a Berlino, fino al 26 febbraio. Questo intervento, curato da Lidiya Anastasova, fa parte del progetto Billboard, sostenuto da n.b.k., e si trova all’incrocio tra Friedrichstrasse e Torstrasse, a due minuti a piedi dal Neuer Berliner Kunstverein, inserito in un ambiente urbano centrale e molto frequentato. Qui ogni sei mesi sono state presentate opere di artisti contemporanei internazionali, appositamente concepite per la superficie di grande formato, che invitano visitatori e passanti a confrontarsi con le implicazioni estetiche e sociali dell’arte contemporanea e con l’ambiente urbano. Un modo per coinvolgere chi non varca la porta di un museo o che magari non ha notizia di quello che si espone dietro le mura di un museo. In questo lavoro, in particolare, l’autrice propone l’interno di un cinema (quando i cinema erano ancora affollati e i posti a sedere erano suddivisi tra balconata e platea): l’immagine (che rinvia storicamente alle prime sale di inizio Novecento) è tagliata in senso trasversale da una banda rossa, quasi a voler indicare la negazione del diritto alla parola e all’ascolto, evocando così i problemi sostanziali del rapporto tra libertà di espressione e potere costituito in senso padronale.

Gülsün Karamustafa. Irreversible Remnants, 2022, installation view intersection of Friedrichstraße / Torstraße, as seen from Neuer Berliner Kunstverein (n.b.k.) © Photo: n.b.k. / Christian Vagt

Ma il lavoro non si conclude con il cartellone: nella sede di n.b.k. si può assistere alla proiezione di un film emblematico “Die Suffragette” (1913, diretto da Urban Gad), con protagonista la celebre attrice Asta Nielsen. Detto a completamento è bene aggiungere che nel 2015 è stato fatto un film che rievoca quegli anni burrascosi di lotta (anche violenta) per il diritto di voto delle donne (ma dietro c’erano i diritti di istruzione, proprietà, eredità…), con la regia di Sarah Gavron, produzione Regno Unito, titolo “Suffragette”. Ma pensiamo allo scandalo di un tema di questo tipo in una pellicola del 1913! Il controverso film fu proiettato per intero nelle sale cinematografiche di Berlino, ma nella cattolica Baviera fu pesantemente censurato, tanto che il regista non ne permise la proiezione. Questa installazione, in qualche modo, oltre a concentrarsi su un tema che agli occidentali può sembrare superato (la libertà di pensiero e azione e i diritti civili delle donne), in realtà in trasparenza ci fa capire che c’è un altro mondo (basti pensare all’Afghanistan, all’Iran e via dicendo) dove questa ferita è ancora aperta e sanguinante.

Screening in the framework of the n.b.k. Billboard project Gülsün Karamustafa. Irreversible Remnants: Die Suffragette, 1913, silent film with Asta Nielsen, 1h, loop (directed by Urban Gad, reconstructed version from 2009, courtesy: Deutsche Kinemathek – Museum für Film und Fernsehen) © Photo: n.b.k. / Christian Vagt

Opere di Karamustafa sono presenti in collezioni pubbliche e private; tra le altre si ricordano Tate Modern, London; Guggenheim, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris; MUMOK, Vienna; Sammlung Essl, Klosterneuburg; e Van Abbemuseum, Eindhoven.

Fabio Fabris

Info:

Gülsün Karamustafa. Irreversible Remnants
fino al 26/02/2023
n.b.k. Billboard
nbk.org/de


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.