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La Pitturessa: il nuovo film di Fabiana Sargentini, ritratto della madre, l’artista Anna Paparatti

Capita a volte che alcuni artisti o alcune artiste emergano con grande ritardo rispetto ai colleghi perché sono lontani dalla narrazione ufficiale della storia dell’arte e indipendenti dal mercato. Da questo attrito si guadagna però uno stile personale, lontano dalle mode e dai movimenti più celebri. Anna Paparatti (Reggio Calabria, 1936) è un’artista autentica, fedele e grata alla pittura. I suoi guru sono Toti Scialoja, Julian Beck e il Dalai Lama, è profondamente legata all’India e le sue opere tracciano i tratti di una nostalgia e di un’appartenenza a quella terra. È stata riscoperta solo pochi anni fa, nel 2021, grazie a Elena Del Drago, gallerista di EDDart (Palazzo Taverna, Roma), Maria Grazia Chiuri, direttrice di Dior, e al contributo della figlia Fabiana Sargentini, che ha realizzato un film sulla madre, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2023, La Pitturessa. L’opera restituisce un ritratto complesso dell’artista, ricostruito attraverso un’analisi terapeutica del rapporto madre-figlia.

Fabiana Sargentini, “La Pitturessa”, Italia, 2023, 80 min, courtesy I Kama Production, FilmAffair, Lo Scrittoio

Fabiana Sargentini si laurea in Storia e critica del cinema e inizia a lavorare come assistente e aiuto regista nei cinema e nelle pubblicità. Partecipa al Sacher Festival di Nanni Moretti, nel 1998, con il cortometraggio in Super8 Se perdo te e vince il Bellaria Film Festival nel 2004 con Sono incinta. Nel 2003 presenta Tutto su mio padre, un documentario su Fabio Sargentini, intimamente connesso alla storia della galleria L’Attico. In questi mesi Fabiana Sargentini è in tour per presentare La Pitturessa in numerose sale italiane, tra cui il Nuovo Sacher a Roma, con il supporto di Nanni Moretti. In questo docu-film la regista intraprende un’indagine alla ri-scoperta della madre, intrecciando la storia, la biografia e i temi più intimi del rapporto madre-figlia, già affrontato nel documentario Di madre in figlia (2004).

Fabiana Sargentini, “La Pitturessa”, Italia, 2023, 80 min, courtesy I Kama Production, FilmAffair, Lo Scrittoio

Usando il mezzo cinematografico come strumento terapeutico, Sargentini esprime le sue perplessità su quanto il ruolo di compagna e madre possano aver ostacolato la carriera dell’artista. Paparatti è stata studentessa di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, è stata formata da un’intensa esperienza con il Living Theatre nel 1965 e segnata da una grande passione per l’India e il Buddhismo tibetano. Tra gli incontri più significativi – che si possono ritrovare tutti nella sua autobiografia ARTE-VITA a Roma negli anni ’60 e ’70. La pitturessa (2015, De Luca Editori) – emerge la grande amicizia con Pino Pascali, grazie al quale conosce Fabio Sargentini nel 1966. Nasce una storia d’amore, il nucleo di una grande famiglia dell’arte, un sodalizio artistico negli anni più lucenti de L’Attico. Paparatti negli anni Settanta cura la comunicazione della galleria, disegna originali inviti e manifesti per le mostre e collabora all’organizzazione e la ricerca per i festival della galleria come Festival Music and Dance U.S.A. (1972), Tantra Yoga Raga (1973), Musica e danza contemporanea (1974), India America (1977) e L’Attico in Viaggio (1976-77).

Fabiana Sargentini, “La Pitturessa”, Italia, 2023, 80 min, courtesy I Kama Production, FilmAffair, Lo Scrittoio

Tra i personaggi che intervengono nel documentario – con la grande assenza di Fabio Sargentini – Massimiliano Polichetti, direttore del Museo delle Civiltà di Roma, ricorda l’incontro da giovanissimo con Paparatti durante l’evento a L’Attico The Music Room (1975), in cui l’artista rappresenta per lui una bellissima visione orientale che gli serve del tè, del quale si ricorda tutti i nomi: dolce mare zuccheroso, green love lost, l’arabico indimenticabile, lotus and shiva e via dicendo. Tra le più commoventi, le parole di Piero Pizzi Cannella: «Anna è tante cose, però per me Anna è stata sempre così. Se io fossi un navigante, tua madre sarebbe un approdo sorprendente per me. Sarebbe come gettare l’ancora in un posto assolutamente sconosciuto e magico». Il film proseguirà il tour nelle sale italiane: a Roma il 29 aprile al Nuovo Cinema Aquila. Il 21 aprile sarà al Cinema Orione di Bologna, per poi proseguire il tour a Forlì, Cesena, Santarcangelo, Rovigo, Dolo, Bari, Barletta, Palermo, Reggio Calabria e in altre città italiane che si stanno aggiungendo in una serie di proiezioni evento alla presenza della regista.


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