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La voix liberée – Poésie sonore

La voix liberée – Poésie sonore

La Fondazione Bonotto torna a Parigi con un altro progetto a sostegno e diffusione della Poesia Sonora.
Dopo aver istituito il Prix Littéraire Bernard Heidsieck-Centre Pompidou, premio dedicato alle forme di letteratura fuori dal libro, nella giornata mondiale della poesia, il prossimo 21 marzo, inaugura La voix libérée – Poésie sonore (La Voce Liberata. Poesia sonora) in una delle istituzioni più importanti d’Europa, il Palais de Tokyo.

Ne abbiamo parlato con Patrizio Peterlini, direttore della Fondazione Bonotto e curatore della mostra assieme a Eric Mangion.

Come si può mettere in mostra il suono? In che modo viene raccontato al visitatore la poesia sonora dalla sua nascita negli anni Cinquanta alle espressioni contemporanee? 
I nomi degli artisti chiamati a partecipare oscillano tra ieri ed oggi, tra le voci del passato e la continuità delle pratiche e delle sperimentazioni dei poeti contemporanei. Si tratta di un tentativo di evidenziare la continuità della poesia sonora negli artisti che ancora oggi si avvalgono dellutilizzo di parole e suoni per esprimersi?
Esporre il suono è sicuramente una sfida. La soluzione è venuta pensando all’aspetto performativo che caratterizza la Poesia Sonora. Se è vero che le opere circolano solo ed esclusivamente sotto forma di disco, o altro supporto, e che la Poesia Sonora si sia sviluppata proprio grazie alla diffusione di economici mezzi di registrazione, è nell’esecuzione live che essa trova la sua dimensione più significativa. Per questo abbiamo optato per una forma estremamente radicale. “La Voix Libérée” sarà una vera e propria esperienza per il visitatore, che si troverà da solo, in una sala praticamente buia e spoglia, “forzato” al puro ascolto del suono. Quindi non un suono esposto ma un suono a cui si è esposti, e che fa vibrare il corpo dello spettatore. Un’onda sonora che impatta sul corpo del visitatore e che si propaga nello spazio, dentro e fuori il Palais de Tokyo.
L’idea dell’onda sonora è centrale in tutta l’esposizione.
Anche la storia dello sviluppo della Poesia Sonora sarà presentata sotto forma di diagramma, sviluppato da Anette Lenz, che riprende visivamente le forme dell’onda audio. Una storia che trova sicuramente le sue origini nelle sperimentazioni fonetiche Dada e Futuriste ma che, di fatto, inizia solo con l’avvento dei primi registratori a bobina.
Per questo nel diagramma, oltre ai più importanti avvenimenti legati alla Poesia Sonora, sono presentati anche i principali momenti di sviluppo delle tecniche di registrazione audio. Dalla nascita del Vocoder, all’avvento dei supporti digitali MP3, WAW etc.
Una storia che non cessa di svilupparsi e che trova molti giovani artisti, in tutto il mondo, impegnati a rinnovarla. Questa continuità evidenzia la contemporaneità di una pratica che, forse grazie anche alla sua difficile collocazione, permette tuttora una grande libertà di espressione e di ricerca. La poesia sembra ancora una volta proporsi come l’unica pratica grazie alla quale l’essere umano, nella propria singolarità, può andare oltre ogni limite e tabù e esprimersi liberamente.

Lesposizione si avvale di un ricco programma collaterale, in particolare di una giornata di performance il 27 aprile in cui vengono invitati sei tra i più dinamici poeti contemporanei sulla scena internazionale: Tomomi Adachi(J), Zuzana Husarova (SK)Giovanni Fontana (I), Katalin Ladik (H), Violaine Lochu (FR) e Joerg Piringer (A). Di cosa si tratta?
Tutto il progetto è stato pensato come un’onda sonora che, partendo dal Palais de Tokyo come punto di emissione, si propaga per il mondo. Per questo abbiamo creato una rete internazionale di radio, siti web e spazi dedicati alla poesia e all’arte, che durante il periodo della mostra rilanceranno gli audio presentati in mostra o organizzeranno delle serate “in eco” con la mostra di Parigi. Possiamo pensare a questo insieme di luoghi e radio come a numerose antenne pronte a ricevere il segnale emesso dal Palais de Tokyo e rilanciarlo nel mondo: dallo Zambia al Brasile, dal Messico alla Slovenia, dal Portogallo agli Stati Uniti. Devo dire che l’accoglienza del progetto da parte di tutti è stato estremamente sorprendente. Non ci aspettavamo tanto interesse per un tema che, tutto sommato, è ancora molto di nicchia.
Abbiamo anche organizzato una giornata di performance che verrà trasmessa in diretta da numerose radio. I sei protagonisti da lei ricordati rispecchiano l’impostazione trans-storica generale della mostra. Tre maestri “storici”: Fontana, Ladik e Adachi, si alterneranno a tre giovani performer: Husarova, Lochu e Piringer offrendo approcci completamente diversi. Per noi era importante, non solo sottolineare la continuità che caratterizza questa ricerca, ma anche offrire al pubblico una esperienza live diretta.

Anche il catalogo della mostra assume un aspetto sonoro: è infatti stata realizzata unapp che contiene una serie di tracce da registrazioni storiche a tracks più contemporanee. Come fare un catalogo di suoni?
La pubblicazione di un disco o di un CD poteva essere una soluzione. Abbiamo però pensato a un mezzo più contemporaneo ed innovativo, aspetto che per Fondazione Bonotto è sempre importante. Trovare dei nuovi modi, magari inusuali e sorprendenti, di valorizzare e proporre le opere e i temi storici conservati nella Collezione Luigi Bonotto è per noi un pensiero costante. L’APP ci offre da questo punto di vista delle possibilità straordinarie. La prima, ad esempio, è la possibilità di arrivare ad un pubblico potenzialmente illimitato. Chiunque, in tutto il mondo, ad iniziare dal giorno d’inaugurazione della mostra quando verrà rilasciata, potrà liberamente scaricare l’APP “La Voix Libérée” sul proprio smartphone o tablet, avendo quindi libero accesso a tutto gli audio presentati in mostra. La seconda, strettamente legata alla prima, è la possibilità di arrivare ad un pubblico giovane, più abituato a trovare le informazioni sui device elettronici che non su “muffosi” cataloghi o “vecchi” dischi. Infine, l’APP può essere aggiornata. In pratica un catalogo mutevole, che cresce con il tempo presentando audio nuovi. In effetti, la nostra ambizione è che il progetto circoli per il mondo e cresca.

Laura Rositani

La voix liberéeGiovanni Fontana in performance, Roma Photo by Marco Palladini

Adriano Spatola Reading in Como, 1979 Composition of 4 b/w photos by F. Garghetti

Lora Totino: Tritaparole e Mozzaparole, 1972 B/w photograph with stamp and numeration by “LaborItorio Fotografico Rampazzi, Torino”

THE DIAL A-POEM POETS Published by Giorno Poetry Systems, New York, 1972 Two 12” vinyl records

PHONETIC POETRY ON SPATIALISM Published by Cha-BashirI, Tokyo, 1999 Audio CD

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