Moataz Nasr al NCMA di Raleigh

La storia del NCMA inizia nel 1924, quando fu costituita la North Carolina State Art Society con il fine di istituire un museo d’arte per la Carolina del Nord. Nel 1929 fu aperto il primo spazio dedicato alle mostre temporanee e nel 1947 lo Stato stanziò un milione di dollari per acquisire una collezione d’arte per la popolazione della Carolina del Nord. La Fondazione Kress abbinò a questi fondi un dono di settanta opere d’arte, riferite in particolare al Rinascimento italiano.

Nell’aprile del 1956 il Museo aprì nell’edificio ristrutturato della State Highway Division in Morgan Street, nel centro di Raleigh. Nel giro di pochissimi anni la struttura divenne obsoleta e insufficiente. Così, per una nuova sede, venne scelto il sito di Blue Ridge Road, principalmente per tre motivi: era accessibile dall’autostrada, aveva spazio a disposizione per successivi ampliamenti e poteva dotarsi di un ampio parcheggio. Il progetto del nuovo edificio fu affidato a Edward Durell Stone and Associates di New York e a Holloway-Reeves Architects del North Carolina: l’inaugurazione fu fatta nel 1983. Sebbene il levitare dei costi di realizzazione abbia ridimensionato il progetto originario dell’edificio, l’annesso parco di sculture (per una superficie complessiva di circa 66 ettari), con la possibilità di incantevoli passeggiate, ha definitivamente collegato l’arte alla natura, con ventinove opere disseminate lungo il percorso, tra cui ricordiamo quelle di Mark di Suvero e Yinka Shonibare.

Dagli anni Duemila è iniziato il piano per un ulteriore allargamento con l’edificazione del cosiddetto West Building (aperto nel 2010), peraltro costruito in modo sostenibile, tramite il deflusso controllato delle acque piovane e una maggiore efficienza energetica. Dal novembre del 2018, il direttore del Museo è Valerie Hillings, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di curatore e direttore associato degli affari curatoriali per il futuro museo Guggenheim di Abu Dhabi.

Attualmente il  Museo ha in corso due mostre di arte contemporanea, la prima è dedicata a Moataz Nasr (“Delicate Balance”, visitabile fino al 25 luglio 2021), la seconda, tematica (“To Be Young: Coming of Age in the Contemporary” in calendario fino al 6 febbraio 2022), mette insieme immagini figurative e astratte tratte dalla collezione del Museo, offrendo una panoramica del raggiungimento della maggiore età in varie comunità nel corso del XX e XXI secolo, ed esplorando il modo in cui i giovani elaborano la loro formazione attraverso concetti come identità, socializzazione e parentela per arrivare a strutturare e progettare la loro vita futura.

Moataz Nasr è un artista e attivista panarabo, nato nel 1961 ad Alessandria (Egitto) e che vive al Cairo. Il suo lavoro offre uno sguardo contemporaneo sulla società egiziana, senza cedimenti romantici o esotici. Nelle due video installazioni qui proposte esplora concetti socioculturali e antagonisti, mettendo sul piatto il contrasto tra i valori tradizionali e il desiderio di modernità o di rinnovamento, in un delicato equilibrio tra passato e presente. Con The Mountain (2017) racconta lo scontro di una giovane donna tra il suo desiderio di una vita moderna e le aspettative convenzionali del suo villaggio di origine: in qualche modo uno scontro tra l’istanza di un cambiamento “radicale” e le tradizioni consolidate. Questo lavoro fu presentato nel padiglione dell’Egitto alla Biennale di Venezia del 2017. In Merge and Emerge (2011) vediamo, invece, la presentazione ipnotica di tre danzatori sufi: una danza circolare e ritmata che ci invita a sperimentare la preghiera estatica. E la danza potrebbe essere indice di una accelerazione che non sempre porta alla conquista del centro o a un futuro migliore, ma a una perdita, a un annientamento. In sintesi: il futuro non sempre arriva dappertutto, ma quando arriva non sempre porta con sé solo valori positivi. A motivo di alcune annotazioni socio-etniche, il lavoro di Nasr (sia detto per solo spirito di lettura e con nessuna volontà di critica) è accostabile a quello del suo compaesano Youssef Nabil. Ricordiamo, infine, che il lavoro di Nasr, in Italia, è rappresentato dalla Galleria Continua. La mostra, organizzata dal North Carolina Museum of Art, è stata resa possibile grazie al sostegno e alla collaborazione di Andrew W. Mellon Foundation, North Carolina Department of Natural and Cultural Resources, North Carolina Museum of Art Foundation Inc. e William R. Kenan Jr. Endowment for Educational Exhibitions.

Roberto Grisancich

Info:

fino al 25 luglio
Moataz Nasr. Delicate Balance
NCMA
North Carolina Museum of Art
2110 Blue Ridge Road
Raleigh, NC 27607
(919) 839-6262
www.ncartmuseum.org
help@ncartmuseum.org

Moataz Nasr, The Mountain, 2017, installazione video, 12 min. Installation view Biennale di Venezia, 2017, photo by Oak Taylor-Smith. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA

Moataz Nasr, Sun Boat, 2018, legno, corda, metallo, 3,5 x 10 m. Installation view at Al Jahili Fort, Al Ain, 2018. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA

Moataz Nasr, Sun Boat, 2018, legno, corda, metallo, 3,5 x 10 m. Exhibition “Fiac Hors le Murs”, year and place: 2019 / Jardin des Tuileries, photo by Maxime Bessieres. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA

Moataz Nasr, Shelter, 2019, legno, corda, metallo, 400 x 675 x 330 cm. Exhibition: “Paradise Lost”, year and place: 2019 / Galleria Continua, San Gimignano. Photo by Ela Bialkowska / OKNO Studio. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA


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