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“New Era” di Doug Aitken va in Australia

“New Era” di Doug Aitken va in Australia

Doug Aitken è nato a Redondo Beach, in California, nel 1968. Il corpus del lavoro di questo autore di fama internazionale spazia dalla fotografia alla scultura intesa più o meno in senso a-tradizionale, dagli interventi architettonici ai film narrativi, dalle installazioni sonore alle opere video mono e multicanale, dalle mega opere site specific alle performance dal vivo. Come dire: la sua è un’attività poliedrica che vuole sfidare le tipiche definizioni di genere, per esplorare con ogni mezzo espressivo le diverse sfaccettature del mondo.

Il suo lavoro, celebrato da diversi anni a livello globale, è stato presentato in numerose mostre nei quattro angoli del mondo, in istituzioni come il Whitney Museum of American Art, il Museum of Modern Art, la Wiener Secession, la Serpentine Gallery di Londra e il Centre Pompidou di Parigi. Ha partecipato alle Biennali di Whitney del 1997 e del 2000, vincendo il Premio Internazionale alla Biennale di Venezia nel 1999 per l’installazione “Electric Earth”. Aitken ha ricevuto nel 2012 il Nam June Paik Art Center Prize e nel 2013 lo Smithsonian Magazine American Ingenuity Award: Visual Arts. Nel 2016 ha ricevuto l’Americans for the Arts National Arts Award: Outstanding Contributions to the Arts. Nel 2017 Aitken è diventato il primo destinatario del Frontier Art Prize.

Con la mostra “Sleepwalkers” al MoMA di New York (2007), Aitken trasformò un intero isolato di Manhattan, ricoprendo le pareti esterne del museo con le sue proiezioni, rendendo vivo il corpo dell’edificio. Poi, nel 2009, ha presentato la sua installazione cinematografica e architettonica su larga scala, “Frontier”, all’Isola Tiberina di Roma, per portarla l’anno successivo a Basilea. Nel 2011, ha presentato “Black Mirror”, un’installazione video e una performance teatrale dal vivo su una chiatta che galleggiava al largo di Atene.

Nel 2012, “SONG 1” ha avvolto l’Hirshhorn Museum di Washington DC in proiezioni video panoramiche a 360 gradi, trasformando le pareti esterne dell’edificio in uno spettacolo audiovisivo. Nel 2013, Aitken ha creato, per il Seattle Art Museum, “MIRROR”, utilizzando centinaia di ore di filmati che cambiano in tempo reale in risposta alla vita circostante, trasformando così l’esterno del museo in un caleidoscopio vivente.

Nello stesso anno, per tre settimane, ha curato “Station to Station”: un treno, progettato come una scultura luminosa in movimento, trasmetteva contenuti a un pubblico globale mentre viaggiava da New York City a San Francisco facendo nove fermate lungo il percorso. “Station to Station” ha poi avuto una successiva puntata al Barbican Centre di Londra per trenta giorni, nell’estate del 2015: un evento con la partecipazione di oltre cento artisti, musicisti, ballerini, designer e altre figure creative.

Nel dicembre del 2016 ha realizzato l’installazione di uno dei suoi progetti più ambiziosi: un trittico di “Underwater Pavilions” legati al fondo del mare al largo della costa dell’isola di Catalina, in California. A questo progetto è seguito nel 2017 “Mirage”, una scultura site specific che prende la forma di una casa completamente ricoperta di specchi e ambientata nel cuore del deserto californiano. “Mirage” è stato successivamente installato a Detroit (nel 2018) e poi a Gstaad (Svizzera) nel 2019.

Ora, al Museo di Arte Contemporanea Australia di Sydney, si apre una sua mostra dal titolo “Nuova Era”, prima grande personale dell’artista americano nell’emisfero australe.  Questa antologica, a cura di Rachel Kent, abbraccia venticinque anni di carriera, comprendendo le opere dalla fine degli anni Novanta fino alle installazioni più recenti.

I punti salienti della mostra includono, quindi,  “Sonic Fountain II” (2013/2015), un’installazione sonora di grandi dimensioni costruita in un terreno roccioso situato all’interno della sala espositiva e “SONG 1” (2012), una delle più sue più grandi installazioni di immagini in movimento, e che viene presentata al MCA come un progetto speciale autonomo, a partire da dicembre 2021. “SONG 1” contiene varie interpretazioni di una canzone popolare eseguite da persone comuni e artisti professionisti, intervallate da immagini urbane e digitali in un ciclo costante di riproduzione e ripetizione.

In definitiva si sta a parlare di una mostra avvolgente, spettacolare, di grande impatto, fruibile a molti livelli: ecco perché a questa iniziativa auguriamo il più grande successo.

Fabio Fabris

Info:

Doug Aitken, New Era
20/10/2021 – 31/01/2022
Museum of Contemporary Art Australia
Tallawoladah, Gadigal Country
140 George Street
The Rocks Sydney NSW 2000
reception@mca.com.au

Doug Aitken, Sonic Fountain II, 2013/2015, installation view, Museum of Contemporary Art, Los Angeles, 2016–17, courtesy the artist; 303 Gallery, New York; Galerie Eva Presenhuber, Zurich; Victoria Miro, London; and Regen Projects, Los Angeles © the artist, photograph: Dakota HigginsDoug Aitken, Sonic Fountain II, 2013/2015, installation view, Museum of Contemporary Art, Los Angeles, 2016–17, courtesy the artist; 303 Gallery, New York; Galerie Eva Presenhuber, Zurich; Victoria Miro, London; and Regen Projects, Los Angeles © the artist, photograph: Dakota Higgins

Doug Aitken, 1968 (broken), 2011, courtesy the artist; 303 Gallery, New York; Galerie Eva Presenhuber, Zurich; Victoria Miro, London; and Regen Projects, Los Angeles © the artist, photograph: Doug Aitken Workshop

Doug Aitken, NEW ERA, 2018, installation view, 303 Gallery, New York, 2018, courtesy the artist; 303 Gallery, New York; Galerie Eva Presenhuber, Zurich; Victoria Miro, London; and Regen Projects, Los Angeles © the artist, photograph: John Berens

Doug Aitken, twilight, 2014, installation view, Modern Art Museum of Fort Worth, Texas, 2017, courtesy the artist; 303 Gallery, New York; Galerie Eva Presenhuber, Zurich; Victoria Miro, London; Regen Projects, Los Angeles; Modern Art Museum of Fort Worth; and MOCA, Los Angeles © the artist, photograph: Kevin Todora


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