SPARK Art Fair Vienna

La seconda edizione di SPARK Art Fair è confermata, BAF è stata rinviata a marzo e Arte Fiera è stata posticipata a maggio, perciò qualcosa in questo mondo ovattato dal Covid incomincia a riprendere un po’ di vita; le date di SPARK sono state fissate dal 24 al 27 marzo 2022. E per quesa seconda edizione ci sono anche delle novità. Christoph Doswald, Bettina Leidl, Marieke Wiegel e Fiona Liewehr saranno i curatori delle sezioni speciali: “Spark Expanded”, “Photography” e “The Fourth Wall”. Ovviamente la fiera punta alla consueta presenza di gallerie consolidate assieme a gallerie più giovani, in modo da avere proposte di stand con autori oramai consolidati che si confrontano con autori alle prime armi. Le tre sezioni, come adesso è consuetudine anche per altre fiere, fanno quindi da contraltare o da rafforzamento alle scelte delle gallerie partecipanti e divengono una frontiera nuova del dibattito sulla contemporaneità.

Per dirla con le parole di Christoph Doswald, curatore della sezione Spark Expanded: Out of the Booth, “The development and questioning of traditional concepts of art and artworks is a productive constant in contemporary art. It is only natural that, under such conditions, the standardised art fair format of the exhibition booth has a restrictive effect. Despite the broad fundamental approach on which these works are based, they currently have a great social relevance: often developed outside of art-institutional platforms and mainly physically situated there, these artworks undoubtedly generate a certain broad impact, either through their presentation in public locations, through participatory involvement or through their mass-media impulses, to mention just a few aspects”.

Il che, detto con altre parole, significa farci comprendere che ci sono dei prodotti artistici un po’ sopra le righe, molto difficili da collocare e da esporre, o perché troppo effimeri o perché troppo sovradimensionati (un po’ come “Unlimited” di Art Basel). Ecco, questa sezione rende loro giustizia e dà loro spazio. Tra le altre, sono presenti in questa sezione, la galleria austriaca Layr, con lavori di Stano Filko, la galleria turca Dirimart, con lavori di Sarkis e la galleria ungherese Kisterem con il lavoro di Mátyás Fusz.

La sezione fotografica (Photography: Female Photographers in Focus), curata da Bettina Leidl e Marieke Wiegel è interamente incentrata sulle fotografe donne. Questa sezione, in una maniera un po’ ostentata, pone il diritto di genere come un principio da cui partire per parlare di fotografia. Tra le altre vi figurano la galleria belga Ibasho (che qui presenta i lavori di Margaret Lansink) e la galleria olandese Flatland (con lavori di Valérie Belin). Questa sezione, peraltro, si collega a FOTO WIEN, il festival che si svilupperà dal 9 al 27 marzo nell’Atelier Augarten e che enfatizza come la fotografia sia diventata un asse portante del mercato dell’arte d’oggidì.

Infine, The Fourth Wall: Synthesis of the Arts, sezione curata da Fiona Liewehr. Qui trovano spazio lavori multidisciplinari, anche in bilico tra arti applicate e architettura, teatro e moda, come all’interno di una comune cornice ambientale che è capace di raggruppare o inglobare qualsiasi segno formale. In questa sezione troviamo la Charim Gallery, con lavori di Scott Clifford Evans, e rauminhalt_harald bichler, con lavori di Gilbert Bretterbauer.

In totale, a questa edizione, hanno aderito ottanta gallerie (provenienti da quindici paesi), molti dei lavori esposti sono presentati in anteprima e addirittura alcuni di questi sono stati realizzati appositamente per essere esposti in questa fiera, il che è un segnale di vivacità culturale e di partecipazione non solo dettata dalla temperatura di un mercato in crescita o in fermento dopo tanti lockdown. Tra gli artisti più giovani (cioè che non superano i quarant’anni di età) si segnalano questi nomi: Michael Fanta, Elisa Alberti, Anouk Lamm Anouk, Robert Grabis, Alex Urban.

Non è possibile, per ovvie ragioni di spazio, riportare i nomi di tutte le gallerie presenti, ma alcune (senza voler fare torto alle altre che non nominiamo) le voglio ricordare. Galerie Crone, se non altro per la sua storia consolidata; Hubert Winter, a memoria di un marchio glorioso; Galerie Krizinger, perché ha tenuta viva la memoria di tutto il Wiener Aktionismus; Galerie nächst St. Stephan (e che dopo anni ha inglobato nel logo anche il nome della titolare: Rosemarie Schwarzwälder) perché dopo aver sostenuto autori del calibro di Vito Acconci e Joseph Beuys, ancora negli anni Novanta ha operato un cambio di registro negli autori proposti, in linea con il riemergere della poetica astratta (con nomi come Herbert Brandl e Helmut Federle); Georg Kargl Fine Arts a merito della sua attività eclettica e innovativa; Jecza Gallery, favorita dalla giovane età del titolare Andrei, dal fatto che la sua sede a Timişoara è una unicità e perché mantiene un dialogo aperto a trecentosessanta gradi; Nicolas von Senger perché nel 1996 ospitò la mostra “Angel’s Noise” di Maurizio Cattelan.

Confidando in una libertà di movimento, con o senza Green Pass, mi auguro che questa fiera abbia il suo meritato successo e che le vendite siano all’altezza delle aspettative.

Bruno Sain

Info:

SPARK Art Fair Vienna
24/03 – 27/03/2022
MARX HALLE
Karl Farkas Gasse 19
1030 Wien
www.spark-artfair.com

Vista esterna di Marx Halle, dove si terrà la seconda edizione di SPARK Art FairVista esterna di Marx Halle, dove si terrà la seconda edizione di SPARK Art Fair

Anastasia Samoylova, Gatorama, 2020, stampa fotografica, autrice esposta da Sabrina Amrani Gallery, Madrid, sezione PHOTOGRAPHY

Anouk Lamm Anouk, Lesbian Jazz Nr. 4, autrice esposta da MAM, Mario Mauroner Art Salzburg

Ariel Reichman, El Arish, 2020, autore esposto da PSM, Berlino


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