Studio Visit #9: Hyun Cho

Eleonora Reffo: Questo format dello “Studio Visit” si propone di indagare la poetica degli artisti in relazione al proprio spazio di produzione. Hai vissuto tra Corea del Sud, Australia e New York. In che modo la tua biografia è stata determinante per la tua ricerca artistica e per la relazione con un possibile spazio di lavoro?
Hyun Cho: Mi ritengo fortunata ad aver avuto l’opportunità di lavorare a livello internazionale. Non ho mai voluto appartenere ad alcuna cultura specifica. Piuttosto, voglio che i miei lavori riflettano questo mix di esperienze. È stato un viaggio in continua evoluzione. È impegnativo gestire il lavoro in ambienti nuovi, ma questo è fondamentale per la mia pratica.

E.R.: La scrittura che integri alla tua pratica scultorea e installativa non ha origini autobiografiche o emotive. Quali sono quindi le intenzioni alla base?
H.C: Non direi che i miei lavori non riflettano elementi autobiografici, ma elaborare le mie esperienze personali attraverso reazioni emotive immediate con le parole non è una priorità. Alcune delle mie frasi, per esempio “Up To 200% Off”, “Ask My Daddy,” “Hardcore Conceptual Lover”, “Crucial Babe No.1”, riflettono il mio interesse per la natura del linguaggio e l’appropriazione nella musica pop – nello specifico il Rock & Roll. Mescolo le caratteristiche stilistiche delle parole usate nel Rock con una sensibilità Pop, che esercita su di me un grande fascino. Voglio che le mie frasi assomiglino ai testi delle canzoni rock. Ecco perché le mie frasi sono brevi, ripetibili e scherzose. Provo la ricomposizione di oggetti per separarli dall’ortodossia del significato precedentemente assegnato loro. È così che ridefinisco un nuovo significato.

E.R.: La tua esperienza in Viafarini si è recentemente conclusa. Come sei stata influenzata dall’opportunità di lavorare accanto ad altri artisti condividendo lo spazio di lavoro?
H.C: Ho avuto la fortuna di fare delle scoperte a Viafarini durante questa pandemia. Mi è piaciuto soprattutto parlare con artisti che praticano la scrittura e il video-making. È stato stimolante. Al termine della residenza sono diventata più sicura nell’utilizzo del video nel mio lavoro. Sono molto emozionata per il mio prossimo progetto video.

E.R.: Da dove proviene il tuo interesse per lo skateboarding?  
H.C: Proviene dalla mia grande infatuazione, quando guardavo gli skaters girare per le strade trafficate di New York. L’energia che scaturiva da quella libertà era forte. Da quel momento in poi sono diventata una fan dello skating di strada. Mi piace il modo in cui lo praticano: usando lo spazio urbano e l’arredo urbano, come scale, ringhiere, dissuasori. Qualsiasi oggetto sulle strade può essere uno strumento creativo per lo skate. Amo lo stile libero dello skateboarding: spontaneo, deviato, veloce, rischioso e divertente.

E.R.: Com’è cambiata la tua produzione (se è cambiata) durante il periodo del lockdown?
H.C: Ho sempre voluto lavorare con oggetti ready-made. Durante il lockdown ho voluto ampliare la mia prospettiva e lavorare con diversi materiali. Ho cominciato sperimentando con resine e pigmenti colorati. Ero così attratta dalle qualità di ciò che potevo creare mescolando questi due materiali. Attraverso questa sperimentazione cerco di far emergere le qualità più affascinanti di questi materiali.

E.R.: Parlami della tua ampia adesione a iniziative come le residenze d’artista. Che ruolo hanno le residenze nella tua crescita professionale?
H.C: Per me si tratta di uscire dalla mia zona di comfort e sperimentare il mondo attraverso la mia lente.

Eleonora Reffo

Hyun Cho, nata nel 1982, vive e lavora tra New York e la Corea del Sud, la sua patria. Si è laureata in Pittura presso l’Università di Sydney. La sua ultima mostra è stata “Risky Hardware” con l’artista Nicolò Masiero Sgrinzatto a cura di Riccardo Lisi nel nuovo spazio espositivo della Galleria Ramo in Como. Tra le sue ultime esperienze la residenza presso l’Archivio Viafarini di Milano e la partecipazione al programma VIR – maggio – luglio 2021.

Info:

www.hyuncho.info

Hyun Cho, Ask My Daddy #2, resin, colour pigment, T-shirt, aluminium hanger, 70 x 56.5 x 2 cm, 2021. Photo courtesy of the artistHyun Cho, Ask My Daddy #2, resin, colour pigment, T-shirt, aluminium hanger, 70 x 56.5 x 2 cm, 2021. Photo courtesy of the artist

Hyun Cho, Cliff, LEDs, Reflective safety tape, aluminium profile, acrylic, skateboard wheel, spray paint, hardware, 65.5 x 33 x 3 cm, 2020. Photo courtesy of the artist

Hyun Cho, Two Runners, color changing LEDs, refective safety tape, aluminum, pipe, skateboard part, house paint, magnet, hardware, 48 x 60 x 18cm, 2021. Photo courtesy of the artist


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