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The Cleaner. Marina Abramovic, l’icona della perfo...

The Cleaner. Marina Abramovic, l’icona della performance per la prima volta in una retrospettiva italiana.

Una celebrità, Marina Abramovic, tale il suo successo che, in particolare dopo la recente performance The Artist is Present del 2010, è arrivata a ottenere il riconoscimento di un pubblico altro, circoscrivibile oltre il solito circuito artistico. Possibile che molti si siano trovati a sentirla nominare in contesti inusuali da chi non ce lo si sarebbe aspettato. Ciò ha provocato una certa ritrosia da parte dei puristi dell’arte, discutibile, ad ogni modo, per via di una fama che non oblia il valore di molte sue proposte, con le quali ci si deve inevitabilmente confrontare e per cui The Cleaner rappresenta un modo per comprendere la storia dell’artista e forse anche il rapporto odierno con fama e successo.

S’inizia con ordine dagli esordi a Belgrado come pittrice, per poi passare da un secondo inizio condiviso con Ulay, per finire con l’ultima fase di nuovo solitaria e che continua tuttora. Un percorso scandito da tre momenti, dove, quello della conoscenza di Ulay nata nel 1975 in Olanda, rappresenta uno saliente. Nasce un rapporto sentimentale con l’artista tedesco sul quale aderisce senza bolle d’aria quello lavorativo. Diventano un tutt’uno e vagabondano per l’Europa per anni con un vecchio furgone cellulare della polizia, esposto anch’esso nel cortile di Palazzo Strozzi. Della loro simbiosi ne fanno un campo d’analisi dei rapporti relazionali, un campo di battaglie e ricongiungimenti sul quale non si risparmiano nulla. Insieme creano Imponderabilia (1977), storica azione bolognese, esposta tramite re-performance all’ingresso del piano Nobile vicino ai video di Relation in Space (1976), Light/Dark (1977) e AAA-AAA (1978).

Particolare rilevanza è data alle re-performance che, alternandosi quotidianamente all’interno dello spazio, lo trasformano in un luogo di presenze e mutazione. Si assiste così oltre alla già citata performance del ‘77, a Cleaning the Mirror (1995), Luminosity (1997), The Freeing Series (1975 – 2018), rispettando la volontà dell’artista di mantenere viva la performance nella sua più peculiare essenza fatta di presenza corporale.

Il pubblico è chiamato a interagire quando le sedie e il tavolo di The Artist is Present si palesano vuote, pronte ad accogliere chiunque volesse rivivere quel momento, oppure in Counting the Rice (2015) invita a riflettere sulla vacuità del tempo prendendo nota dei chicchi di riso distribuiti su tavolo. L’opera si collega alla serie Transitory Objects (1995-2015) che include materie naturali quali ametiste, quarzi, legni, metalli disposti in maniera tale da sprigionare energia al contatto col fruitore. Questa ricerca segue la fine della storia con Ulay, chiusa epicamente con la performance The Lovers del 1988. I due decidono di dirsi addio percorrendo 2500 km a testa in tre mesi partendo dai lati opposti della Grande Muraglia cinese. È una fine dolente per Marina Abramovic segno cicatriziale di una nuova consapevolezza di una nuova strada da percorrere.

Con The Cleaner, prima grande retrospettiva italiana, il pubblico scopre la totalità dell’esperienza dell’artista serba senza sconfinare nell’esaltazione del mito. La selezione delle opere è sempre significativa, finalizzata a conferire all’impianto cronologico il carattere reazionario, riflessivo, talvolta prettamente meditativo, che l’artista ha voluto suscitare nell’osservatore.

Domenico Russo

 

Info:

Marina Abramovic. The Cleaner
21 settembre 2018 – 20 gennaio 2019
a cura di Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn
Palazzo Strozzi
Firenze

Ulay/Marina Abramović AAA-AAA 1978, video 2 pollici trasferito su supporto digitale (b/n, sonoro), 12’57”. New York, Abramović LLC. Courtesy of Marina Abramović Archives e LIMA, MAC/2017/041Credit: © Ulay/Marina Abramović. Courtesy of the Marina Abramović Archives. Marina Abramović by SIAE 2018

Ulay/Marina Abramović Relation in Space 1976, video ½” VHS trasferito su supporto digitale (b/n, sonoro), 59’28”. New York, Abramović LLC. Courtesy of Marina Abramović Archives e LIMA, MAC/2017/036. Courtesy of Marina Abramović Archives. Marina Abramović by SIAE 2018

Ulay/Marina Abramović Rest Energy 1980, video 16mm trasferito su supporto digitale (colore, sonoro), 4’04”. Amsterdam, LIMA Foundation. Courtesy of Marina Abramović Archives e LIMA, MAC/2017/034. Credit: © Ulay/Marina Abramović. Courtesy of Marina Abramović Archives. Marina Abramović by SIAE 2018


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