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Tiziana Pers e la sottile connessione tra essere u...

Tiziana Pers e la sottile connessione tra essere umano ed essere animale

La Natura, nella bellezza della sua molteplicità, accoglie in sé le proprie creature, legate da una misteriosa forza che agisce indisturbata e unisce, nel nome della Natura stessa, le infinite manifestazioni della sua energia creatrice. All’interno di tale contesto, si ritrovano l’Uomo, l’Animale e le indagini di Tiziana Pers (1976), artista visiva e attivista rappresentata da FineArtX (www.fineartx.com) Prometeogallery Ida Pisani e R&P Contemporary Art, la quale concentra la sua ricerca sui temi della questione animale e dei parallelismi tra le diverse specie. Figlie di una visione armonica e cosmica, le opere di Pers si fanno insegnamenti preziosi. Infatti, l’idea che il Tutto, nell’universo, si rapporti intimamente potrebbe rafforzare in noi il rispetto verso l’ambiente e i nostri simili; pertanto, può svilupparsi anche una nuova coscienza di stampo ecologico, fondamentale per i tempi in cui viviamo. Ma conosciamo meglio l’artista parlando con lei del suo lavoro.

Tiziana Pers,  ART_HISTORY – Vucciria, 2018, stampa su carta cotone Canson montata su dibond, photo Umberto Santoro, courtesy l’artista

Antonella Buttazzo: Come e quando nasce questa tua arte che indaga profondamente il rapporto tra uomo e animale?
Tiziana Pers: Da sempre la mia ricerca è incentrata sul rapporto con l’alterità animale. Avevo quattro anni quando incontrai in una fattoria un giovane pony che stava per essere macellato. Con mia madre riuscimmo a salvarlo e lui rimase con me per tutta la sua vita (ventinove anni) finché morì tra le mie braccia. Io penso che questo piccolo episodio abbia cambiato per sempre la mia prospettiva riguardo all’altro, aprendo una serie di quesiti. Non solo riguardo all’animale, ma soprattutto a chi sia per me l’altro. Da ragazzina gestivo con la mia famiglia una scuderia e ho continuato a salvare cavalli dal mattatoio, spesso scambiandoli con miei dipinti, gesto che sarebbe diventato centrale nella mia ricerca artistica. Quando, per sottrarre un morello trakehner dal suo destino, sono entrata in un mattatoio, niente è stato più come prima. È stato come un viaggio negli inferi e da subito sono diventata vegetariana. Nel tempo poi ho iniziato a mettere in discussione l’oggettivazione dei corpi degli animali non umani che erano parte della mia vita: l’allevare cavalli, il separare i puledri dalle madri per venderli, partecipare a competizioni, usare imboccature e speroni, fino a ragionare sulla liceità del montare o meno un altro individuo. Ho così iniziato a investigare, con ogni linguaggio che sentivo mio, i parallelismi e le connessioni esistenti tra colonialismo, razzismo, sessismo, capitalismo, specismo e il dominio sulla natura. Al contempo, mi interessano le diverse possibilità di coesistenza in una prospettiva più biocentrica, e forse postumana, con il resto dei viventi.

Tiziana Pers, ART HISTORY / Municeddhe, le dormienti, 2022, installation view, Prometeo Gallery Ida Pisani, photo Erjola Zhuka, courtesy l’artista, Prometeo Gallery Ida Pisani Milano-Lucca e R&P Contemporary Art

Tendiamo sempre a considerare inferiori gli animali, senza riflettere sul fatto che anche l’uomo lo è. Secondo te in cosa differisce l’uomo dall’animale e viceversa?
‘What is it like to be a bat?’ scrisse Thomas Nagel[1], con l’intento di domandarsi non come sarebbe per un animale umano trovarsi nel corpo di un pipistrello, ma cosa significa per un pipistrello vivere la sua vita. La risposta è che non lo sapremo mai. Come non lo potrà sapere nemmeno una mucca. Il punto non è in cosa siamo diversi, o in cosa siamo simili, ma a che tipo di immaginari vogliamo dare forma. Sino a ora questi immaginari sono stati antropocentrici, e profondamente specisti. Eppure ripenso alla magia della grotta di Chauvet: 40.000 anni fa, nelle prime forme d’arte visiva conosciuta, vi erano donne (e forse anche uomini) che sulle pareti di una grotta immortalavano l’estasi dell’osservazione di una moltitudine di altre forme di vita. Non auspicando una predazione, ma guardando con stupore e meraviglia alle dinamiche di branco, all’ibridazione sciamanica possibile. Lo scorso anno al Museo d’Arte Contemporanea Spazzapan di Gradisca, con la curatela del metaprogetto RAVE insieme a Gabi Scardi, abbiamo dato vita alla collettiva internazionale AAA Animal Among Animals towards the world to come. La mostra ha riunito opere di artiste e artisti che guardano alla questione dell’animalità. L’attenzione per il tema si inserisce a pieno titolo nell’ambito di una riflessione critica, sempre più urgente, riguardante le pressioni a cui l’ecosistema è stato sottoposto. L’instabilità che il nostro tempo si trova a dover affrontare si sta infatti manifestando nella sua cogenza. Se la pandemia ha messo a nudo la vulnerabilità umana, la violenza del cambiamento climatico in atto ha posto la nostra specie davanti alle proprie responsabilità verso ogni abitante del pianeta, umano e non. Fenomeni come la siccità capace di prosciugare fiumi e ardere boschi, così come alluvioni e disastri ambientali, negli ultimi decenni hanno trovato impreparata ogni forma di vita, conducendo un numero spaventoso di esseri viventi, piante e animali, alla morte. In tale scenario, che ci ha portati a esperire i limiti del nostro agire antropocentrico, la connessione tra animali umani e non umani diventa centrale. Il tipo di relazione che vogliamo ridisegnare, la capacità di riconoscere l’altro non come oggetto da trattare, ma come soggetto senziente da rispettare, contribuirà a decretare le nostre sorti condivise.  Anche il momento del pasto, centrale nella ritualità di ogni popolo, può essere investito di una nuova convivialità dove il dolore animale è assente e il nostro impatto sul pianeta può farsi più lieve. Urge che la specie umana si riconosca finalmente come animale tra gli animali: dobbiamo scendere dal piedistallo che ci siamo costruiti, in un mondo dove siamo sempre più soli.

Tiziana Pers, ART_HISTORY – Bruce and William, 2022-2023, olio e pigmenti puri su tela, cm 235 x 163, courtesy Prometeogallery Ida Pisani e R&P Contemporary Art

Quale medium espressivo, credi, quindi, sia migliore per raggiungere le coscienze umane?
Dipende molto dal contesto dove si va a operare, ogni lavoro costituisce un mondo a sé. Spesso coniugo più mezzi espressivi assieme, infrangendo o assottigliando le barriere tra l’uno e l’altro.

ART _ HISTORY è la traduzione del tuo pensiero espresso poco fa. Ma in cosa consiste e cos’altro rivela di te come artista?
ART_HISTORY rappresenta uno dei progetti cardine della mia ricerca, e, in modo forse anche più radicale, della mia vita. Consiste nello scambiare un mio dipinto con un animale destinato alla macellazione: cavallo, asino, coniglio, agnello, pollo, maiale, anatra, capra, mucca, oca… a seconda del progetto. Il dipinto ha la medesima altezza o dimensioni dell’animale salvato. Non decido io chi verrà con me: il macellaio, o commerciante, o allevatore compie la scelta. Un contratto ratifica lo scambio. È un atto reale che permette di riscattare una vita mediante l’arte, senza l’uso di denaro, e apre diversi interrogativi: è possibile dare un valore economico a un essere senziente? E a un’opera d’arte? E allo stesso tempo si chiede: può l’arte salvare una vita? Oggi siamo piuttosto consapevoli del devastante dolore causato a milioni di individui e dell’impatto ambientale degli allevamenti animali: dal cambiamento climatico agli squilibri nella distribuzione delle risorse, dallo spreco idrico alla deforestazione, eppure le scelte collettive restano per lo più immutate. La performance quindi, focalizzandosi di volta in volta su un individuo specifico, si interroga su quanto siamo consci dei nostri gesti quotidiani, di quanto incidano su ogni vita, e sugli ecosistemi nel loro complesso.

Tiziana Pers, ART_ HISTORY – Bruce, 2021 contratto su carta (sx), William, 2021 contratto su carta (dx), courtesy RAVE East Village Artist Residency, Prometeogallery Ida Pisani e R&P Contemporary Art

Ti andrebbe di raccontarci del tuo dipinto Bruce and William esposto al MAC Museo d’arte contemporanea di Lissone?
Attualmente un mio progetto della serie ART _HISTORY è esposto al MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone: si tratta del dipinto di grandi dimensioni Bruce and William, unitamente ai due contratti di scambio. Nella primavera del 2021 avevo salvato da un allevamento di capre da latte biologico due giovanissimi capretti maschi destinati alla macellazione pasquale. Data la loro fragile condizione, ogni cambiamento avrebbe potuto essere pericoloso e, su consiglio del veterinario, decidemmo di tenerli presso l’allevamento sino alla fine dello svezzamento con il latte artificiale che avevano bevuto dal primo giorno di vita dalle tettarelle della macchina allattatrice automatica, perché così avrebbero avuto più speranze di sopravvivere. Al loro arrivo al rifugio RAVE, entrambi gli animali erano comunque denutriti e colmi di parassiti. La condizione di Bruce, il più piccolino, era talmente grave che il capretto faceva fatica a stare in piedi. Era necessario stargli spesso accanto, sollevarlo da terra, somministrargli vitamine e integratori, medicarlo e curarlo in continuazione. Dopo numerose terapie e dopo diverse analisi e controlli, i due capretti avevano cominciato a recuperare energie, e a stare meglio di giorno in giorno. A distanza di due anni, i due capri sono diventati altissimi, e conducono al rifugio una vita molto interattiva. Trascorrono lungo tempo a giocare, anche in modo che può apparire violento. Di tanto in tanto si fermano a fissare un punto all’orizzonte, forse cercando qualcosa che noi non siamo più in grado di vedere. Il progetto Bruce and William, presentato per la prima volta ad Artissima 2022 con la galleria Prometeo,  è stato selezionato dalla curatrice Gabi Scardi per essere presentato allo storico Premio Lissone, esposto nella categoria Gran Premio (riservata agli artisti mid-career), all’interno della mostra da lei curata Pittura come pratica progettuale. La mostra al MAC, che resterà aperta fino al 17 settembre 2023, presenta infatti il Premio Lissone secondo una rinnovata struttura, ideata dalla direttrice artistica Francesca Guerisoli, che vede la produzione di un progetto espositivo composto da quattro mostre. Sulla base di un concept, ogni curatore ha selezionato cinque proposte, per un totale di venti artisti invitati al Premio. Il 22 giugno, sempre nell’ambito del Premio Lissone, si è tenuto un incontro dal titolo Arte, alterità animale e impegno politico, che ha costituito il primo di una serie di appuntamenti di eventi pubblici. Insieme a me hanno partecipato all’incontro altre artiste presenti con le loro opere nella mostra Pittura come pratica progettuale: Isabella Pers, mia sorella con cui ho fondato il metaprogetto RAVE, Sonia Arienta e Simona Da Pozzo. Abbiamo dialogato con Gabi Scardi, Isabella Garlati, vice-presidente dell’ENPA Monza e Brianza, e Francesca Guerisoli. L’incontro, realizzato in collaborazione con RAVE East Village Artist Residency e con la partecipazione di ENPA Ente Nazionale Protezione Animali, verteva sulle nuove esperienze artistiche che affrontano il tema del rapporto con il mondo animale. La pratica pittorica e l’impegno culturale si propongono in progetti nei quali l’arte travalica i margini della rappresentazione e si relaziona con una realtà che richiede sempre più uno sguardo nuovo, capace di vedere anche al di là della nostra specie. È stato inoltre presentato l’ultimo numero della rivista di studi critici sull’animalità Animot e il metaprogetto RAVE.

Tiziana Pers, ART HISTORY _ Bruce and William, 2021 / 2022, frame da video, courtesy Prometeogallery Ida Pisani, R&P Contemporary Art, RAVE East Village Artist Residency

È in questo contesto che si innesta infatti il progetto RAVE.
RAVE East Village Artist Residency è un metaprogetto e una residenza artistica fondata da me e mia sorella Isabella che apre la discussione sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale, in un luogo dove vivono animali salvati dal macello attraverso la mia pratica Art_History e alberi salvati dall’abbattimento. L’ultimo appuntamento RAVE si è tenuto il 2 luglio scorso nella nostra sede presso il borgo storico di Soleschiano (Manzano, UD). Qui, attorno al secolare gelso salvato e trapiantato nei prati in mezzo agli animali scampati al macello, ha preso vita la tavola rotonda IL TEMPO VENTURO. Il rapporto con gli ‘altri’ animali, fuori e dentro gli immaginari dell’arte, segna il passo di un tempo in divenire, ogni giorno più necessario, dove esistere significherà coesistere. L’incontro ha visto la partecipazione di numerose figure in dialogo con noi: Francesca Agostinelli, storica e critica d’arte, Franco Broccardi, dottore commercialista, BBS-Lombard, Daniele Capra, critico d’arte e curatore, Giulia Cotterli, artista, Francesca Disconzi, curatrice e co-fondatrice di Osservatorio Futura, Maurizio Ettore Maccarini, direttore Master ‘Gestione innovativa dell’Arte’ Università di Pavia, Martina Macchia, curatrice, Luca Molinari, critico, curatore e professore Seconda Università degli Studi di Napoli, Giulia Ronchi, direttrice responsabile di Exibart, Danilo Sciorilli, artista, e Sara Zambon, CEO R&P Contemporary Art. Il dialogo è stato anticipato dall’introduzione al progetto Baci da RAVE dell3 artist3 Giulia Cotterli e Danilo Sciorilli che, con la curatela di Osservatorio Futura, lavoreranno alla realizzazione di una serie di cartoline. La tavola rotonda ha assunto la forma di un convivio inter specie, dove, a partire dal mattino, è stato possibile dialogare mangiando un vegan brunch, condividendo simbolicamente e fisicamente il pasto con gli ospiti non umani del rifugio. La storia della raffigurazione animale è antica quanto la storia dell’arte stessa, e oggi forme visive contemporanee stanno spostando l’asse da uno sguardo antropocentrico a una visionaria, militante, e necessaria prospettiva di coesistenza.

[1] What is it like to be a bat?“ThePhilosophical Review”, 83, 4, 1974, pp. 435–45, 1974

Info:

https://www.fineartx.com/autore/tiziana-pers/


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