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Totem: il mondo ipotetico di Wallace Chan

Totem: il mondo ipotetico di Wallace Chan

Durante la settimana della vernice della cinquantanovesima Biennale di Arti Visive a Venezia, Fondaco Marcello, spazio per l’arte contemporanea nato all’interno di un magazzino cinque-secentesco dalla suggestiva struttura in laterizio con colonne in pietra e capriate in legno, accoglie la mostra Totem dell’artista cinese Wallace Chan,curata da James Putnam.

Wallace Chan è un artista di Hong Kong che da sempre si dedica alla lavorazione di gioielli, intagli e scultura. Nel 1973 inizia la sua carriera come incisore di gemme e ottiene un riconoscimento a livello mondiale come il pioniere nell’uso del titanio per la realizzazione di opere d’arte. È infatti poi stato il primo artista cinese del gioiello a essere esposto al TEFAF di Maastricht e alla Biennale des Antiquaires a Parigi. Le sue opere si conservano nelle collezioni permanenti del British Museum (2019), del Beijing Capital Museum (2010) e del Ningbo Museum (2010).

Oggi, con la mostra Totem, l’artista Wallace Chan vuole riconfermare la sua maestria nel lavorare elementi pieni di forza e carattere, quali titanio e ferro. Molto forte è anche il titolo del progetto, Totem, che concettualmente si riferisce a uno spirito idolatrato. In antropologia il “totem” è un’entità naturale o soprannaturale che ha un significato simbolico al quale ci si sente legati per tutta la vita; Chan, in questo caso, racconta il suo legame alla fede buddista attraverso questo elemento.

A tal proposito il curatore James Putnam afferma che “come suggerisce il titolo, questa mostra è connessa con il principio fondamentale del totemismo, il quale definisce l’esistenza di una relazione spirituale condivisa tra gli esseri umani e Madre Natura e che, proprio in virtù di questa relazione, ritiene che essa abbia il dovere di contribuire al sostentamento della vita. Il volto calmo ed enigmatico della scultura di Chan si traduce in una forma di spirito mistico, una sorta di totem che esprime lo stato trascendentale dell’unità assoluta”.

Totem è una grande installazione composta da molteplici elementi facenti parte di un’unica scultura in titanio. Il titanio è un materiale futuristico, dell’era spaziale, che prende il nome dagli immortali “Titani” della mitologia greca, ed è anche in assoluto il metallo più resistente, ma anche il più leggero. L’installazione site specific contiene inoltre alcuni elementi in ferro, materiale, al contrario del primo, che muta nel tempo.

La scultura, dal titolo A Dialogue Between Materials and Time, Titans XIV, originariamente di dieci metri, è ora sistemata su tutta la pavimentazione della sede espositiva, quasi come se una grande montagna fosse esplosa in mille pezzi e avesse creato, con i suoi lapilli, tante piccole rocce. L’opera unica non esiste quasi più, i molteplici frammenti vivono ora in autonomia. La potenza della materia e la possanza dell’installazione iniziano a sgretolarsi fragilmente e si verifica una vera e propria disintegrazione dell’oggetto fine a sé stesso. L’opera comincia a vivere, in modo totale e totalitario, dal momento in cui si scompone, prendendo vita solo quando diventa fragile. Wallace Chan, attraverso questo progetto, vuole esprimere la frammentazione sociale e l’incertezza del mondo, due aspetti legati a interessi politici estremistici e agli effetti del cambiamento climatico che, ad oggi, prospettano un futuro debole e pieno di incertezze.

L’installazione, composta da elementi in ferro e titanio (tra cui forme astratte e teste allungate), chiama il fruitore a esplorare ogni angolo dello spazio, ciascuna prospettiva e punto di vista, sia della creazione sia, concettualmente, della visione mondiale. La scultura “esplosa” incuriosisce il visitatore il quale, invitato a mettere insieme i pezzi come un puzzle da costruire, cerca di capire il verso giusto delle cose. L’artista espone una smaterializzazione dell’opera ai fini di invocare una soluzione da parte di chi guarda, consapevole però che la ricomposizione dei singoli frammenti e di quell’equilibrio globale del mondo, purtroppo, non sarà mai esaudita.

I volti allungati in titanio e di varie dimensioni, come finestre sull’inconscio, si schiudono e aprono visioni oltre la stessa esistenza fisica, per arrivare a uno stadio più spirituale; come un reliquiario dove si custodiscono elementi da idolatrare, il fruitore arricchisce l’opera attraverso la sua visione, come un ornamento di notevole pregio.

Chan vuole proprio questo, che ci si immerga all’interno del nuovo “mondo ipotetico” da dover elaborare, ricomporre e costruire attraverso i propri stati d’animo, il proprio vissuto, le proprie esperienze, la propria necessità di espressione.L’opera esiste dal momento stesso in cui il necessario diventa bisogno, dal momento in cui, una volta ricostruito il puzzle di un mondo esistente, si comincia a costruire un mondo ipotetico.

Benedetta Spagnuolo

Info:

Wallace Chan, Totem
20/04/2022 – 23/10/2022
Fondaco Marcello
Calle del Traghetto, 3415
Venezia, Italia 

Wallace Chan, A Dialogue between Materials and Time, Titans XIV, Fondaco Marcello, Venezia, 2021. Ferro e titanio. Courtesy dell’artista

Wallace Chan, A Dialogue between Materials and Time, Titans XIV, Fondaco Marcello, Venezia, 2021. Ferro e titanio. Courtesy dell’artista

Wallace Chan, A Dialogue between Materials and Time, Titans XIV, Fondaco Marcello, Venezia, 2021. Ferro e titanio. Courtesy dell’artista

Wallace Chan, A Dialogue between Materials and Time, Titans XIV, Fondaco Marcello, Venezia, 2021. Ferro e titanio. Courtesy dell’artista


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