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Atelier Van Lieshout: lavorare con fantasia e libertà espressiva

Atelier Van Lieshout è stato fondato dall’artista Joep van Lieshout (nato a Ravenstein nel 1963, vive a Rotterdam dal 1987) con l’intento di operare a trecentosessanta gradi in un confine incerto dove arte, design e architettura possano trovare un comune terreno di crescita. Il suo lavoro esplora il confine sottile dove l’arte cede il passo alla produzione standardizzata e seriale, sempre tenendo aperti i confini della fantasia e della funzione, della fertilità e della dissipazione. Con molta serenità e approccio onnicomprensivo.

A sostegno di quanto fin qui detto si riporta un interessante passo di Bart Lootsma, dove il lavoro di van Lieshout, con la mediazione di Bataille, trova un possibile riflesso in quello di Manet. “Two things characterize Joep van Lieshout’s entire oeuvre: a certain indifference to aesthetics and the way it crosses all boundaries. Van Lieshout’s indifference is not just indifference for its own sake, because it is precisely that indifference that gives his pieces a bare-face power. This is the active indifference that George Bataille also saw in Édouard Manet’s work. According to Bataille, Manet’s painting rule out all expectations of a higher expression or a deeper meaning. Yet it is not that Manet’s paintings just simply lack meaning, but rather that he painted the absence of meaning as an essential characteristic of his time. Moreover Bataille maintains that in laying bare that essential characteristic Manet managed to radically liberate himself from his own time. This also holds true of many of van Lieshout’s works, and certainly of the works in which he employs standard industrial measurements and produces in series” (dal catalogo “A Manual”, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, 1987).

Van Lieshout, dopo aver analizzato le forme consolidate e i sistemi esistenti (siano questi da intendersi come la società nel suo insieme o le parti del corpo umano) mette in pratica un percorso sperimentale con il quale cerca di giungere a un processo alternativo oltre che formale. In questo modo l’autore combina l’aspetto estetico con quello etico, la fantasia del linguaggio espressivo con lo spirito imprenditoriale, graffiando la scorza del buonsenso borghese o le più consolidate aspettative. Sempre con una dose di ottimismo, nella speranza di un cambiamento e di un mondo migliore. Il suo lavoro, spaziando dall’architettura all’ecologia e soffermandosi su soggetti ricorrenti, come i sistemi di potere, l’autosufficienza, la vita e la morte, il sesso, l’individuo e la collettività, ha spesso suscitato polemiche, riuscendo però a superarle, visto che le sue opere sono parte di prestigiose collezioni permanenti come: FNAC (Parigi), Museo Boijmans Van Beuningen (Rotterdam), Museo Stedelijk (Amsterdam), Fondazione Prada (Milano), Forum Ludwig (Aix-la-Chapelle), Museo Folkwang (Essen), Museo Migros für Gegenwartskunst (Zurigo).

La mostra Le Voyage, a Le Portique, è studiata come un percorso, ed evoca un viaggio che come meta ha il proprio destino. Il che significa avviarsi di buona voglia su quella strada alla quale si è destinati. In realtà van Lieshout il destino cerca di dominarlo andando contro la massima classica che afferma: chi vi si oppone vi sarà tirato per i capelli. Comunque si tratta di un percorso giocato sull’abbondanza e non sulla qualità delle merci o degli oggetti contenuti nelle valige (e che fungono da tappe o soste) e i pionieri ipotetici di questo viaggio ne sono ben consapevoli. In definitiva un sogno utopico, rivolto a un mondo inaccessibile e dove gli scaffali saranno sempre stracarichi di offerte. Una specie di eden (o di terra promessa) dell’abbondanza.

Il lavoro di Atelier Van Lieshout è rappresentato dalle gallerie: Krinzinger (Vienna, Austria), Jousse Entreprise / galerie Philip Jousse (Parigi, Francia), OMR (Città del Messico, Messico), Gio Marconi (Milano, Italia), Carpenters Workshop Gallery (Londra, Regno Unito; Parigi, Francia; San Francisco / New York, USA).

Fabio Fabris

Info:

Atelier Van Lieshout, Le Voyage
25/06/2022 – 11/09/2022
Le Portique centre régional d’art contemporain du Havre
30 rue Gabriel Péri 76600 Le Havre, France
www.ateliervanlieshout.com

Atelier Van Lieshout, Friends, 2021, tecniche miste. Courtesy dell’artista e Le Portique

Atelier Van Lieshout, Sad weelchair, 2021, tecniche miste. Courtesy dell’artista e Le Portique 


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