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La Nostalgia come sentimento collettivo, in mostra da Parsec

Negli spazi di Parsec a Bologna, fino al 20 febbraio 2022, è possibile visitare la mostra “It ends with Nostalgia”. A dare il nome all’esposizione una citazione tratta dal testo “The future of Nostalgia” della scrittrice e artista Svetlana Boym, la quale scrive: “Il nostro secolo sembra iniziato con l’utopia e finito con la nostalgia”.

Alla base del progetto espositivo vi è una riflessione che ruota attorno a questo sentimento antico; il termine nostalgia, infatti, viene coniato in ambito medico nel 1688 per indicare il male che deriva dal desiderio struggente di ritornare alla terra natia. Dal greco nóstos ‘ritorno’ e algia ‘dolore’, dunque, questo sentimento nasce come mancanza per lo più riferita a un luogo ormai lontano, per poi svilupparsi come male transgenerazionale legato anche a un tempo passato – cui si guarda con rimpianto – o a persone che hanno abitato questo tempo. Non manca però un riferimento al futuro: i due assi temporali, infatti, convivono in questa emozione, che si manifesta anche dinanzi alla previsione di un futuro utopico incapace di reggere il confronto con il passato.

Le opere degli artisti Guendalina Cerruti – milanese che vive e lavora a Londra – e Sathyan Rizzo – di base a Bologna – condividono gli ambienti del giovane spazio con un’opera di Francesco Hayez, caposcuola del Romanticismo. Di quest’ultimo è esposto Studio per “I profughi di Parga” (1826-1831), opera in cui l’artista rappresenta gli abitanti della città costretti ad abbandonare la propria terra per via dell’occupazione turca. Lo studio si concentra sul volto di una delle figure, che nell’opera definitiva è intenta a raccogliere una manciata di sabbia della propria terra da portare con sé. Lo sguardo malinconico della donna ci cattura e ci rende partecipi di quel dolore, enfatizzato dalle note di sottofondo di Watering a flower di Haruomi Hosono.

Il brano, decisamente avvolgente, è protagonista del libro esposto in mostra: Raising moths. Attemps at (Musical) Ekphrasis On Haruomi Hosono’s Watering a Flower (2019) in cui i due autori, Federico Antonini e Sergio Savini, raccolgono tutti i commenti pubblicati dagli utenti di YouTube sul pezzo.

Le impressioni e le sensazioni racchiuse nel volume, edito da Nero, sono le più disparate, molte delle quali fanno riferimento al ricordo, a esperienze vissute che riaffiorano grazie al suono. È la nostalgia declinata come sentimento collettivo e racchiusa tra le pagine di un libriccino e, più in generale, tra le mura di Parsec. Cullati dalle note della canzone, nella penombra, sotto lo sguardo della donna dipinta da Hayez, si può seguire l’invito degli autori e fare bibliomanzia: “E anche se non state cercando nulla non è detto che non troviate qualcosa”.

Questo piccolo angolo multisensoriale, sito al piano superiore, si conclude con un’opera di Cerruti: Malibù, Milano, Miami (2021). Si tratta di un quaderno dei ricordi in cui l’artista mescola romantiche memorie personali con fotogrammi di note opere cinematografiche. La medesima modalità espressiva ritorna anche nell’altra sua opera esposta, Malibù (2020): un fotogramma tratto dal film Sette Anime, incorniciato dal colletto a righe di una camicia di cotone. La fotografia immortala il bacio straziante tra i due protagonisti, atteso e sofferto allo stesso tempo, poiché intriso di nostalgia per qualcosa che potrebbe essere ma che non sarà.

Sathyan Rizzo con l’opera digitale Still Life (2017) presenta il sentimento in una forma ancora diversa: mediante richiami estetici propri della corrente vaporwave, lo concretizza in una serie di oggetti riconoscibili – se pur frutto della sua fantasia – e riconducibili a quelle cose che conserviamo nel tempo e portiamo con noi perché simboliche. Momenti, persone, viaggi, RICORDI. Una lunga catena di ricordi che tornano a trovarci, di tanto in tanto, per “ricordarci – come direbbe Pavese – che per fortuna siamo anche fragili”. In fondo, non si riconduce tutto a questo?

Info:

It ends with Nostalgia
16/12/2021 – 20/02/2022
Parsec, via del Porto 48 c/d Bologna

Cover image: Francesco Hayez, Studio per “I profughi di Parga”, olio su tela, 41 x 28 cm, 1826-1831, installation view at Parsec, Bologna, courtesy Parsec

1 Guendalina Cerruti, Malibù, fotografia stampata su tessuto a righe di cotone per camicie, cm. 42x32, 2020Guendalina Cerruti, Malibù, fotografia stampata su tessuto a righe di cotone per camicie, 42 x 32 cm, 2020, courtesy Parsec

Sathyan Rizzo, Still Life, Render, 2017, courtesy Parsec


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