Le Piazze d’Italia di Pietro Guida

Se la memoria si azzerasse all’improvviso, e non ricordassimo più nulla della scultura di Pietro Guida e del Castello di Copertino (Lecce), penseremmo che le opere che compongono Piazze d’Italia siano state concepite appositamente per quel luogo. Se poi la memoria cominciasse a riconquistare terreno, i colori che candidamente dipingono le figure ci condurrebbero al cospetto di antichi esempi greci e romani, mentre la ruvidezza delle loro superfici ci costringerebbe a fare un lungo salto temporale che dal Donatello della Maria Maddalena ci porterebbe al più recente arcaismo di Arturo Martini e Marino Marini.

Lo stesso titolo della mostra, Piazze d’Italia, nasconde un chiaro riferimento alla figura che più di ogni altra contribuì al “Ritorno all’ordine” degli ultimi due, ossia Giorgio de Chirico, individuando curiosamente anche il processo che ha interessato il lavoro di Pietro Guida degli ultimi quarant’anni. D’altra parte, come afferma Mariastella Margozzi, alla guida della Direzione Regionale Musei Puglia del MiBACT e curatrice della mostra insieme a Lorenzo Madaro, “il titolo [è] scaturito dall’immaginare la compresenza delle quattordici figure scolpite da Guida nello stesso spazio aperto della corte del Castello di Copertino”: la cornice cinquecentesca dell’edificio unifica difatti i differenti contesti che individuano le sculture, inglobandoli in un unico grande piano sequenza.

La mostra, inaugurata il 14 luglio 2020 e aperta fino al 20 settembre 2020, non comprende però soltanto opere scultoree – tutte realizzate tra gli anni Novanta del Novecento e i Duemila – ma anche un piccolo nucleo di lavori su carta, essenziale per comprendere il processo creativo dell’artista: qui la linea temporale retrocede fino ai primi anni Ottanta, restituendoci bozzetti che rivelano il grande valore che Guida attribuisce al disegno, “luogo per eccellenza della progettualità della scultura – afferma Lorenzo Madaro – anche nella fase astratto-costruttivista dei Sessanta e Settanta”. I soggetti delle opere sono tratti dalla vita quotidiana – danzatrici, donne affacciate al balcone, una coppia seduta intenta a scambiarsi sguardi – ma anche dalla letteratura e dalla mitologia: ne costituisce uno splendido esempio la scultura della Salomé (2014) allestita nella suggestiva Cappella di San Marco che si affaccia sul cortile interno del castello.

Sorprende il fatto che le sculture non siano state realizzate in pietra bensì in cemento – materiale inusuale per la tipologia dei soggetti – e risulta ancor più sorprendente la scelta di ritmare le ruvide superifici con l’utilizzo del colore: forse è proprio questo tratto a infondere nuova vita alle figure – la coppia di ballerini potrebbe iniziare a roteare da un momento all’altro – e ad alimentare ulteriormente la già tangibile atmosfera metafisica nella quale sono immerse. È grazie a queste peculiarità che la scultura di Guida riesce a dialogare animatamente con lo spazio e l’osservatore, nutrendo quella joie de vivre che rappresenta l’obiettivo ultimo dell’intera rassegna – il quadro del 1906 di Matisse presenta tra l’altro la stessa variegata armonia. A ribadirlo è Pietro Copani, direttore del Castello di Copertino e coordinatore della mostra: “La scelta di esporre sculture di Pietro Guida […] dopo il lockdown è tutt’altro che casuale […] I lavori di Pietro Guida, con le pose naturali delle figure così espressive, riportano il visitatore a ragionare sui complessi sentimenti umani, sia nella molteplicità dello sguardo all’interno dello spazio della corte del castello, sia nella fruizione ravvicinata, riflessiva, concentrata su quegli affetti che adesso dobbiamo imparare a coltivare in modo diverso”.

Nell’anno del suo novantanovesimo compleanno, e dopo il complicato periodo che abbiamo vissuto, non poteva esserci momento migliore per allargare lo sguardo alle Piazze d’Italia: ripartire dalla nostra quotidianità, dall’intimità coltivata in questi ultimi mesi per ritornare a vivere dei piccoli gesti, dei momenti condivisi con amici e familiari. Robert Vischer avrebbe parlato di una riscoperta dell’Einfühlung, dell’“immedesimazione”: la moderna “empatia” che ricerchiamo nell’altro e che ritroviamo, vivida, nell’opera di Pietro Guida.

Antongiulio Vergine

Info:

Pietro Guida, Piazze d’Italia
A cura di Lorenzo Madaro e Mariastella Margozzi con il coordinamento di Pietro Copani
14 luglio  – 19 settembre 2020
Castello di Copertino, Piazza Castello, Copertino (Lecce)

Pietro Guida, Piazze d'Italia, installation view, Castello di Copertino, Lecce, 2020Pietro Guida, Piazze d’Italia, installation view, Castello di Copertino, Lecce, 2020

Pietro Guida, Piazze d’Italia, installation view, Castello di Copertino, Lecce, 2020

Pietro Guida, Piazze d’Italia, installation view, Castello di Copertino, Lecce, 2020

Pietro Guida, Piazze d’Italia, installation view, Castello di Copertino, Lecce, 2020


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.