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Paris+ par Art Basel: una prima edizione tra aspettative e possibilità tutte da scoprire

Si è inaugurata, in una Parigi che ha riconfermato la sua straordinaria vitalità sul mercato dell’arte contemporanea, la prima edizione di Paris+ par Art Basel, il nuovo appuntamento nella capitale francese della big svizzera, primo gruppo di fiere artistiche a livello mondiale.

Tuttavia la manifestazione non è “urlata”, si percepisce un po’ sottotono, perlomeno in città: muovendosi tra aeroporto, metrò e vie cittadine non si trova nemmeno un manifesto pubblicitario che riporti l’evento. Eppure un senso di attesa e di curiosità aleggia fra collezionisti e addetti ai lavori. E, infatti, i collezionisti li ritroviamo tutti all’ingresso principale in attesa dell’apertura della sessione First Choice, alle ore 10 di mercoledì 19 ottobre.

La scelta di non calcare troppo la mano sulla comunicazione riflette le parole del direttore Clément Delépine: “Dobbiamo rimanere umili e capire il contesto in cui lavoriamo: siamo debitori di una grande tradizione che non ci appartiene, di circostanze che non abbiamo creato noi. A Parigi, le aspettative, le idee e le abitudini si sono formate nel corso di quarantasette anni grazie al lavoro della Fiac”.

Su questa base di consapevolezza e riconoscenza per il lavoro svolto in quasi mezzo secolo da Fiac, entriamo nella sede espositiva, il Grand Palais Éphémère. L’ingresso è fin da subito un’immersione tra gli stand espositivi, con grandi nomi che si susseguono e una forte specificità locale, con almeno il 30% delle gallerie francesi in prima linea.

Templon, kamel mennour, Perrotin, Zwirner, Hauser & Wirth, Almine Rech, Gagosian, Marian Goodman, Lelong, Chantal Crousel, sfilano una dietro l’altra. Purtroppo manca l’aria, non solo perché il sistema di ricambio non funziona e il numero dei visitatori è troppo elevato, ma anche a causa della capacità limitata della sede espositiva, che fa rimpiangere i più ampi spazi del Grand Palais. La sensazione, condivisa anche da altri visitatori, è quella di essere sopraffatti da una selezione di artisti di prim’ordine senza tuttavia potersela effettivamente assaporare.

Si arriva infine al Salon Vip che dà accesso alla Lounge Vip e funziona come da camera di decompressione prima di immergersi nella navata che punta dritta alla Tour Eiffel. Lì troviamo, insieme ad altri nomi più noti, un’importante selezione di gallerie emergenti.

Paris+ pone l’accento proprio su di loro: le dimensioni del settore a loro dedicato sono effettivamente il doppio rispetto a quello dedicato alle gallerie “established” e sono anche collocate al centro del Grand Palais Éphémère: sono loro il centro di gravità della fiera.

Degno di nota il both di sans titre, spazio “spirituale” all’interno della fiera. Qui l’artista Jessy Razafimandimby ha creato un’intera serie multimediale di opere ispirate al suo passato di corista, a cui si accede tramite un cancello, una scultura in due parti, fatta di paglia intrecciata e legno di pino.

Ci travolge invece per l’energia che trasmette, lo stand dell’Institut de Visión. È solare come la sua origine, Bogotà. Per la fiera si concentra sull’artista brasiliano Marlon de Azambuja, che considera il modo in cui l’architettura limita la natura e l’umanità.

Credo che questo dica davvero qualcosa riguardo a questa prima edizione parigina di Art Basel. La volontà di sostenere e valorizzare le gallerie che promuovono prospettive emergenti: arte di giovani artisti, o di artisti più anziani il cui lavoro è stato ignorato, o per i quali il riconoscimento è arrivato tardi. Le voci provenienti da spazi liminari ed emarginati sono sempre le più vulnerabili, ma alla fine è proprio lì che si svolge il lavoro pionieristico. È qui che l’arte riflette maggiormente la società.

Fuori dalla sede espositiva, un programma pubblico destinato ai progetti artistici che puntano a fidelizzare e ampliare il pubblico. Da place Vendôme ai Jardin des Tuileries, passando per il Museo Nazionale Eugène-Delacroix e per una piccola cappella all’interno delle Beaux-Arts de Paris.

La città è in festa, ma cerca di mantenere il segreto.

Info:

Paris+ par Art Basel
October 20-23, 2022
Grand Palais Éphémère
https://parisplus.artbasel.com/

Parisplus ArtBasel, Grand Palais, courtesy Paris+ par Art Basel

Alicja Kwade, Au cours des mondes, 2022. Curated by Jérôme Sans, presented by kamel mennour, Paris, as part of the Sites program by Paris+ par Art Basel, courtesy Paris+ par Art Basel

Installation view in Instituto de Visión’s booth at Paris+ par Art Basel, 2022. Courtesy of Paris+ par Art Basel

Installation view in sans titre’s booth at Paris+ par Art Basel, 2022. Courtesy of sans titre


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