Pittura slovena, oggi

La visione dell’artista che svela la superficie della pittura, frantumando ogni significato nell’evento già presentato, ci conduce nella sfera simbolica. Qui i significati associati al dipinto e la nostra “lettura” si staccano. Ora inizia la vera visione e lettura; senza maschere o articolazioni esagerate. La lettura simbolica, questo lavoro microscopico, dissipa l’illusione ottica, in quanto combina, come uno specchio, tutti i segmenti della vista e l’arte della pittura in un nuovo insieme “capovolto”.

La visibilità esterna dei dipinti è quindi (solo) il necessario chiaroscuro che ci conduce più in profondità nel corpo sensibile, sensuale e spasmodico in cui inizia il piacere. I dipinti e le immagini sono punti erogeni che consentono l’approssimazione, ci permettono di scacciare i nostri pregiudizi e di arrenderci, ci permettono di inserire senza censura le immagini in cui l’osservatore accidentale vede e poi si nomina. La tessitura poetica non è affatto strumentale, quindi coloro che non possono o non vogliono seguirla, sono privi di ogni piacere di vedere. Per loro, l’ordine simbolico è (semplicemente) una mistificazione, o lo respingono, per amor di conformità, come criterio di valore artistico. Dipende, quindi dal nostro Vedere-Leggere se capiremo correttamente l’immagine artistica – in modo appropriato.

L’arte della pittura è il tocco dell’uomo – la mano del poeta .. le zampe degli animali e l’anima, che è “vocazione” ed “evento” nel senso di Badiou, avvenimento e “appropriazione” (come Er-reignis), la recitazione e interpretazione della sceneggiatura artistica visiva: come personaggio e segno del corpo (Leib): pelle e carnagione dell’autore. Cioè, un segno, semeion mega: un grande segno della sua tristezza e felicità. Il grande segno dell’animalité dell’anima umana come psiche, che guida la mano alla scoperta dell’inferno e le forme primordiali zoomorfe e antropomorfe luminose, mobili, sfaccettate e le “forme” inconsce nei giardini dell’Eden. Pittura = il confine netto e incerto tra umanità e animalità dell’esperire e dell’esperienza: logica del sentire, ovvero la logica del sentimento, “onniscienza”, onnipresenza di qualche sensazione, che non è solo del poeta / pittore come uomo, ma deriva da tutto ciò che è vivo, da tutti gli esseri e piante viventi, e dalle rocce, cioè zoomineralogia e ogni sorta di geografia, che è abitata dall’anima del poeta come vis elastica, come fertilità e “generando” nella pace finale e infinita del dipinto, una Sceneggiatura artistico-visiva.

Nella libertà animale umana, come liberazione e pura responsabilità verso il mondo interno ed esterno, che è abitata da ogni dipinto dal poeta come sujet barré, che è allo stesso tempo limitato e anche periodicamente liberato, personale e nello stesso caso cosmogonico, catturato in eterna istanza archetipica e “spasmodica”, che gli conferisce potere e una memoria primordiale onnicomprensiva e onnicomprensiva nel gioco dei ritmi visivi e stilistici. Ritmi del Paradiso e dell’Inferno che formano l’inizio e il passaggio – la transitorietà del dipinto… la sua nascita e il suo “annullamento”.

Narciso allo specchio: poeta come pittore… I suoi dipinti e le sue unioni di immagini sono un fantasma metaforico duraturo, che è guidato dal Tempo come l’aion crudele, spietato, giusto, mondano e redentore, che giudica e punisce ogni sorta di umana vanità, disperazione e sconforto… e peccaminosa co-dipendenza e astensione… in (una singola e / o micidiale) mossa di pedone sulla scacchiera. L’arte è come una grotta magica (“Apriti, Sesamo”): dietro di essa, dietro l’imene del muro troviamo l’arte fondamentale – la “cosa” dell’artista come essenza dell’opera, che viene ricercata ed esplorata solo dal poeta, dall’artista. Bernard direbbe che sta cercando il quadro finale dei dipinti, l’ultima immagine dipinta, alla quale è guidato dalla sua spinta istintuale, “forza trainante” come Triebfeder, cioè dalla “molla” interna della spinta istintiva che conduce all’atto finale.

Tra le dita che tengono la matita, la mano è come moti(vata) su sé stessa, cioè un movimento automatico, come un disco che ora e sempre guida l’agire della mano. Il che è in realtà quello e anche la mano dell’artista. Nella piega della mano e la matita tra le dita è erotica come Eros e Geschlecht (specie, genere e sesso e sessualità, genealogia), che in realtà è movimento sessuale, piega e piega, movimento e contatto con il foglio bianco di carta, oscillazione erotica da qui a là, dall’esterno verso l’interno e dall’interno di nuovo – verso l’esterno…

Andrej Medved

Info:

CONTEMPORARY SLOVENIAN PAINTING: THE THIRD GENERATION
artisti: Suzana Brborović, Ira Niero Marušič, Maruša Šuštar, Nika Zupančič
curatore: Andrej Medved
12 dic 2019 – 19 gen 2020
Pilonova galerija Ajdovščina
Prešernova ulica 3,
5270 Ajdovščina
pilonova.galerija@siol.net
www.venopilon.com

Suzana Brborović, Bridge countries – Connection, 2018,  acrylic and ink on canvas, 220 x 180 cm

Nika Zupančič, The Sky 1, 2018,  oil on canvas, 150 x 130 cm

Maruša Šuštar, Disfiguring the humane, 2019, oil on canvas, 200 x 170 cm, courtesy Pilonova galerija Ajdovščina

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