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SAN CARLO e White-Light-Whirlwind di Mark Handforth

Alloggio militare durante l’invasione Austriaca nel 1859, magazzino per materiale ospedaliero della Croce Rossa nel 1923-25, palestra nel 1946 e, ancora, magazzino per pali telefonici negli anni ‘80 del ‘900. La chiesa sconsacrata di San Carlo e San Donnino a Cremona ha, negli anni, servito la sua comunità sotto un’infinità di vesti. SAN CARLO, progetto realizzato in collaborazione con APALAZZOGALLERY, ha riportato finalmente questo luogo a essere spazio di contemplazione e riflessione. Attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali e la realizzazione di opere site specific, SAN CARLO offre alla città di Cremona un ciclo espositivo dedicato all’arte contemporanea, il cui focus vuole essere la sperimentazione di una grande molteplicità di media differenti, quali scultura, pittura ma anche film, installazioni sonore e performance.

Gli splendidi volumi della chiesa hanno trovato nuova espressione a partire dallo scorso 15 settembre 2021 con l’inaugurazione della personale Glitches, dedicata all’artista francese Servane Mary. Per il primo anno (settembre 2021 – settembre 2022) sarà proprio Servane Mary a invitare amici artisti a operare all’interno di questi spazi. Per la sua personale, la pittrice ha realizzato tre dipinti monumentali su lamine forate. Qui, l’unicità della texture dei dipinti si adattava perfettamente alle pareti scrostate e consumate della chiesa di San Carlo.

Oggi è in mostra il secondo capitolo di questo percorso espositivo, intitolato White-Light-Whirlwind, dedicato al lavoro di Mark Handforth e visitabile fino al 31 maggio 2022. Artista di Hong Kong, attualmente di base a Miami, Handforth è conosciuto su scala internazionale per le sue installazioni poliedriche volte a indagare le specificità delle metropoli americane e la loro spettacolarità. Su questa linea, l’opera presentata a Cremona ripropone l’utilizzo di materiali e oggetti di utilizzo urbano ricollocati e riadattati a un contesto sacro, dando vita a un effetto dissacrante ed estraniante, a tratti pop. Tra le diverse opere in mostra, la più imponente è un’istallazione alta sedici metri, composta da luci al neon sovrapposte tra loro a creare un vortice che culmina al centro della cupola barocca della chiesa. L’alternanza di tre diverse sfumature di luce elettrica bianca, bianca sporca e bianca-viola accompagna lo sguardo del visitatore nella scalata di questa linea discontinua e permette di immergersi in una vera e propria manifestazione fisica dell’incontro tra terra e cielo.

L’elemento naturale è fortemente riconoscibile in Handforth, che sembra parlare di una natura che vuole riprendere il suo ruolo di protagonista irrompendo in un contesto umanizzato, quasi riportando alla memoria le fotografie del francese Romain Veillon. Come testimoniato già dall’esposizione After Nature realizzata nel 2017 presso la Galleria Franco Noero, la spirale, sempre presente in natura, è forma ispiratrice e motore del processo creativo dell’artista. Lo stesso Handforth raccontando White-Light-Whirlwind parla di “paesaggio metafisico”.

Con il suo secondo capitolo, SAN CARLO rinnova, così, la sua capacità di innescare nuove forme di contemplazione dell’arte contemporanea, offrendo il servizio inestimabile di ridare vera e propria luce a un’architettura che sembrava aver perso il suo antico valore.

Rita Meschiari

Info:

Mark Handforth, White-Light-Whirlwind
Progetto SAN CARLO
18/03/2022 – 31/05/2022
Chiesa San Carlo e San Donnino, Via Stefano Leonida Bissolati, 33, Cremona
Solo su appuntamento: info@sancarlocremona.com
https://www.sancarlocremona.com

Mark HandforthMark Handforth, White-Light-Whirlwind, 2022, ferro, luci e fissaggi elettrici, altezza 14 metri. Photo Credit: Form Group, courtesy l’artista e Galleria Franco Noero

Mark Handforth, Lamphead Cross, 2016, alluminio verniciato, lampione, 270 x 100 x 60 cm. Photo Credit: Form Group, courtesy l’artista e Galleria Franco Noero


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