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Shafei Xia. Passando davanti alla mia finestra

Shafei Xia. Passando davanti alla mia finestra

Nata nel 1989, l’anno della famosa rivolta di Piazza Tienanmen durante la quale la Cina ha mostrato tutti i suoi desideri di apertura al mondo assieme al suo contrario, ovvero la volontà di oscure chiusure d’impronta sovranista, Shafei Xia è una giovane artista la cui figura ci evoca immediatamente le virtù di quella che potrebbe essere un’umanità universale. Quell’umanità, oggi più che mai minacciata dalla maledetta guerra in Ucraina, che nonostante vecchi e nuovi pregiudizi e fobie sa mescolarsi e riconoscersi nelle sue differenze, varie, complesse e stimolanti.

Originaria di ShaoXing, Shafei Xia, dopo il conseguimento della laurea triennale in scenografia alla ChongQing University, si trasferisce a Shangai, dove, all’età di 24 anni ha una sorta di iniziatica conferma del suo talento, che coincide con la vendita della sua prima opera. Di qui alla scelta di una trasmigrazione radicale il passo è breve. E dove può volere andare una giovane artista cinese in un mondo ancora senza confini invalicabili, almeno per gente come lei? La discriminante ottusa tra oriente e occidente che oggi si sta reimponendo rudemente, allora non era ancora un problema. La sua scelta, come quella di non pochi altri coetanei con ispirazioni e origini simili, ricade dunque sull’Italia. É quindi a Bologna che Shafei Xia si laurea all’Accademia di Belle Arti nel 2020, dopo avere vinto il Premio al talento della Fondazione Zucchelli per l’Arte nel 2019. Seguono quindi molteplici conferme, attestate dall’esposizione di sue opere in numerose occasioni in Italia e non solo: dalla Tabula Rasa Gallery di Londra, al Tokonoma di Kassel, dal Centro Pecci per l’Arte Contemporanea di Prato al Museo Carlo Zauli di Faenza, dalla galleria Francesca Antonini arte contemporanea di Roma al Palazzo Borromeo di Milano, oltre che a Bologna a Palazzo Magnani e al Museo Temporaneo Navile.

Ora la galleria P420, in concomitanza con l’ottava edizione di Opentour, manifestazione annuale in cui l’Accademia di Belle Arti di Bologna esce allo scoperto in una grande mostra diffusa che coinvolge gallerie e spazi espositivi della città, dedica alla pittrice la sua prima personale bolognese, dal titolo Passando dalla mia finestra. Sabrina Bernardi, autrice del testo critico che accompagna la mostra, fa giustamente notare il favorevole connubio che si è instaurato tra le opere esposte e il luogo dell’esposizione: “le grandi vetrate della galleria assumono il ruolo di confini fisici e ideali del mondo di Shafei. Come inconsapevoli voyeurs gli spettatori possono spiare dall’esterno scorci di vita domestica. Varcando la soglia si entra a capofitto nel suo universo fatto di comodi letti su cui sdraiarsi e sognare, raffinate toilette in cui specchiarsi e incipriarsi il naso, poltrone riccamente decorate su cui accomodarsi per gustare torte e tè caldo. Il mondo immaginato e quello reale si mescolano, le case delle bambole diventano palcoscenico dei sogni ad occhi aperti dell’artista che dirige a suo piacere schiere di personaggi che da tempo identificano la sua produzione”.

La mostra è incentrata su una serie di dipinti su carta di sandalo intelata, a fianco dei quali si può ammirare anche un consistente numero di ceramiche inedite, sviluppate durante la residenza dell’artista presso il Museo Carlo Zauli di Faenza, istituzione molto attiva negli ultimi anni nell’attivare un fertile confronto tra artisti emergenti, normalmente avvezzi ad altre tecniche e materiali, e questa tecnica tradizionale (che in questo caso è profondamente radicata anche nel background visivo e culturale di Shafei Xia, viste le sue origini) con l’obiettivo di sollecitare fertili contaminazioni espressive ed epocali.

A colpire immediatamente lo sguardo di chi visita l’esposizione in galleria è la ricorrente presenza, sia nei dipinti e sia nelle sculture, di animali come la tigre, il maiale e la tartaruga, che si riallacciano a particolari e ben noti riverberi simbolici della cultura tradizionali cinese. Ma a prevalere nella raffigurazione che ne dà Shafei Xia è l’aspetto più che mai morbido, affettuoso, con richiami a un’intimità adolescenziale lontana, ma di un’inesausta e segreta efficacia evocativa.

L’erotismo giocoso e corale che si può rintracciare più o meno serpeggiante in tutte le opere esposte, siano esse ceramiche, dipinti o disegni, si potrebbe interpretare anche come una sorta di ricerca di un tempo perduto ma a suo modo quanto mai presente, non senza richiami a un’inquieta e irrisolta equivocità. Che dire ad esempio dei dolcetti semisferici, bianchi e con tanto di ciliegina color rosso acceso posati su un vassoio tondeggiante di cui l’esecuzione ceramica rende flagrante tutta la rigidissima sinuosità? Il titolo quasi tautologico è Crema, ma l’inevitabile associazione ci porta vedervi anche l’avatar di un seno materno quasi perfetto e ben servito, ma non troppo accogliente. Un tema quello del seno femminile bianco e tondeggiante come i dolcetti or ora citati che ritroviamo anche in un ritratto dipinto di una figura femminile, non per nulla intitolato In my world. Per concludere, bisogna proprio dire che, al di là dell’indiscutibile graziosità accattivante, nelle opere di Shafei Xia c’è molto di più da vedere e rimuginare di quanto appaia a prima vista e che la precocissima coerenza e ricchezza del suo linguaggio espressivo la pone come una delle artiste emergenti più interessanti della sua generazione.

Valerio Romitelli

Info:

Shafei Xia. Passando davanti alla mia finestra
23 giugno–23 luglio 2022
P420
Via Azzo Gardino 9, Bologna

Shafei Xia, Passando davanti alla mia finestra, 2022, installation view, P420, Bologna (Courtesy P420, Bologna), photo credit Carlo Favero

Shafei Xia, Passando davanti alla mia finestra, 2022, installation view, P420, Bologna, photo credit Carlo Favero, courtesy P420, Bologna


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