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Barbara Probst. Dove la fotografia diventa “simult...

Barbara Probst. Dove la fotografia diventa “simultanea”

Barbara Probst, subito dopo aver esposto a Le Bal a Parigi, approda in Italia (Milano) alla Galleria Monica De Cardenas. Le opere dell’artista, composte da due o più fotografie di grande e medio formato e dal forte impatto visivo ed emotivo, catturano e destabilizzano lo sguardo di chi le osserva, infatti giocano costantemente tra illusione e realtà, rendendo tutta l’atmosfera dell’installazione al limite dell’inverosimile.

Barbara Probst scatta più fotografie riprese da varie angolazioni e distanze e lo fa simultaneamente, questa metodologia rende le immagini molto diverse tra loro, nonostante il soggetto ripreso sia sempre lo stesso; ognuna diventa camuffata dall’inquadratura, esponendo così una realtà distorta e diversa ad ogni scatto. L’artista posiziona diversi punti di vista e li manda in pasto all’osservatore, stimolandone curiosità e intimo voyeurismo, l’istante dello scatto si rompe in diversi pezzi e le serie diventano puzzle da comporre, da elaborare e da vivere; Barbara si allontana dunque dal concetto di “attimo catturato” e si avvicina allo sviluppo di molteplici scatti dello stesso “istante”.

In mostra troviamo fotografie legate alla moda, allo still life, al reportage e al ritratto, queste tipologie dialogano tra di loro in modo sorprendente tanto da diventare opere complementari.

Nella prima sala della galleria troviamo un doppio ritratto delle famose gemelle Lia e Odette Pavlova dal titolo Exposure #124 del 2017, qui parti dei corpi delle giovani ragazze si trovano nascosti da oggetti in vetro, una vera e propria miscela tra ritratto e still life. Le due grandi fotografie, di 168×112 cm ciascuna, che sembrano speculari, sono elaborate con inquadrature diverse e scattate nello stesso istante dove chi guarda questo dittico è costretto a giocare a trovarne le differenze.

Sempre nella stessa sala un trittico dal titolo Exposure #139 del 2018, rappresenta apparentemente un classico still life composto da un tavolo con sotto vari oggetti, come una bottiglia, una brocca ed un frutto, insieme a loro troviamo un elemento del corpo umano: una mano; in ogni scatto la mano compare su diversi piani e sembra che questo frammento di corpo appartenga ad una donna che si trova in una condizione precaria di vita, dove ciò che le rimane è solo il circondarsi di oggetti quotidiani.

Di fronte a questo trittico ne troviamo un altro dal titolo Exposure #132 del 2018, qui ci allontaniamo dallo still life e ritroviamo la rappresentazione di un corpo femminile disteso davanti alla macchina fotografica, il “corpo umano” di fronte al “corpo macchina” diventa il racconto di una ripresa nella ripresa, vista pur sempre da diversi punti di vista; il corpo di donna con la sua scultorea presenza, raffigura la bellezza e al contempo la forza e qui si evince che Barbara abbia portato i suoi vecchi studi di scultura, fatti all’Accademia di Monaco, proprio nelle sue fotografie.

Nella stanza successiva ci ritroviamo invece in un racconto, Exposure #123, un reportage legato al ritratto dove l’artista ci catapulta in un tipico motel americano in riva al mare e una donna dallo sguardo malinconico si confronta con il paesaggio, il legame del soggetto con lo scenario naturale diventa forte e sembra che tutto sia avvolto da un mistero che lascia ampio spazio alla fantasia.

La mostra si chiude con la serie Exposure #119.1 del 2016, formata da 5 fotografie 76×76 cm, scattate in studio, qui 5 riprese diverse si alternano, come si intervallano anche i colori e il bianco e nero. Il racconto in questa storia più che un puzzle diventa un rebus, oggetti sul tavolo e soggetti umani si mischiano in un’esposizione quasi surreale.

In questa serie si susseguono: un ritratto di donna in bianco e nero, uno still life a colori dove bottiglie e tazze nascondono mezzo busto di un uomo sul divano, poi ancora un muro scrostato in bianco e nero, poi di nuovo il corpo dell’uomo sul divano, ma questa volta in una ripresa più ravvicinata e frontale e per chiudere una composizione di un bicchiere, una brocca ed un corpo femminile, sovrapposti su diversi piani ma visivamente combacianti.

La fotografia di Barbara Probst non è sviluppata verso un concetto di bidimensionalità, ma piuttosto verso una tridimensionalità vista in una duplice visione: come oggetti nello spazio, quindi una visione scultorea, l’altra, come realtà vera e propria. Il mondo dell’artista viene raccontato attraverso vari piani di visione, dove l’importanza del tempo, inteso come scatto simultaneo è importante tanto quanto le molteplici inquadrature.

Info:

Barbara Probst
26 settembre – 30 novembre 2019
Orario: da martedì a sabato ore 15 – 19
MONICA DE CARDENAS
Via Francesco Viganò 4 Milano

Barbara ProbstBarbara Probst Exposure #124, Brooklyn, Industria Studios, 39 South 5th St, 04.13.17, 10:39 p.m., 2017 Ultrachrome ink on cotton paper 2 photographs: each 168 x 112 cm Ed of 5

Barbara Probst Exposure #132: N.Y.C., 368 Broadway, 02.09.18, 3:56 p.m., 2018 Ultrachrome ink on cotton paper 3 photographs: each 112 x 112 cm Ed of 5

Barbara Probst Barbara Probst Exposure #119.1: Munich, Waisenhausstrasse 65, 08.02.16, 3:18 p.m., 2016 Ultrachrome ink on cotton paper 5 photographs: each 76 x 76 cm Ed of

Barbara Probst Exposure #139: Munich, Nederlingerstrasse 68, 08.21.18, 5:13 p.m., 2018 Ultrachrome ink on cotton paper 3 photographs: each 112 x 75 cm Ed of 5

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