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Giorgio Armani e Aldo Fallai: l’eleganza di uno stile di vita eterno

«Insieme, in un dialogo sempre fluido e concreto, abbiamo creato scene di vita, evocato atmosfere, tratteggiato ritratti di carattere». Giorgio Armani e il fotografo Aldo Fallai raccontano la loro collaborazione creativa trentennale in una mostra delicata e profonda all’Armani/Silos di Milano: Aldo Fallai per Giorgio Armani, 1977 – 2021.

“Aldo Fallai per Giorgio Armani 1977 – 2021”, installation view at Armani/Silos, Milano, courtesy Giorgio Armani

Il sodalizio tra i due risale a metà degli anni Settanta, quando entrambi erano al principio della loro carriera: Fallai, classe 1943, era un grafico diplomato all’Istituto d’arte di Firenze con una notevole inclinazione per la fotografia e Armani, ancor lontano dal successo da solista di “Re Giorgio”, era un giovane stilista freelance. Nella sua autobiografia Armani ricorda il loro come «un incontro estremamente felice, anche se imprevedibile, tra un fiorentino verace e un milanese d’adozione». Al tempo, lo stilista piacentino era impegnato e determinato a riscrivere le regole del vestire, cosciente dei cambiamenti sociali che vedevano sia l’irrompere del femminismo, sia la maturazione da parte dell’uomo di una maggiore consapevolezza dell’abito. Così facendo, Armani non crea tanto una moda quanto uno stile di vita elegante ed eterno di cui Fallai, fin da subito, riesce a cogliere e immortalare la poetica, secondo cui: «L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare».

Giorgio Armani FW 1984-85, photo credit Aldo Fallai, courtesy Giorgio Armani

Il percorso espositivo, curato da Giorgio Armani, Rosanna Armani e Leo dell’Orco, si presenta ai visitatori come un lungometraggio composto da circa 250 fotogrammi apparsi sulle riviste oppure impiegati in manifesti dal forte impatto mediatico. Disposte sui primi due piani dell’Armani/Silos, seguendo un «rigoroso ordine sparso», le immagini delineano l’estetica del fotografo, nella quale le influenze cinematografiche e neorealiste si sposano con le reminiscenze della pittura manierista e tardorinascimentale. Tale combinazione conferisce alle fotografie un’atmosfera senza tempo dal sapore intimo e astratto. Con delicata maestria Fallai racconta il carattere dei personaggi – donne moderne dai corpi agili e sinuosi e uomini educati dai volti lirici e scultorei – dove l’abito diventa «un sottile complemento dell’essere».

Armani Jeans SS 1981, photo credit Aldo Fallai, courtesy Giorgio Armani

Come precisa Fallai, gli scatti «sono [tuttavia] solo un decimo dei lavori fatti nel corso degli anni» per le diverse campagne. Tra quelle esposte è subito riconoscibile il ritratto di Antonia Dell’Atte, per Giorgio Armani FW 1984-85, dove la modella e musa dello stilista incarna l’immagine moderna della donna in carriera con quel velato atteggiamento di forza, indipendenza, arroganza e successo. Con le mani inguantate e incrociate, la modella stringe l’Herald Tribune e il Corriere della Sera, mentre con gli occhi guarda un punto lontano verso l’alto, come in contemplazione del futuro che l’attende. La giacca dal taglio maschile è armoniosamente modellata per il corpo femminile conferendo alla donna un carattere autorevole, senza tuttavia sminuire in alcun modo la sua femminilità. L’attrice Isabella Rossellini racconta come «tutte noi che non volevamo portare vestiti scollacciati, stretti, sapevano di trovare da Armani un guardaroba che non ci faceva sentire come degli oggetti sessuali». Negli scatti di Fallai, come nella filosofia di Armani, la sensualità femminile non è mai volgare, ma intelligente e raffinata.

“Aldo Fallai per Giorgio Armani 1977 – 2021”, installation view at Armani/Silos, Milano, courtesy Giorgio Armani

Attraverso la fotografia Fallai riesce a dipingere scene di vita quotidiana profondamente autentiche, arrivando a trasformare istanti reali nati da eventi casuali in scatti senza tempo, come la fotografia del cucciolo di tigre, per Armani Jeans SS 1981, realizzata a Palermo al Circo Togni, dove la troupe trovò riparo durante un temporale. I ritratti in bianco e nero si alternano a fotografie a colori in un allestimento sobrio ed elegante in grado di trasportare lo spettatore in una dimensione dove il passato continua a rigenerarsi nel presente. «Perché lo stile, per me [Armani], è un’espressione totale. E rivedendo oggi tutto il lavoro realizzato, sono io stesso colpito dalla forte suggestione che questi scatti sanno ancora emanare, e dalla grande capacità di Aldo di cogliere le sfumature della personalità».

Info:

Aldo Fallai per Giorgio Armani, 1977 – 2021
5.12.2023 – 11.08.24
A cura di Giorgio Armani, Rosanna Armani e Leo Dell’Orco
Armani/Silos
Via Bergognone 40, Milano
https://www.armanisilos.com/it/


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