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Le fragranze della distillazione del femminile di ...

Le fragranze della distillazione del femminile di Romina Bassu

Scendere nell’oblio del sogno non vuol dire dimenticare, ma piuttosto raccordare i ricordi nella trama organica della memoria, integrando nella narrazione i molteplici aspetti del sé relegati negli abissi dell’inconscio. In questo processo di sintesi elaborativa la costruzione dell’identità femminile si rivela un’operazione di delicata complessità. A far emergere gli archetipi femminili che dimorano nelle profondità dell’inconscio è l’artista Romina Bassu (Roma, ‘82) che nella sua personale Arché, inaugurata presso lo spazio indipendente AlbumArte di Roma, ridesta l’attenzione sullo scenario intimo del femminile aprendo la visione all’incontro con le sette dee.

Attraverso un’attenta ricerca testuale e visuale tra manuali di psicoanalisi femminile e bestseller ottocenteschi come La botanica de’ fiori per il bel sesso, l’artista elabora con delicatezza l’immagine del femminile svelandone le sfumature archetipali che ne costituiscono l’abito, confrontandosi con l’assolutezza dell’immagine stereotipica di una femminilità di stampo patriarcale.

Nella scansione del duello di genere il linguaggio floreale ancora una volta si fa portatore di istanze simboliche e iconografiche oltre il confine dell’interpretazione letterale e dell’apparenza formale dell’immagine. Rose, melagrane, gigli ed edere attivano associazioni, alludendo sia alle forme organiche dell’anatomia riproduttiva femminile, introducendo alla funzione sessuale, sia più sottilmente ai diversi temperamenti e desideri dell’animo femminile. In quest’ottica la diversità che contraddistingue la ricchezza delle nature morte riconduce alla specificità di una tipologia ben precisa di femminilità, rintracciata nella categorizzazione dei sette archetipi femminili della psicoanalista Jean S. Bolen.

Fonte di ispirazione primaria nell’immaginario dell’artista è infatti il saggio del ‘91 Le Dee contro la donna, dove Bolen analizza le sette sfaccettature dell’unità femminile, ognuna delle quali legata all’identità mitologica della dea greco-romana e all’archetipo a cui essa dà vita. L’iconicità delle fragranze floreali si connette all’archetipo della dea come nell’esempio della melagrana associata all’immagine di Proserpina/Persefone rapita dal re degli inferi Ade/Plutone, o in quello del giglio legato alla figura della sposa del re degli Dei dell’Olimpo Era/Giunone, protettrice del matrimonio.

Secondo il pensiero di Bolen i modelli archetipali agiscono in maniera diversa all’interno di ogni individualità femminile per tutto il corso della sua vita, in particolare in modalità preminente in alcuni momenti specifici del ciclo vitale. L’equilibrio nella sintesi armonica tra questi aspetti all’interno della dimensione individuale della donna crea le condizioni favorevoli per l’espressione del massimo potenziale del potere femminile, mentre lo squilibrio generato dall’eventuale prevalenza di una delle dee mette in evidenza l’intensità della forza di alcuni precisi caratteri. Ispirate all’iconografia mitologica delle sette dee, le corrispondenze create dall’artista sintetizzano i tratti istintivi di una femminilità fortemente delineata dalla stratificata profondità e divergenza, che si incontrano nell’atmosfera ovattata dello stato di apparizione.

Quella condotta da Bassu più che una ricerca è una vera e propria operazione di distillazione alchemica, in cui l’essenza dell’archetipo femminile entrando in contatto con le note più profonde della sua natura rinnova il suo incantesimo sublimandosi nello sguardo dell’eventuale spettatore. In questa prospettiva l’atto di riconoscimento operato dall’archetipo verso la gamma delle sue declinazioni risulta vitale per l’acquisizione della consapevolezza identitaria. Parallelamente, l’irradiamento delle tonalità rosate dell’allestimento curato da Paola Ugolini contribuisce a immergere l’iniziato nella sfera di ricerca del femminile, connotando lo spazio come un vero e proprio luogo di iniziazione rituale. L’incontro con le dee è un appuntamento segnato dalla mano del destino, mentre gli influssi della loro azione combinata rinnovano promesse e speranze sopite sotto la superficie latente di una rigida costruzione sociale, ridestando l’urgenza di riscoprire la verità celata nella dimensione eterea, complessa e ricolma di fascino della femminilità, che ogni giorno è capace di ricreare il mondo immaginandone le potenziali derive.

Erika Cammerata

Info:

Romina Bassu. Archè
30/11/2021- 28/12/2021
AlbumArte
Via Flaminia, 122, Roma

Romina Bassu, exhibition view, -Archè-, AlbumArte, 2021, photo by Alessandra Trucillo, courtesy AlbumArteRomina Bassu, Archè, 2021, exhibition view at AlbumArte, photo by Alessandra Trucillo, courtesy AlbumArte

Romina Bassu, Afrodite, 2021, acrilico su tela, Archè series, AlbumArte, 2021, photo by Alessandra Trucillo, courtesy AlbumArte

Romina Bassu, Persefone, 2020, acrilico su tela, Archè series, AlbumArte, 2021, photo by Alessandra Trucillo, courtesy AlbumArte

Romina Bassu, Artemide, 2021, acrilico su tela, Archè series, AlbumArte, 2021, photo by Alessandra Trucillo, courtesy AlbumArte


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