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Il nuovo eterno ritorno di Luigi Ontani. Albericus Belgioiosiae Auroborus, firmato Massimo De Carlo.

L’etimologia del verbo ‘rinnovare’ ci mostra come la ripetizione, data dal prefisso re- posto davanti al latino novare, è qualcosa di solitamente inseparabile dalla nascita della novità. La genesi del nuovo nasce in simbiosi con il ripetere, che non è il modo attraverso cui si manifesta, secondo il luogo comune, il già creato. Luigi Ontani lo sa bene perché il rinnovamento nella ripetizione, la rinascita iscritta nel tempo del sempre -così come l’anagramma del suo nome curiosamente nasconde, Ontani-Innato-  è una delle sue caratteristiche. In Albericus Belgioiosae Auroborus –l’ultima mostra personale dell’artista presso una delle sedi milanesi di Massimo De Carlo- la novità ex tempore dell’istrione dell’arte contemporanea italiana s’incontra proprio con la storicità del nome del gallerista, protagonista delle più importanti vicende dell’arte in Italia degli ultimi vent’anni; in quella sede nel cuore di Milano, Piazza Belgioioso, presso un palazzo settecentesco situato nella stessa piccola piazza che diede i natali ad Alessandro Manzoni. Sicuramente una coincidenza, ma l’incontro di tre personalità nel tempo e fuori dal tempo, per l’originalità che li contraddistingue ognuno a proprio modo, è qualcosa che si nota recandosi in visita alla mostra, specialmente se è la prima volta nella galleria.

Per Albericus Belgioiosiae –come il titolo giocosamente “ontaniano” lascia intuire- Ontani ha coniato otto grandi maschere in ceramica policroma, raggianti nelle tinte che restituiscono una brillante lucentezza madreperlacea e che solo l’artista sa combinare nel fruttuoso gioco eclettico che sazia non solo la vista ma anche la mente. Infatti le opere sono ricche di simbolismi che raccontano, anche attraverso il ricorso all’araldica, la storia del luogo in cui si situano. Come l’uroboro dedicato ad Alberico di Belgioiso, esteta milanese che nel Settecento commissionò la realizzazione dell’edificio; oppure PalmAltrove, la scultura stellare dorata al centro della sala maestra, in cui la forma replica la geometria del pavimento della sala, oltre a rappresentare l’unione tra Oriente e Occidente (i giardini cosmici dell’osservatorio del Maharaja Jai Singh a Delhi e Jaipur e la Torre di Pisa). Un racconto che nello stile dell’identità che lo contraddistingue, si articola sempre attraverso la persona polimorfa di Ontani. Nella sala d’ingresso, dall’oro della maschera Etra d’ESTEtica dedicata alla pittura, si scorge nella punta del pennello, strumento divino che dà la regola all’arte (per dirla con Kant), il malizioso e multicolore volto dell’artista. L’ascolto del racconto del luogo, riportato con il proprio sé, non è solo metafora ma è una pratica preliminare che l’artista adotta nell’ideazione delle mostre, così come sembrano volerci dire schiettamente alcuni dettagli decorativi delle maschere. Ontani si presenta nuovamente e si rappresenta nella práxis artistica mediante il connubio con l’alterità del luogo e della storia che nutre d’immortalità l’opera personalissima ma altra del suo autore, simbolo dell’ incontro tra Io e Altro che ogni volta accade e che esemplifica la possibilità del rinnovamento nella pelle camaleontica così come gli abiti, dell’unico Luigi Ontani.

Giulia Giambrone

Info:

Luigi Ontani. Albericus Belgioiosae Auroborus
30 gennaio – 16 marzo 2019
Massimo De Carlo
Piazza Belgioioso, 2 -20121 Milano

For all images: Luigi Ontani, Albericus Belgioiosae Auroborus Installation views Massimo De Carlo, Milan/Belgioioso
Photo by Roberto Marossi Courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong

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